Biblioteca questo posto sconosciuto

Non ne ho mai parlato fino ad ora perché ho intenzione di fare un post prossimamente apposito, ma da qualche mese faccio parte di Friendz un applicazione dedicata alla fotografia, per spiegarla in breve richiede di fare delle foto e in cambio dà buoni spesa (anche Amazon). Non si guadagna una follia (io partecipando molto circa 10€ al mese) ma è un modo per fare qualcosa, per coltivare la passione per la fotografia (non serve essere fotografi, si può fotografare anche con il cellulare) e guadagnare qualcosina, inoltre si riesce a fare nuove amicizie non solo virtuali. (Se volete ulteriori informazioni sarò lieta di darvele basta che mi scrivete nei commenti. )

Il tema di questo lunedì erano le biblioteche, bisognava fotografare un libro con tallonino o timbro della biblioteca. Quello che mi ha stupito sono i commenti delle persone, tutti disperati che dicevano “io non vado in biblioteca i libri li compro” . Sono tutti pronti ad acquistare articoli (sia culinari sia di altro genere) per partecipare a certe campagne e non sono disposti a prendere in prestito un libro in biblioteca (quasi ovunque è un operazione gratuita).

Attualmente ammetto di leggere poco ma in passato ero un accanita lettrice (sono convinta di avere qualche forma di dislessia non diagnosticata da piccola, e la lettura e lo scrivere molto nei blog e nei forum mi ha aiutato, certo errori ne faccio ancora molti, come potrete notare nei miei post ma senza dubbio sono migliorata anche nella velocità), leggevo tranquillamente anche 2 o 3 libri al mese, se avessi dovuto acquistarli sarebbe stata una spesa davvero impegnativa oltre al problema di non avere spazio a casa per una grande libreria. Molto commenti dicevano di essere di grandi lettori ma di non voler avere un tempo limite in cui poter leggere (quasi tutte le biblioteche danno i libri in prestito per un mese prolungabile a due),io mi chiedo ma se sono grandi lettori come fanno a non riuscire a finire un libro in due mesi? Altra critica è che dicevano di avere piacere nel possedere il libro, ma vivono tutti in case molto grandi che hanno tutto questo spazio in cui riporre i libri ? Anche a livello economico se si legge molto può diventare una spesa importante a fine anno.

Non ho creato questo post per criticare chi non va in biblioteca, ci mancherebbe ogni uno fa quel che vuole, più che altro non riesco a capire tutto questo astio per le biblioteche. Ho sempre amato andare in biblioteca, il profumo dei libri, il silenzio la luce soffusa, i tavoli con i ragazzi che studiano, affianco a loro le pile di libri poggiati disordinatame, i sorrisetti i sussurri.

Grazie al tema biblioteca sono finalmente andata a fare la tessera nella biblioteca del paese dove vivo ora, in questi due mesi non avevo avuto occasione di andarci. Ho dato uno sguardo veloce tra gli scaffali e mi sembra ben fornita di romanzi, ho avuto il piacere di farmi guidare tra i corridoi da una gentilissima bibliotecaria, che mi ha accompagnato personalmente a cercare i libri richiesti.

Voi siete tra gli “allergici” alle biblioteche oppure ogni tanto ci andate?

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Rubrica librosa: Quando tutto inizia.

Quando tutto inizia di Fabio Volo, pubblicato da Mondadori ( 180 pagine) questa è la trama:

Silvia e Gabriele si incontrano in primavera, quando i vestiti sono leggeri e la vita sboccia per strada, entusiasta per aver superato un altro inverno. La prima volta che lui la vede è una vertigine. Lei non è una bellezza assoluta, immediata, abbagliante, è il suo tipo di bellezza. Gli bastano poche parole per perdere la testa: scoprire che nel mondo esiste qualcuno con cui ti capisci al volo, senza sforzo, è un piccolo miracolo, ti senti meno solo. Fuori c’è il mondo, con i suoi rumori e le sue difficoltà, ma quando stanno insieme nel suo appartamento c’è solo l’incanto: fare l’amore, parlare, essere sinceri, restare in silenzio per mettere in ordine la felicità. Fino a quando la bolla si incrina, e iniziano ad affacciarsi le domande. Si può davvero prendere una pausa dalla propria vita? Forse le persone che incontriamo ci servono per capire chi dobbiamo diventare, e le cose importanti iniziano quando tutto sembra finito.

 

Non credevo ma mi è piaciuto, molto scorrevole  l’ho letto in fretta (2 sere) . Solitamente odio le storie di tradimenti, ma in questo caso sono quasi arrivata a “tifare” per questa storia d’amore , mi è piaciuto che il finale non fosse così scontato. La cosa che ho preferito di più però sono state “le seghe mentali” come le definirebbe mia mamma, che il protagonista si fa, un pò quello che faccio nella vita di tutti i giorni, ha reso il protagonista un pò più reale. Credo proprio che proverò a leggere altri libri di Fabio Volo, sperando di non restare delusa.

Rubrica librosa: Il fiume

Il fiume di Rumer Godden , pubblicato da Bompiani (142 pagine) , questa è la trama:

La piccola Harriet è sospesa tra due mondi, l’infanzia e l’adolescenza. Sua sorella Bea da un po’ non è più la sua compagna di giochi. Il fratellino è ancora un bambino. Il ritmo placido della sua infanzia indiana, fatto del suono delle tessiture di iuta, delle feste traboccanti di colori e odori che salutano l’ingresso di ogni nuova stagione e dell’eterno scorrere del fiume Gange verso il golfo del Bengala, sta per essere stravolto. L’arrivo di un giovane militare inglese, amico di famiglia il capitano John – turba il mondo di Harriet, facendole scoprire il desiderio e la gelosia. Basterà un istante per scoprirsi donna e aprire gli occhi sul mondo che la circonda. E basterà un istante al mondo per spalancare la sua verità. Come ha scritto un celebre critico letterario inglese “questo omaggio di Rumer Codden all’infanzia e all’India è così intenso, così gentilmente cattura l’attenzione, che nei pensieri del lettore, per molto tempo, non ci sarà altro che la giovane Harriet e le persone e i luoghi che compongono il suo mondo”.

Questo libro non mi è piaciuto proprio, l’ho tenuto più di un mese (io li prendo in biblioteca) senza riuscire a superare la metà, l’ho trovato estremamente lento e noioso, si perde in descrizioni inutili, e ho fatto fatica a seguire il filo della storia, speravo di ritrovarmi in India leggendo questo romanzo ma non è successo, alla fine mi sono arresa  e l’ho lasciato a metà. Odio profondamente non finire i libri, mi sembra di aver lasciato qualcosa in sospeso, mi lascia con l’amaro in bocca, un tempo mi obbligavo a finirli lo stesso con l’unico risultato di voler abbandonare la lettura per un pezzo anche di altri romanzi dopo il termine dello stesso, con il tempo ho capito che non vale la penna sacrificare il poco tempo libero dietro a libri che non mi piacciono.

Ho provato a cercare altre recensioni di questo romanzo anche in blog su altre piattaforme riuscendo a trovarne ben poche, pare siamo in pochi ad averlo letto… voi ne avevate sentito parlare? Vi obbligate a finire anche i libri che non vi piacciono?

 

Rubrica librosa: London in love

London in love  di Melinda Miller  pubblicato da tre60 ( 241 pagine) questa è la trama:

Lei è Lisa: trent’anni (o poco più), un fidanzato storico che l’ha appena lasciata e una gran voglia di ricominciare. E forse è possibile: trasferirsi a Londra, per un anno, a casa di un’amica. E poi chissà… Lui è Michele: trent’anni (o poco più), una fidanzata storica che sta per sposare, una vita da broker e una gran voglia di stabilità. Il suo sogno: lasciare Londra, dove lavora, e rientrare in Italia. E poi chissà… Le strade di Lisa e di Michele s’incrociano brevemente sul volo Milano-Londra (vicini di posto, si detestano all’istante), per dividersi, con grande sollievo di entrambi, a Heathrow. Ma il destino li farà incontrare di nuovo, a Notting Hill, tra gli scaffali di God Save the Heels, la boutique di scarpe vintage, stilosissime e griffatissime, dove Lisa lavora. Sullo sfondo di una Londra travolgentemente romantica, animata da personaggi indimenticabili – da Palmer, l’eccentrico vicino di casa gay, a Marta, la fidanzata di Michele, perfettina e isterica, a Lady J, la “celeb” icona di stile, che mette all’asta la sua preziosissima collezione di scarpe -, Lisa e Michele si troveranno coinvolti in un inebriante girotondo in cui sarà molto difficile non cadere (dall’alto di un tacco 12) nelle braccia dell’amore.
Questo è un romanzo di una coppia di scrittori Italiani che si nascondono dietro lo pseudonimo di Melinda Miller, mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto, è scorrevole e di facile lettura. Non ci sono grossi colpi di scena e fin dal inizio si può intuire come evolverà la storia, per cui non aspettatevi il libro del secolo, ma se volete una storia che non vi impegni troppo la testa magari un romanzo da leggere prima di addormentarvi o in spiaggia direi che potrebbe fare al caso vostro.
Personalmente mi è piaciuto anche se è il classico romando rosa, cercavo proprio un libro di questo tipo in questo periodo in cui il cado non mi fa dormire, quello che non mi è piaciuto è il finale, il colpo di scena arriva sulle ultime pagine e si conclude un pò frettolosamente.

Rubrica librosa: Il giardino dei fiori segreti.

Quando leggo le recensioni degli altri blogger li trovo tutti super entusiasti dei libri che hanno letto, quasi tutte le recensioni sono positive, mi sorge il dubbio che ne traggano qualche guadagno a fare questo genere di recensione (parlo in particolare delle blogger che recensiscono libri “rosa”) come ad esempio qualche sorta di collaborazione o libri in omaggio… oppure sono io ad essere di gusti molto molto difficili e non riesco ad apprezzare quanto dovrei i romanzi che scelgo di leggere.

Oggi vi parlerò del ultimo libro che ho letto (l’ho terminato ieri mattina): “Il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni pubblicato da Garzanti Libri, 2016 (360 pagine) questa è la trama:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l’anima.

Ho deciso di leggere questo libro perchè non parla della solita storia d’amore, anche se ha la sua dose di romanticismo , mi ha colpito che in un romanzo rosa l’autrice sia riuscita ad inserirci anche anche una dose di mistero. Per quanto un pò come in tutti i romanzi rosa il finale sia intuibile fin dal’inizio, c’è una parte di misteri che rendono piacevole la lettura e fa provare il desiderio di andare avanti con la lettura per scoprire come evolveranno. E’ un libro piacevole che si legge abbastanza in fretta nonostante le dimensioni (io l’ho letto in poco più di una settimana). Quello che non mi è piaciuto sono le descrizione dei paesaggi e dei fiori, talvolta troppo lunghi e non essenziali che a parer mio rallentano la lettura. Non ho apprezzato neppure le pagine scritte in corsivo che parlano dell’antenata delle sorelle Donati, Bianca.

Lo consiglio a chi ama i romanzi rosa e si è un pò stufato delle solite storie d’amore, per essere un romanzo italiano l’ho trovato sopra la media, è il classico libro che si presta bene alla lettura sotto l’ombrellone o prima di andare la letto, ma non aspettatevi una storia che ricorderete per sempre.

Recensione librosa : Chiedi alla luna

Chiedi alla luna di Nathan Filer pubblicato da Feltrinelli Editrice ( 301 pagine) questa è la trama:

“Vi racconterò cosa è successo perché è un buon modo per presentarvi mio fratello. Si chiama Simon. È un tipo che vi piacerà. A me almeno piace un sacco. Solo che tra qualche pagina sarà morto. Non è più stato lo stesso, dopo.” Ci sono momenti che ti cambiano la vita. Per Matthew Homes, nove anni, il primo è stato l’incontro con Annabelle, l’estate della vacanza a Ocean Cove. Il secondo la morte di suo fratello Simon, quello con la faccia tonda e sorridente, tonda come la luna. Da quel giorno niente è più stato come prima. Matt, costretto ad affrontare un segreto così enorme e terribile da non poterlo confessare a nessuno, avrà solo un pensiero in cui trovare conforto e grazie al quale ricominciare a lottare: il ricordo della faccia tonda e sorridente di suo fratello, tonda come la luna. Una grande avventura, la storia di un ragazzo che trova il coraggio di lottare contro i propri demoni e di diventare uomo. Un viaggio straordinario all’interno della mente umana e della sua follia. Un romanzo potente, che ci ricorda che ci sono cose da tenere strette mentre la vita scorre via, mettendoci di fronte ostacoli che ci fanno venir voglia di dimenticare. Cose da custodire con cura. Perché è grazie a loro che si diventa grandi.

Questo libro mi ha colpito per la copertina, così pur non essendo nella sezione dei miei libri preferiti l’ho preso in mano e letta la trama, successivamente ho cercato le recensioni che erano tutte entusiaste così ho deciso di leggerlo.

Non so dire se mi è piaciuto, ci sono dei tratti che mi hanno annoiato, altri in cui volevo leggere per vedere come andava a finire perchè mi incuriosiva scoprire come l’autore sarebbe riuscito a destreggiarsi in una storia così complessa e creare il finale. Io a differenza di altri non l’ho trovato commovente, anzi sono restata piuttosto distaccata dai personaggi.  Ve lo consiglio perchè sicuramente è una storia diversa dalle solite, ma non so se vale i 17€ che costa, magari prendetelo in biblioteca o in versione ebook.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

Rubrica librosa: Le due metà del mondo

Le due metà del mondo di Marta  Morotti pubblicato da Harlequin Mondadori spa ( 240 pagine) questa è la trama:

Maria ha diciannove anni, vive a Torino e ha appena finito gli esami di maturità. Vorrebbe fare la psicologa ma è destinata invece, alla fine dell’estate, ad entrare in fabbrica, come suo padre. Maria si è costruita un mondo tutto suo, curato in ogni minimo particolare, un mondo che le garantisce un’apparente sicurezza, che di fatto non possiede. Una parte della sua vita è come chiusa in una scatola e ciò che le serve veramente è una chiave che le permetta di aprire quella scatola e di far uscire ciò che la sua mente e il suo cuore rifiutano di accettare. Arriva un momento infatti, in cui, costretta a lasciare l’ambiente protetto in cui è cresciuta, comincia a sentirsi attratta da un’esistenza fatta di cose normali, concrete, che le offre la possibilità di sciogliere le catene alle quali ormai è abituata da troppo tempo. Ma come lasciarsi andare a una nuova vita e smettere di combattere? L’ombra di un fratello ingombrante e di un padre assente continuano a trattenerla in una prigione in apparenza dorata, fino a quando, inaspettatamente Maria dovrà fare i conti con sentimenti nuovi che cambieranno la sua vita per sempre.

Finalmente un libro Italiano che mi è piaciuto, uno di quelli che si leggono in fretta perchè vuoi capire come va a finire. Per nulla scontato, ci mette di fronte a una storia che potrebbe anche essere vera, non parla delle solite belle donne, ingioiellate e benestanti, non parla del solito amore. A tratti mi sono chiesta perchè si dilungasse in alcune descrizioni del fratello, ma arrivando alla fine ne ho capite le ragioni, non ci sono parti aggiunte con l’unico scopo di allungare la storia o descrizioni inutili. Non è un libro che mi ha lasciata indifferente, al termine della lettura ho sentito molte emozioni in me. Non voglio raccontarvi nulla perchè non voglio rovinarvi in nessun modo la lettura.

Lo avete già letto? conoscete l’autrice? Credo andrò  in biblioteca a cercare qualche altro libro della stessa autrice.

 

Rubrica librosa: siamo solo amici

Ho voluto dare un altra occasione a Luca Bianchini dopo che mi aveva deluso in Rubrica librosa: dimmi che credi al destino dopo tutte le recensioni positive che ho letto su “siamo solo amici” ho cercato di leggerlo, ma neppure questo libro sono riuscita a finire, questo autore non fa proprio per me. Lo trovo lento e noioso, si perde in descrizioni inutili, sono arrivata quasi a metà libro aspettando succedesse qualcosa e dopo più di un mese dal’inizio l’ho richiuso, tolto il segnalibro e riportato in biblioteca.

“Siamo solo amici” di Luca Bianchini pubblicato da Mondadori, 2012  (284 pagine) questa è la trama:

Giacomo è un portiere d’albergo veneziano. Rafael è un ex-portiere di calcio brasiliano. Sono entrambi a un appuntamento con il destino ma l’essere stati davanti a una porta è l’unica cosa che hanno in comune. Il primo, dopo cinque anni di attesa, sta per rivedere la donna della sua vita: una signora sposata il cui mantra è “non si bada a spese”, eternamene in conflitto tra i precetti religiosi e quelli astrali. Il secondo insegue un’attrice di telenovela, in fuga dal personaggio che le ha rubato l’anima. In un incontro fortuito e surreale Giacomo e Rafael instaureranno un rapporto singolare a tratti equivoco, che li porterà a capire chi sono e cosa desiderano. A sparigliare i piani, in una storia squisitamente teatrale, ci si metteranno altre due donne: una prostituta d’alto bordo che pensa di assomigliare a Gesù, e una giovane cassiera ostaggio della famiglia meridionale e dei look di Lady Gaga. Sullo sfondo, oltre il via vai dei clienti dell’hotel, una Venezia tratteggiata come un acquerello, lontana dalle cartoline, in cui la gente parla ancora in dialetto, ha paura degli stranieri e non sa rinunciare a un prosecco prima di cena.

 

Rubrica librosa: Il cielo con un dito

Gina vuole avere successo, ma c’è da pagare un prezzo. Ha deciso di accettare, perché tanto fanno tutti così. L’onorevole Balestra la manda a prendere con una macchina da sogno. Alla guida c’è Marco, un bel ragazzo un po’ invadente. Lo saprà, si chiede Gina, cosa vado a fare con l’onorevole? Forse no, il giovane è al suo primo giorno di lavoro. Contrattempi e sorprese, ritardi e imprevisti: la giornata sarà lunga. Ma per fortuna Gina e Marco sanno ridere degli altri e di se stessi – lei più di lui, in effetti… E il vento della gioventù può farli volare lontano. “Il cielo con un dito” racconta una storia in cui si può ritrovare buona parte del nostro paese. Un fatto di cronaca che potrebbe accadere in un giorno qualunque, nei retrobottega dello show business, come in qualsiasi altro ambiente dove si ha a che fare con il potere. Due ragazzi sognano un futuro migliore, ma si scontrano con il mondo degli adulti, con le sue regole, le sue seduzioni, il suo cinismo.
E’ un libro che ho preso di getto senza prima leggere la trama, avevo fretta, la copertina mi è piaciuta e volevo dare una possibilità agli autori Italiani.
Si legge in fretta, e mi piace il modo in cui è scritto, molto scorrevole.
Prima di scrivere la recensione sono andata a sbirciare in rete le altre recensioni perchè volevo capire se la mia opinione era in linea con quelle degli altri, perchè onestamente non ho capito se mi è piaciuto…Sembra però che siamo stati in pochi a leggerlo, a differenza di altri romanzi che vantano di parecchie recensioni sui vari blog di questo non sembra esserci traccia. Sicuramente darò un altra occasione a questo autore. Le premesse del libro lo facevano sembrare di denuncia di una società moderna che onestamente non mi piace, quella fatta di superficialità, di vallette e di programmi televisivi.
Il libro inizia con la frase: In fondo si tratta solo di un pompino” a questo punto ho avuto dei dubbi sulla mia scelta, nella prima parte del romanzo è messa in evidenza una parte della società, il padre che lavora solo lui, che però è burbero e violento, la madre che copre la figlia femmina e asseconda i capricci di tutta la famiglia, il figlio più piccolo con problemi di obesità ed è alle prese con l’adolescenza e il figlio più grande che sta seguendo le orme del padre ma che è costretto a dormire sul divano perchè la casa è troppo piccola per tutti. Il racconto prosegue mettendo in evidenza la superficialità di questa ragazza, la sua strafottenza e il modo in cui giudica il mondo e la volontà di fare carriera facile. Mi sono ritrovata a “psicoanalizzare ” i personaggi e questo mi è piaciuto, l’autore non annoia con descrizioni inutili ma ci lascia il tempo di soffermarci su quali sono i caratteri personaggi. Mi è piaciuto inoltre perchè a differenza di quel che mi aspettavo non ha un finale scontato, c’è un colpo di scena che cambia tutto, però onestamente non ho apprezzato l’evolversi delle cose, non è proseguito nello stesso modo profondo dell’inizio ma lo ha reso assolutamente inverosimile.

Rubrica librosa: dimmi che credi al destino

Sto vivendo un periodo un pò sabbatico, dopo la frenesia di dicembre, e gli strascichi portati avanti a gennaio, la sensazione che provo ora è di apatia, mi manca il brio, l’entusiasmo  e questo si riflette pure nella lettura dei libri, e così mi trovo a recensire un libro che non sono riuscita a finire. Erano alcuni anni che non mi accadeva, solitamente finisco i libri anche se non mi piacciono, ma questa volta proprio non mi andava giù, odiavo i protagonisti e la storia mi annoiava.

Il libro in questione è: “Dimmi che credi al destino” di Luca Bianchini pubblicato da Mondadori, 2015 (262 pagine) questa è la trama:

Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

Generalmente non amo i romanzi Italiani, ma ci provo spesso a dargli una possibilità. Ho sentito parlare molto bene di Bianchini e ho voluto prendere un suo libro, ma devo essermi imbattuta nel suo romanzo più deludente…

Fin dall’inizio il libro non mi ha preso, ma speravo che la situazione via via che leggevo migliorasse, e invece non accadeva nulla, la loro vita procedeva lenta, mentre i personaggi si alternavano , ho trovato la presenza di troppi personaggi, e ho faticato a capire quali fossero quelli principali, molte descrizioni a parer mio inutili di personaggi secondari, dialoghi lenti. Troppi stereotipi sugli Italiani, sopratutto su Diego, un personaggio che non mi è stato ben chiaro quale fosse il suo ruolo nella storia… Questo libro trattava anche tematiche importanti legate al passato di alcuni personaggi (non mi dilungo per non spoilerare se voleste comunque leggerlo) che avrebbero, a parer mio, dovuto trovare maggior importanza .

E voi siete riusciti a finirlo? Avete letto altri libri dello stesso autore?