Recensione librosa : Chiedi alla luna

Chiedi alla luna di Nathan Filer pubblicato da Feltrinelli Editrice ( 301 pagine) questa è la trama:

“Vi racconterò cosa è successo perché è un buon modo per presentarvi mio fratello. Si chiama Simon. È un tipo che vi piacerà. A me almeno piace un sacco. Solo che tra qualche pagina sarà morto. Non è più stato lo stesso, dopo.” Ci sono momenti che ti cambiano la vita. Per Matthew Homes, nove anni, il primo è stato l’incontro con Annabelle, l’estate della vacanza a Ocean Cove. Il secondo la morte di suo fratello Simon, quello con la faccia tonda e sorridente, tonda come la luna. Da quel giorno niente è più stato come prima. Matt, costretto ad affrontare un segreto così enorme e terribile da non poterlo confessare a nessuno, avrà solo un pensiero in cui trovare conforto e grazie al quale ricominciare a lottare: il ricordo della faccia tonda e sorridente di suo fratello, tonda come la luna. Una grande avventura, la storia di un ragazzo che trova il coraggio di lottare contro i propri demoni e di diventare uomo. Un viaggio straordinario all’interno della mente umana e della sua follia. Un romanzo potente, che ci ricorda che ci sono cose da tenere strette mentre la vita scorre via, mettendoci di fronte ostacoli che ci fanno venir voglia di dimenticare. Cose da custodire con cura. Perché è grazie a loro che si diventa grandi.

Questo libro mi ha colpito per la copertina, così pur non essendo nella sezione dei miei libri preferiti l’ho preso in mano e letta la trama, successivamente ho cercato le recensioni che erano tutte entusiaste così ho deciso di leggerlo.

Non so dire se mi è piaciuto, ci sono dei tratti che mi hanno annoiato, altri in cui volevo leggere per vedere come andava a finire perchè mi incuriosiva scoprire come l’autore sarebbe riuscito a destreggiarsi in una storia così complessa e creare il finale. Io a differenza di altri non l’ho trovato commovente, anzi sono restata piuttosto distaccata dai personaggi.  Ve lo consiglio perchè sicuramente è una storia diversa dalle solite, ma non so se vale i 17€ che costa, magari prendetelo in biblioteca o in versione ebook.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Rubrica librosa: Le due metà del mondo

Le due metà del mondo di Marta  Morotti pubblicato da Harlequin Mondadori spa ( 240 pagine) questa è la trama:

Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell’estate, ad entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un’apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l’ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia a sentirsi attratta da un’esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L’ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.

Finalmente un libro Italiano che mi è piaciuto, uno di quelli che si leggono in fretta perchè vuoi capire come va a finire. Per nulla scontato, ci mette di fronte a una storia che potrebbe anche essere vera, non parla delle solite belle donne, ingioiellate e benestanti, non parla del solito amore. A tratti mi sono chiesta perchè si dilungasse in alcune descrizioni del fratello, ma arrivando alla fine ne ho capite le ragioni, non ci sono parti aggiunte con l’unico scopo di allungare la storia o descrizioni inutili. Non è un libro che mi ha lasciata indifferente, al termine della lettura ho sentito molte emozioni in me. Non voglio raccontarvi nulla perchè non voglio rovinarvi in nessun modo la lettura.

Lo avete già letto? conoscete l’autrice? Credo andrò  in biblioteca a cercare qualche altro libro della stessa autrice.

 

Rubrica librosa: siamo solo amici

Ho voluto dare un altra occasione a Luca Bianchini dopo che mi aveva deluso in Rubrica librosa: dimmi che credi al destino dopo tutte le recensioni positive che ho letto su “siamo solo amici” ho cercato di leggerlo, ma neppure questo libro sono riuscita a finire, questo autore non fa proprio per me. Lo trovo lento e noioso, si perde in descrizioni inutili, sono arrivata quasi a metà libro aspettando succedesse qualcosa e dopo più di un mese dal’inizio l’ho richiuso, tolto il segnalibro e riportato in biblioteca.

“Siamo solo amici” di Luca Bianchini pubblicato da Mondadori, 2012  (284 pagine) questa è la trama:

Giacomo è un portiere d’albergo veneziano. Rafael è un ex-portiere di calcio brasiliano. Sono entrambi a un appuntamento con il destino ma l’essere stati davanti a una porta è l’unica cosa che hanno in comune. Il primo, dopo cinque anni di attesa, sta per rivedere la donna della sua vita: una signora sposata il cui mantra è “non si bada a spese”, eternamene in conflitto tra i precetti religiosi e quelli astrali. Il secondo insegue un’attrice di telenovela, in fuga dal personaggio che le ha rubato l’anima. In un incontro fortuito e surreale Giacomo e Rafael instaureranno un rapporto singolare a tratti equivoco, che li porterà a capire chi sono e cosa desiderano. A sparigliare i piani, in una storia squisitamente teatrale, ci si metteranno altre due donne: una prostituta d’alto bordo che pensa di assomigliare a Gesù, e una giovane cassiera ostaggio della famiglia meridionale e dei look di Lady Gaga. Sullo sfondo, oltre il via vai dei clienti dell’hotel, una Venezia tratteggiata come un acquerello, lontana dalle cartoline, in cui la gente parla ancora in dialetto, ha paura degli stranieri e non sa rinunciare a un prosecco prima di cena.

 

Rubrica librosa: Il cielo con un dito

Gina vuole avere successo, ma c’è da pagare un prezzo. Ha deciso di accettare, perché tanto fanno tutti così. L’onorevole Balestra la manda a prendere con una macchina da sogno. Alla guida c’è Marco, un bel ragazzo un po’ invadente. Lo saprà, si chiede Gina, cosa vado a fare con l’onorevole? Forse no, il giovane è al suo primo giorno di lavoro. Contrattempi e sorprese, ritardi e imprevisti: la giornata sarà lunga. Ma per fortuna Gina e Marco sanno ridere degli altri e di se stessi – lei più di lui, in effetti… E il vento della gioventù può farli volare lontano. “Il cielo con un dito” racconta una storia in cui si può ritrovare buona parte del nostro paese. Un fatto di cronaca che potrebbe accadere in un giorno qualunque, nei retrobottega dello show business, come in qualsiasi altro ambiente dove si ha a che fare con il potere. Due ragazzi sognano un futuro migliore, ma si scontrano con il mondo degli adulti, con le sue regole, le sue seduzioni, il suo cinismo.
E’ un libro che ho preso di getto senza prima leggere la trama, avevo fretta, la copertina mi è piaciuta e volevo dare una possibilità agli autori Italiani.
Si legge in fretta, e mi piace il modo in cui è scritto, molto scorrevole.
Prima di scrivere la recensione sono andata a sbirciare in rete le altre recensioni perchè volevo capire se la mia opinione era in linea con quelle degli altri, perchè onestamente non ho capito se mi è piaciuto…Sembra però che siamo stati in pochi a leggerlo, a differenza di altri romanzi che vantano di parecchie recensioni sui vari blog di questo non sembra esserci traccia. Sicuramente darò un altra occasione a questo autore. Le premesse del libro lo facevano sembrare di denuncia di una società moderna che onestamente non mi piace, quella fatta di superficialità, di vallette e di programmi televisivi.
Il libro inizia con la frase: In fondo si tratta solo di un pompino” a questo punto ho avuto dei dubbi sulla mia scelta, nella prima parte del romanzo è messa in evidenza una parte della società, il padre che lavora solo lui, che però è burbero e violento, la madre che copre la figlia femmina e asseconda i capricci di tutta la famiglia, il figlio più piccolo con problemi di obesità ed è alle prese con l’adolescenza e il figlio più grande che sta seguendo le orme del padre ma che è costretto a dormire sul divano perchè la casa è troppo piccola per tutti. Il racconto prosegue mettendo in evidenza la superficialità di questa ragazza, la sua strafottenza e il modo in cui giudica il mondo e la volontà di fare carriera facile. Mi sono ritrovata a “psicoanalizzare ” i personaggi e questo mi è piaciuto, l’autore non annoia con descrizioni inutili ma ci lascia il tempo di soffermarci su quali sono i caratteri personaggi. Mi è piaciuto inoltre perchè a differenza di quel che mi aspettavo non ha un finale scontato, c’è un colpo di scena che cambia tutto, però onestamente non ho apprezzato l’evolversi delle cose, non è proseguito nello stesso modo profondo dell’inizio ma lo ha reso assolutamente inverosimile.

Rubrica librosa: dimmi che credi al destino

Sto vivendo un periodo un pò sabbatico, dopo la frenesia di dicembre, e gli strascichi portati avanti a gennaio, la sensazione che provo ora è di apatia, mi manca il brio, l’entusiasmo  e questo si riflette pure nella lettura dei libri, e così mi trovo a recensire un libro che non sono riuscita a finire. Erano alcuni anni che non mi accadeva, solitamente finisco i libri anche se non mi piacciono, ma questa volta proprio non mi andava giù, odiavo i protagonisti e la storia mi annoiava.

Il libro in questione è: “Dimmi che credi al destino” di Luca Bianchini pubblicato da Mondadori, 2015 (262 pagine) questa è la trama:

Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

Generalmente non amo i romanzi Italiani, ma ci provo spesso a dargli una possibilità. Ho sentito parlare molto bene di Bianchini e ho voluto prendere un suo libro, ma devo essermi imbattuta nel suo romanzo più deludente…

Fin dall’inizio il libro non mi ha preso, ma speravo che la situazione via via che leggevo migliorasse, e invece non accadeva nulla, la loro vita procedeva lenta, mentre i personaggi si alternavano , ho trovato la presenza di troppi personaggi, e ho faticato a capire quali fossero quelli principali, molte descrizioni a parer mio inutili di personaggi secondari, dialoghi lenti. Troppi stereotipi sugli Italiani, sopratutto su Diego, un personaggio che non mi è stato ben chiaro quale fosse il suo ruolo nella storia… Questo libro trattava anche tematiche importanti legate al passato di alcuni personaggi (non mi dilungo per non spoilerare se voleste comunque leggerlo) che avrebbero, a parer mio, dovuto trovare maggior importanza .

E voi siete riusciti a finirlo? Avete letto altri libri dello stesso autore?

Nuova rubrica librosa

Ho deciso di aprire una nuova rubrica nel mio blog, quella dedicata ai libri che leggo. Mi servirà sia per tenere il conto di quanti libri leggerò quest’anno sia per scambiare opinioni e consigli, spero solo riuscirò a essere costante riportarli tutti. Vi preavviso che saranno quasi tutti romanzi leggeri, dato che fatico a prendere sonno la sera leggere libri poco impegnativi è il sistema migliore per evitare di diventare matta a furia di contare pecore.

 

  • Il primo libro  che ho letto quest anno è stato : Amore zucchero e cannella pubblicato da Newton Compton Editori, 2012 (348 pagine) di Amy Bratley, questa è la trama riportata nel romanzo:
Juliet aspetta da una vita questo momento. Finalmente una casa da dividere con Simon, un vero e proprio nido d’amore pieno di piante di cui prendersi cura e invaso da profumi di torte appena sfornate. Ma il sogno è destinato a svanire: la prima notte nel nuovo appartamento, Juliet scopre che Simon l’ha tradita con la sua migliore amica. Il suo cuore è a pezzi, il dolore insopportabile, quella casa tanto desiderata d’improvviso è ostile. Niente pare esserle d’aiuto. Finché un giorno, rovistando tra le scatole ancora da aprire, Juliet s’imbatte nei vecchi libri della dolce nonna Violet, con cui è cresciuta dopo che la madre l’ha abbandonata. In quelle pagine ingiallite, ricche di preziosi consigli e piene di appunti, Juliet sembra trovare il conforto di cui è in cerca: forse lì c’è quel che serve per tornare ad amare la sua nuova casa e a curarla come avrebbe fatto un tempo sua nonna, ricette segrete per dimenticare ai fornelli chi l’ha fatta soffrire, o tanti modelli di carta che attendono solo le sue mani, per trasformarsi in splendidi foulard, copricuscini, grembiuli pieni di pizzi. Ma un giorno, nascosta tra quelle pagine degli anni Sessanta, Juliet trova una lettera. Una lettera che parla di qualcuno di cui lei ignorava l’esistenza… Il passato sembra riaffiorare e portare con sé un alone di mistero. E se riviverlo fosse l’unico modo per ritrovare se stessa e lasciarsi andare a un nuovo amore?

Questo romanzo non mi ha entusiasmato molto, mi aspettavo qualcosa di diverso, pensavo fosse più correlato alla cucina o a una sorta di pozioni magiche e anche la trama riportata sulla copertina del libro stesso  è un pò forviante. A tratti l’ho trovato un pò scontato e l’inizio è stato un pò lento ma poi si è fatto scorrevole e l’ho letto in meno di una settimana. La figura del capo mi ha infastidito e non poco avrei gradito che la protagonista riuscisse ad imporsi un pò di più su di lui e dargli una lezione, e anche tutto il pietismo che prova nei confronti della sua ex amica mi ha innervosito, è il ritratto di una donna debole che si lascia travolgere dagli avvenimenti, avrei preferito una donna con più carattere.  Non mi è piaciuto neppure l’abuso di alcol che si è fatto, un pò troppi ubriachi per i miei gusti. A piacermi molto invece sono stati gli estratti da riviste e libri degli anni 50-70 dedicati alle casalinghe che campeggiano all’inizio di ogni capitolo, alcuni dei quali davvero di un altro tempo. In linea di massima lo consiglio solo se vi piacciono molto i romanzi rosa e non vi aspettate nulla  di eclatante.

 

  • Il secondo libro  letto è stato: Un disastro chiamato amore pubblicato da: Leggereditore, 2016  (330 pagine) di Chiara Giacobelli, questa è la trama riportata nel romanzo:

Francese con un lavoro a Parigi e un appartamentino a Montmartre, Vivienne Vuloir è una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip” ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. Tra gaffe, tentativi maldestri di carpire i segreti della famiglia Lennyster, amori e altre catastrofi, Vivienne, inguaribile pessimista, capirà che la vita le sta per riservare una sorpresa inaspettata…

Questo romanzo inspiegabilmente mi è piaciuto molto, nonostante la storia d’amore sia scontata e lei eccessivamente goffa e lui troppo servile e smielato, eppure mi ha coinvolto, l’ho divorato in un paio di giorni, è molto frizzante , la goffaggine e l’ipocondria della protagonista che a tratti ho trovato eccessiva in altri è riuscita a farmi ridere e per me è un risultato sorprendente, inevitabilmente ho finito per immedesimarmi in lei e incrociare le dita nella speranza che non combinasse qualche pasticcio. Ho adorato i personaggi secondari come il maggiordomo Marco e il collega 80enne di Vivienne (la protagonista), solo Mr Lennyster non mi ha entusiasmata avrei preferito un uomo con più carattere, è stato durante tutto il romanzo un pò troppo servile nei confronti di Vivienne, e ha subito le decisioni e i comportamenti di tutti gli altri personaggi del romanzo. Se cercate un romanzo leggero, il classico libro da leggere sotto l’ombrellone questo è perfetto.

Rapid fire book tag

 

rapidfiretag

Grazie Luca per la nomina!

E’ da un pò che non rispondevo a un tag, chiedo scusa se mi sono dimenticata d qualche tag, ma da smarthpone è dura rispondere ai tag e non accedo spesso da pc…

LE REGOLE:

Rispondere alle domande del tag
Come sempre citare chi vi ha taggato: Shioren

*Ebook o Cartaceo?*

Cartaceo, adoro sfogliare i libri, anche se l’ebook mi tenta non ho mai avuto il coraggio di prenderlo perchè temo finirebbe a giacere in fondo ad un armadio.

*Brossura o Rilegato?*

Devo essere sincera? Non mi importa molto, se devo comprare un libro scelgo la versione economica che la trovo più maneggevole, ma solitamente vado in biblioteca, se dovessi conservarli in una libreria sceglierei la rilegatura è sicuramente più affascinante …

*Shopping online o libreria?*

Entrambi, ma come ho già detto preferisco la libreria…

*Trilogie o serie?*

Libro unico, generalmente preferisco un libro che inizia e finisce totalmente, anche se in qualche occasione in cui mi era piaciuto molto ho voluto prendere i successivi libri ma mi hanno sempre un pò deluso essendo uno stiracchiamento della storia iniziale…

*Eroi o cattivi?*

mmm ne gli uni ne gli altri…preferisco il coprotagonista che non ha nulla di eccezionale ma senza di lui la storia perderebbe tutto il suo fascino…

*Un libro che vorresti leggessero tutti?*

Domanda difficile… forse : quando il primo amore uccide

*L’ultimo libro letto?*

l”ultimo non mi è piaciuto, ora stò leggendo lei & lui, ma ancora non so dirvi com’è (comunque è un romanzo leggero adatto alla lettura prima di addormentarsi)

*L’ultimo libro acquistato?*

Sono anni che non acquisto un libro quindi onestamente non me lo ricordo, ma quai sicuramente è un libro scritto da qualcuno che conosco.

*La cosa più strana usata come segnalibro?*

Dato che li perdo spesso uso qualsiasi cosa, i miei preferiti comunque sono gli scontrini sbiaditi , quello più strano probabilmente resta un fazzolettino di carta (pulito)

*Libri usati o no?*

Usati, mi piacerebbe i libri avessero una parte bianca finale in modo che chi li ha letti potesse lasciarci qualche appunto di se, mi incuriosisce sapere cosa ne hanno pensato gli altri, dove lo hanno letto, le emozioni che provavano…

*Il nome dei primi tre libri che ti vengono in mente:*

 

Quì li sparo proprio a caso..

  1. Più profondo del blu
  2. L’eleganza del riccio
  3. Va dove ti porta il cuore

*Un libro che ti ha fatto ridere e piangere allo stesso tempo?*

io & Marley

 *Un film o un telefilm che hai preferito al libro?*

Non credo di aver mai preferito un film al libro

*Giudichi un libro dalla copertina?*

Lo ammetto la copertina a volte è la cosa che mi invita a prendere il libro in mano per leggere la trama..

 

Non nomino nessuno non sapendo a chi possa far piacere, vi invito ad autonominarvi.

Il magico potere del riordino : ecco cosa ne penso.

Mi sono finalmente decisa ad andare in biblioteca e ricominciare a leggere. Cercavo un romanzo poco impegnativo, adatto al mio riavvicinarmi alla lettura che potesse tenermi compagnia nella calde sere estive accoccolata  su uno sdraio in giardino.

Nella biblioteca del mio paese hanno un piccolo espositore dedicato alle novità ed ai libri consigliati a cui do sempre un occhio, la mia attenzione si è soffermata su un manuale di un autrice giapponese, che prometteva di insegnare un metodo per imparare a riordinare casa in modo definitivo, e questo ci avrebbe fatto migliorare come persone.

Dato che sto cercando di dare una svolta alla mia vita e nell’ultimo anno  sto lavorando su me stessa per migliorarmi, ed imparare ad apprezzare ciò che ho ed essere una persona più felice (ed è il motivo per cui vi tormento con i #100happyday ), inoltre sono una disordinata cronica, anche se grazie alla convivenza (finita disastrosamente) ho imparato ad organizzare meglio gli spazi e a fare più spesso pulizie profonde della casa. “Il magico potere del riordino” sembrava il libro adatto a me!

Io non amo le prefazioni, e questa in particolare mi fa passare la voglia di leggerlo perchè è lenta. Del libro mi hanno colpito la diversità della vita dei giapponesi rispetto alla nostra, come le normalità nel frequentare corsi per imparare a indossare il kimono, oppure che i bambini frequentino a scuola delle lezioni di economia domestica che secondo me sarebbe utile anche in Italia perchè sopratutto le nuove generazioni sono molto carenti in merito. Avrei dovuto capire che già da questa diversità culturale ciò che può andare bene per un giapponese non può essere adattata per un europeo… comunque dubito che tutti siano come l’autrice del libro… è evidente che abbia qualche problema o mania,  il manuale è pieno di aneddoti che la vedono come protagonista, e dalle sue parole si evince che fin da piccina aveva manie per il riordino.

Spoiler:  La tecnica suggerita per tenere tutto in ordine è gettare la maggior parte di cose, compresi i libri e i documenti. Praticamente se non hai nulla è ovvio che non puoi avere disordine… Ci fa notare l’importanza del buttare e del non regalare ad altri per impedire di far trovare qualcun altro nella stessa situazione… io sono la classica persona che non getta quasi nulla, se posso regalare i vestiti vecchi ad associazioni benefiche lo faccio e quelli ridotti peggio diventano stracci per pulire o coperte per i cani. I libri non li compro proprio per non trovarmi con pile di libri a prendere polvere, e comunque quei pochi che ho comperato e poi ho deciso che non avrei più riletto, li ho donati alla biblioteca. Dei documenti me ne libererei volentieri, peccato che certi debbano essere conservati per una quantità di anni… nel libro viene raccontato che ci sono persone che gettano oltre a 30\40 sacchi di cose, io non credo di avere abbastanza cose da riempire così tanti sacchi, neppure se mettessi insieme tutte le mie cose… e comunque lo trovo un sacrilegio, ciò che non può esse donato almeno che venga riciclato nel giusto bidone, eppure io non ho uno spirito così tanto ecologista ma penso all’ambiente prima di gettare a così tanta roba…

Il top però lo raggiunge quando dice che gli indumenti nel armadio dialogano, ed è vietato “appallottolare” i calzini nei cassetti perchè non si risposano… i miei calzini sono  tutti conservati a coppie ripiegati insieme rigirando l’elastico per evitare si possano separare, rischierei di sprecare troppo tempo al mattino nel ricercare i calzini, e finire per andare al lavoro con i calzini spaiati… ma voi, come li riponete i calzini?

Vi confesso che ho letto solo metà libro, non ci sono proprio riuscita a finirlo…

Voi siete ordinati o disordinati? Avete letto questo libro?