Chiuso per ferie… più o meno

Come sapete il mese scorso ho fatto una mini vacanza per cui ad agosto per me niente ferie, ma avendole il mio moroso dedico tutto il tempo libero a lui… finalmente me lo posso godere un po’ di più rispetto al solito… avevamo in progetto di fare mille cose, ma i giorni passano in fretta …

Siamo riusciti ad andare a pattinare e nonostante fosse un anno che non indossavo più i pattini è che avessi appena cominciato ad imparare con mia grande sorpresa ho potuto constatare che non ho dimenticato tutto, e siamo riusciti a fare un bel giro senza grosse difficoltà.

A ferragosto abbiamo passato una tranquilla giornata nel giardino di amici e alla sera ci siamo fatti una lunga passeggiata nel paese in cui ho convissuto con l’idiota, (l’unica ragione che mi fa dispiacere per il termine della relazione è aver lasciato quella città) 

Oggi giornata di mare, a dire il vero è la prima volta che passo un intera giornata al mare con il mio moroso. In realtà è la prima volta che passo un intera giornata anche assieme a mia suocera e ai miei nipoti, e devo dire che sta andando molto meglio del previsto. 

L’unico problema in questa vacanza è stato che il nostro campo di tiro con l’arco che è chiuso per ferie e avrei voluto sfruttarlo un po’, ci avevano proposto di andare a un altro campo a una 20ina di km e ovviamente la sfiga ci ha messo lo zampino e ha fatto venire una tromba d’aria che ha reso inaccessibile anche quel campo😑

Rubrica librosa: London in love

London in love  di Melinda Miller  pubblicato da tre60 ( 241 pagine) questa è la trama:

Lei è Lisa: trent’anni (o poco più), un fidanzato storico che l’ha appena lasciata e una gran voglia di ricominciare. E forse è possibile: trasferirsi a Londra, per un anno, a casa di un’amica. E poi chissà… Lui è Michele: trent’anni (o poco più), una fidanzata storica che sta per sposare, una vita da broker e una gran voglia di stabilità. Il suo sogno: lasciare Londra, dove lavora, e rientrare in Italia. E poi chissà… Le strade di Lisa e di Michele s’incrociano brevemente sul volo Milano-Londra (vicini di posto, si detestano all’istante), per dividersi, con grande sollievo di entrambi, a Heathrow. Ma il destino li farà incontrare di nuovo, a Notting Hill, tra gli scaffali di God Save the Heels, la boutique di scarpe vintage, stilosissime e griffatissime, dove Lisa lavora. Sullo sfondo di una Londra travolgentemente romantica, animata da personaggi indimenticabili – da Palmer, l’eccentrico vicino di casa gay, a Marta, la fidanzata di Michele, perfettina e isterica, a Lady J, la “celeb” icona di stile, che mette all’asta la sua preziosissima collezione di scarpe -, Lisa e Michele si troveranno coinvolti in un inebriante girotondo in cui sarà molto difficile non cadere (dall’alto di un tacco 12) nelle braccia dell’amore.
Questo è un romanzo di una coppia di scrittori Italiani che si nascondono dietro lo pseudonimo di Melinda Miller, mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto, è scorrevole e di facile lettura. Non ci sono grossi colpi di scena e fin dal inizio si può intuire come evolverà la storia, per cui non aspettatevi il libro del secolo, ma se volete una storia che non vi impegni troppo la testa magari un romanzo da leggere prima di addormentarvi o in spiaggia direi che potrebbe fare al caso vostro.
Personalmente mi è piaciuto anche se è il classico romando rosa, cercavo proprio un libro di questo tipo in questo periodo in cui il cado non mi fa dormire, quello che non mi è piaciuto è il finale, il colpo di scena arriva sulle ultime pagine e si conclude un pò frettolosamente.

L’odore delle città

Fin da quando ero bambina notavo che i paesi e le case avevano un odore diverso , avevo un pò una “fissa” per gli odori. Prima di mangiare qualcosa dovevo annusarla, inoltre avevo associato un determinato odore a una situazione, a un luogo, a una persona. Il profumo della crema per le mani che usava mia mamma mi metteva ansia, ricordo che se la spalmava la sera mentre veniva in camera mia quando non volevo dormire, sul mio letto, io facevo i capricci e lei mi rimproverava, talvolta mettendomi in punizione “domani niente tv” mi diceva, oppure “domani leggi 10 pagine del libro di favole”. Tutt’ora quando sento quel profumo intenso mi sale l’ansia, per me era già una punizione starmene a letto, anche se con gli anni ho capito che non era giusto per nessuno che io restassi nel lettone.

Ricordo una signora molto anziana che andavo a trovare con i miei nonni, mi dicevano di chiamarla zia, in realtà era la zia di mio nonno, praticamente una zia di 3°, aveva i baffi, non una leggera peluria ma dei baffetti irsuti e bianchi; Mi obbligavano a baciarla , detestavo quel momento, avrei voluto poterla salutare soltanto senza avere contatti con lei . La “zia” mi stringeva tra le braccia e mi stampava un bacio umido sulla guancia, pulirsi il viso con la manica era vietato “è un gesto di maleducazione, non si fa” mi diceva mia nonna, i suoi baffi pungevano terribilmente il mio viso, e il suo abbraccio mi stritolava bloccandomi le braccia contro il busto. Sentivo distintamente l’odore della naftalina, non ho mai capito il perchè usasse così tanta naftalina. Tutt’ora odio i baci e la naftalina, se posso evito il contatto con le persone, non capisco perchè bisogna baciarsi per scambiarsi gli auguri e salutarsi. Appena finito il giro di saluti ero libera, mi fiondavo in giardino e tenevo compagnia al loro cane un buonissimo e affettuoso setter irlandese, ricordo ancora il suo setoso manto rosso, e mia nonna terrorizzata che gridava perchè il cagnolone contento di vedermi mi saltava addosso facendomi cadere.

Ricordo che da bambina mi portavano al mare sempre nella solita località, e per raggiungerla passavamo per un paese attraversato da un fiume, quel paese dicevo che sapeva di mare. In realtà dalla località balneare distava ben 20 km, ma per me era come stare in vacanza, sognavo di viverci, di poter avere una barchetta a remi sul argine del fiume appena fuori la porta di casa, sognavo di remare e attraversare i il paese e di lasciarmi guidare dalla corrente fino a raggiungere la spiaggia. Quel sogno anni dopo si è realizzato, in quel paese ci sono davvero andata a vivere, anzi convivere, il mio ex (l’idiota) era proprio di quel paese. Non abitavamo vicino al fiume, ma lo raggiungevo quasi tutti i giorni, mi piaceva passeggiare lungo l’argine, l’aria era sempre più tiepida  e mi regalava la sensazione di essere in vacanza tutto l’anno proprio come quando ero piccina. Mi faceva rasserenare e mi metteva di buon umore passeggiare accompagnata dal rumore del’acqua che scorreva lenta anche quando uscivo a camminare in piena notte dopo una litigata furibonda con il mio ex o durante le passeggiate pomeridiane in compagnia del mio cane .

Il mese scorso, ho fatto una mini vacanza in toscana (ve ne ho parlato QUI’) abbiamo scelto di alloggiare in una fattoria, al nostro arrivo siamo stati accolti dal profumo di fieno, esplorando la proprietà si potevano percepire vari odori, quello di cloro proveniente dalla piscina e  quello degli animali ospitati che non trovo sgradevole. La “poop” dei cavalli per me non è puzzolente, mentre i maiali li trovo piuttosto “piccanti”, emanano un olezzo che penetra nelle narici e impregna i vestiti. Durante la vacanza abbiamo visitato un sacco di paesini dalle profumazioni diverse, che variavano a seconda delle coltivazioni presenti. L’aroma onnipresente era il fieno vista l’enorme quantità d campi secchi.

La visita a Firenze è invece stata contrassegnata dalla puzza, sicuramente il caldo e i turisti sudati non hanno migliorato la situazione. I cestini dei rifiuti erano quasi tutti pieni fino all’orlo, e i tombini rendevano l’aria sgradevole. Per fortuna nei ristorante c’era un buon profumo e quello che ricorderò più a lungo è il tartufo, ho amato i pici con il tartufo.

Abbiamo fatto una tappa a Ferrara, questa città ci ha sorpreso, profuma, sa di pulito. non so la ragione , forse i negozianti tengono lavati i marciapiedi, forse il comune provvedere a mantenere un livello alto di pulizia, forse era l’interno dei negozi a profumare e impregnare la città.

 

Rubrica librosa: Il giardino dei fiori segreti.

Quando leggo le recensioni degli altri blogger li trovo tutti super entusiasti dei libri che hanno letto, quasi tutte le recensioni sono positive, mi sorge il dubbio che ne traggano qualche guadagno a fare questo genere di recensione (parlo in particolare delle blogger che recensiscono libri “rosa”) come ad esempio qualche sorta di collaborazione o libri in omaggio… oppure sono io ad essere di gusti molto molto difficili e non riesco ad apprezzare quanto dovrei i romanzi che scelgo di leggere.

Oggi vi parlerò del ultimo libro che ho letto (l’ho terminato ieri mattina): “Il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni pubblicato da Garzanti Libri, 2016 (360 pagine) questa è la trama:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l’anima.

Ho deciso di leggere questo libro perchè non parla della solita storia d’amore, anche se ha la sua dose di romanticismo , mi ha colpito che in un romanzo rosa l’autrice sia riuscita ad inserirci anche anche una dose di mistero. Per quanto un pò come in tutti i romanzi rosa il finale sia intuibile fin dal’inizio, c’è una parte di misteri che rendono piacevole la lettura e fa provare il desiderio di andare avanti con la lettura per scoprire come evolveranno. E’ un libro piacevole che si legge abbastanza in fretta nonostante le dimensioni (io l’ho letto in poco più di una settimana). Quello che non mi è piaciuto sono le descrizione dei paesaggi e dei fiori, talvolta troppo lunghi e non essenziali che a parer mio rallentano la lettura. Non ho apprezzato neppure le pagine scritte in corsivo che parlano dell’antenata delle sorelle Donati, Bianca.

Lo consiglio a chi ama i romanzi rosa e si è un pò stufato delle solite storie d’amore, per essere un romanzo italiano l’ho trovato sopra la media, è il classico libro che si presta bene alla lettura sotto l’ombrellone o prima di andare la letto, ma non aspettatevi una storia che ricorderete per sempre.

Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)

Domani partooooo

Non vedo l’ora, devo ancora fare i bagagli (e oggi lavoro tutto il giorno) . Mi sento euforica come una bambina, ne sento proprio il bisogno, ben 4 notti fuori casa… parto con qualche paura (per il cane che non è troppo in forma e per un po’ di cose lasciate a metà)…

Ho bisogno di staccare, per cui non mi porto neppure il telefono, vi salutò ora, e se non mi sentirete per un po’ è questa la ragione!

No, io non piango Villaggio 

In questi giorni dopo la recente scomparsa di Villaggio sono tutti pronti a ricordarlo come un mito.

Personalmente non ho mai amato il suo genere comico, più che farmi ridere mi innervosiva il personaggio del ragionier Fantozzi, mi faceva arrabbiare la bassa considerazione che aveva per moglie e figlia…

Ma il findo lo ha toccato con il suo libro nel 2011 “Mi dichi”

 «I friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente…»

Fonte

Io non dimentico…

Strana felicità 

Ultimamente le cose non mi sono andate un granché bene, il progetto lavorativo che stavo cercando di realizzare non è andato a buon fine, il mio cane è stato male (domani ho nuovamente il veterinario, speriamo che mi dica che il problema è risolto è che non dobbiamo fare ulteriori cure o lastre e intervento ai denti). Dopo un primo sconforto sono comunque riuscita a trovare una certa felicità è a vedere il bicchiere mezzo pieno. La questione lavoro l’ho momentaneamente accantonata (non mi andava di caricarmi di stress) e sono riuscita a ritrovare la felicità . Sabato sono finalmente riuscita a trovare le scarpe che cercavo da mesi, volevo un paio di scarpe da ginnastica nere resistenti all’acqua, sembrava chiedessi chissà cosa, le scarpe da ginnastica sono solitamente in tessuto e le scarpe in pelle sono tutte con la suola bassa (e per la schiena e ginocchia non sono il massimo), avevo girato un sacco di negozi in cerca di queste scarpe, e alla fine le ho trovate alla Decathlon, ho preso anche un paio di scarpe da trekking, perché quelle vecchie erano distrutte è un cappellino per tirare con l’arco , uno di quelli che si usano per andare a pesca o a fare trekking, io non li amo… anzi non mi  piacciono poco , ma ero stufa di utilizzare bandane (che non mi proteggono gli occhi dal sole ) o capellini al contrario (con il frontino che ingombra) . 

Inoltre ho passato un fine settimana magnifico, rilassante in cui mi sono finalmente goduta il tempo (di qualità) con il mio moroso. Siamo andati a farci due belle gite, solo noi due, senza nemmeno portarci i cani (che erano a casa con i nostri genitori). 

Ieri sera ho rivisto il mio ex (il primo, quello con cui vado d’accordo) e mi ha fatto piacere vederlo bene nonostante i lutti da poco subiti , nonostante le complicanze sentimentali, mi ha fatto piacere mi parlasse apertamente (nonostante continuasse a ripetermi non sei la persona giusta per parlare di questo) è lui è uno che fatica a tirare fuori ciò che ha dentro ed aprirsi.

Non vedo l’ora di partire per le ferie, sono invasa dall’euforia anche se sono solo 4 giorni di ferie io sto vivendo l’attesa con grande entusiasmo, ne ho proprio bisogno di questa vacanza.

Ps. Oggi è la festa del indipendenza americana, e questa sera si festeggia, anche se non sono americana trovo ci siano molte ragioni per festeggiare anche le traduzioni degli altri!

Mangiare sano e diete… difficile capirci qualcosa, io ci provo ma…

Sono parecchi anni che cerco di mangiare sano e perdere peso, nei primi anni (ero ragazzina) l’ho facevo nel modo sbagliato, saltavo qualche pasto, mangiavo meno, per poi sostituire il pranzo o la cena con qualche schifezza, facevo molte passeggiate e usavo la bicicletta come mezzo principale, ovviamente da minorenni si ha un metabolismo da paura per cui bastava questo per essere in forma. Crescendo ho cominciato a fare una vita più sedentaria (causa lavoro e moroso) così ho ridotto un pò le porzioni sopratutto di pasta e pane, eliminato fritti, merendine e limitato i dolci alla sola colazione, e in effetti per i primi anni ha funzionato bene questo regime alimentare, alla fine della relazione con il mio primo moroso ho perso ulteriore peso, avevo il fisico che desideravo. Successivamente ho un pò ignorato il lato estetico e pur mangiando in maniera abbastanza sana e camminando molto non facevo attenzione alle porzioni e agli sgarri per cui nel giro di poco  ho messo su peso e il mio ex compagno (il mio secondo moroso quello soprannominato l’idiota) non mi aiutava per nulla a mantenermi in forma. Finita la convivenza mi sono guardata allo specchi non riconoscendomi più, quella non ero io, quello non era il mio corpo, non mi piacevo più. I primi due mesi ho perso quasi 5kg, ero caduta in depressione (non a causa del peso, ma di certo aver messo su chili non aiutava a farmi sentire bene) il cibo mi era nemico, non provavo più piacere a mangiare , praticamente mangiavo per sopravvivere, non avevo mai fame e detestavo il mio corpo oltre che il mio ex, in questi due mesi provavo sentimenti positivi solamente camminando, per cui macinavo km tutti i giorni. Passati i due mesi (tempo che mi ero concessa per stare “in lutto”) mi sono ripresa molto in fretta da quello stato, ho aumentato le porzioni sopratutto di frutta e verdura, e ho cominciato a correre, dato che camminare mi faceva stare tanto bene ma non avevo sempre a disposizione 2 o 3 ore per poterlo fare sperando di poter soddisfare la mia necessità di sport in questo modo. Correre è stato molto più difficile del previsto, così ho cominciato a studiare come poterlo fare meglio , ho aggiunto altri esercizi alla corsa e in tutto ho perso 9 kg, però quel leggero strato di pancetta non l’ho mai perso del tutto. Negli anni successivi, ho cercato di mantenermi attiva, di praticare sport (attualmente faccio palestra due volte la settimana, corsa una volta, tiro con l’arco una volta ogni 15 giorni, camminate 2 volte la settimana) di mangiare sano (sgarrando il fine settimana e vanificando gli sforzi fatti ) ma sta cavolo di pancetta non va via. Le ragioni per cui non riesco ad avere il fisico che vorrei sono:

  • Il vivere con i miei, loro non sono particolarmente attenti alla linea, per cui spesso è difficile mangiare sano vivendo con la mia famiglia.
  • Un altra difficoltà è il non avere sempre sufficiente tempo libero per praticare sport.
  • Purtroppo non sono molto alta quindi l’apporto calorico che dovrei assumere è basso e questo complica le cose.
  • Ma forse il problema principale è che non mi è chiaro come si dovrebbe mangiare, ogni uno dice la sua, non cè un professionista che la pensi uguale a un altro, e anche le teorie di chi ha seguito varie diete mi mettono sempre più dubbi.

Recentemente una mia conoscente è andata da un alimentarista e gli ha prescritto un sacco di integratori e cibi particolari che ovviamente vende lui. Precedentemente aveva seguito una dieta troppo restrittiva (anche questa prescritta da un dietologo) che l’ha fatta pure svenire, prima ancora si era affidata a uno di quei geni che si professano guru che le dava un sacco di polverine da sciogliere in acqua come sostitutivo del pasto. A una mia amica è stata prescritta una dieta detossinante, davvero difficile da seguire (per una persona che lavora) e per nulla economica (oltretutto pare che queste diete detox non facciano neppure bene).

Gli integratori e i sostitutivi del pasto fanno più male che bene, c’è il rischio di affaticare reni e fegato, per questo non sarebbe da prenderli con leggerezza, e invece pare che tutti li prendano di loro iniziativa e che molti medici li prescrivano con troppa leggerezza. Anche le bibite integratore in vendita nei supermercati non andrebbero consumate se non in casi in cui ce ne sia reale necessità, le persone credono che una sudata con il caldo estivo necessiti di essere reintegrata attraverso questi prodotti, e invece  sarebbe sufficiente del acqua e una macedonia di frutta , oltretutto questi prodotti hanno un apporto calorico molto elevato, per non parlare di zuccheri  e carboidrati.

Eppure sulla rete e negli studi continuano a spuntare questi personal trainer e questi coach del benessere e nutrizionisti, e pure i dietologi sembrano poco professionali a chi rivolgersi allora?

Come fare a mangiare sano senza integratori, come perdere peso senza fare diete drastiche o quantità di sport da atleti? Senza eliminare un sacco di cose (come pasta, cereali e carne)? Ci sono troppe teorie e troppo caos…

Musei e gallerie a Graz

Dal mio vecchio blog. 

musei e gallerie a Graz )
Il primo giorno siamo andati all’infopoint, dove abbiamo trovato, del personale  gentile che ci ha spiegato in un inglese molto semplice quali erano i musei, gli orari.
Abbiamo deciso di fare la Tessera Joanneum 24h con cui a un prezzo ridotto di 13€ abbiamo potuto visitare svariati musei.
*Quasi tutti i musei chiudono alle 17.00 
Ecco quali abbiamo visto:– Landeszeughaus (armeria) : Custodisce il più grande arsenale di armi storiche del mondo, divise su 5 piani!
A noi è piaciuto davvero molto oltre alle armi a renderlo speciale è anche il contesto, del resto l’edificio risale alla metà del XVII  secolo, proprio per custodire le armi e armature di fanti e cavalieri.
* Vi consiglio l’utilizzo  dell’audio guida  disponibile anche in italiano, indispensabile per capire costa si stà guardando

– Kunsthaus Graz (Friendly Alien): Il Museo è dedicato all’arte contemporanea e anche l’edificio è molto particolare, certamente questa struttura moderna spicca in mezzo agli edifici storici.
Devo ammettere di essere andata a visitarlo solamente perchè compreso nella Tessera  Joanneum, non sono amante dell’arte contemporanea, e ammetto la mia ignoranza ho grossa difficoltà a comprenderla. Un giorno un amico (saggio) mi ha spiegato che l’arte non devo capirla ma mi deve suscitare delle emozioni, e con questo spirito che l’ho visitato, e dal momento che molte installazioni hanno suscitato emozioni (non sempre positive) in me devo dedurre che gli autori hanno raggiunto il loro scopo…
Al piano inferiore per lo più erano presenti installazioni, molte delle quali proiettate su fondali diversi… ovviamente le didascalie erano tutte in tedesco, solo qualche opera aveva delle brevi spiegazioni in inglese.
Al primo piano erano per lo più fotografie, molte delle quali scattate negli anni 60/70 e devo ammettere che mi hanno colpito molto.
Al secondo piano, si può godere di un bel panorama e ammirare Graz dall’alto.

Volkskundemuseum (museo delle tradizioni popolari): Sono sempre molto attirata da questo genere di musei, mi piace potermi immedesimare nella vita del passato e scoprire come era la vita di tutti i giorni, imparare la storia in un modo totalmente diverso.
Questo museo ammetto però non abbia molto soddisfatto le mie aspettative, era molto incentrato sulla religione e poco sulla vita di tutti i giorni, nella sala dedicata agli abiti, molti dei vestiti presenti erano ricostruzioni, inoltre tutte le didascalie erano in tedesco, ci hanno consegnato una giuda in inglese (in italiano non ne avevano), ma non era di semplice interpretazione in quanto non riportava un numero (o un altro simbolo) che collegasse quello che stavamo vedendo alla pagina della giuda, credo sia il museo che mi è meno piaciuto durante questo viaggio.


Castello di Eggemberg: Raggiungibile con i mezzi pubblici dal centro di Graz, merita sicuramente una visita accurata, al suo interno ci sono svariati musei da visitare, noi purtroppo non ci eravamo organizzati bene per cui siamo riusciti a visitare solamente la Alte Gallerie (che raccoglie molte opere dal Medioevo fino alla fine dell’età barocca), e il parco.