Rubrica librosa: dimmi che credi al destino

Sto vivendo un periodo un pò sabbatico, dopo la frenesia di dicembre, e gli strascichi portati avanti a gennaio, la sensazione che provo ora è di apatia, mi manca il brio, l’entusiasmo  e questo si riflette pure nella lettura dei libri, e così mi trovo a recensire un libro che non sono riuscita a finire. Erano alcuni anni che non mi accadeva, solitamente finisco i libri anche se non mi piacciono, ma questa volta proprio non mi andava giù, odiavo i protagonisti e la storia mi annoiava.

Il libro in questione è: “Dimmi che credi al destino” di Luca Bianchini pubblicato da Mondadori, 2015 (262 pagine) questa è la trama:

Ornella ama i cieli di Londra, il caffè con la moka e la panchina di un parco meraviglioso dove ogni giorno incontra Mr George, un anziano signore che ascolta le sue disavventure, legate soprattutto a un uomo che lei non vede da troppo tempo, e che non riesce a dimenticare. A cinquantacinque anni, Ornella si considera una campionessa mondiale di cadute, anche se si è sempre saputa rialzare da sola. Per fortuna può contare su Bernard, il suo vicino di casa, che la osserva da lontano e la conosce meglio di quanto lei conosca se stessa. L’ultima batosta, però, è difficile da accettare. La piccola libreria italiana che dirige nel cuore di Hampstead – dove le vere star sono due pesci rossi di nome Russell & Crowe – rischia di chiudere: il proprietario si è preso due mesi per decidere. Lei, che sa lottare, ha imparato anche a lasciarsi aiutare, e così chiama in soccorso la Patti, la sua storica amica milanese inimitabile compagna di scorribande – che arriva in città con poche idee e tante scarpe, ma sufficiente entusiasmo per trovare qualche soluzione utile a salvare l’Italian Bookshop. La prima è quella di assumere Diego, un ragioniere napoletano bello e simpatico, che fa il barbiere part-time, ha il cuore infranto e le chiama guagliuncelle. Ma proprio quando la libreria ha più bisogno di lei, il destino riporterà Ornella in Italia, a bordo di una Seicento malconcia guidata in modo improbabile dalla Patti.

Generalmente non amo i romanzi Italiani, ma ci provo spesso a dargli una possibilità. Ho sentito parlare molto bene di Bianchini e ho voluto prendere un suo libro, ma devo essermi imbattuta nel suo romanzo più deludente…

Fin dall’inizio il libro non mi ha preso, ma speravo che la situazione via via che leggevo migliorasse, e invece non accadeva nulla, la loro vita procedeva lenta, mentre i personaggi si alternavano , ho trovato la presenza di troppi personaggi, e ho faticato a capire quali fossero quelli principali, molte descrizioni a parer mio inutili di personaggi secondari, dialoghi lenti. Troppi stereotipi sugli Italiani, sopratutto su Diego, un personaggio che non mi è stato ben chiaro quale fosse il suo ruolo nella storia… Questo libro trattava anche tematiche importanti legate al passato di alcuni personaggi (non mi dilungo per non spoilerare se voleste comunque leggerlo) che avrebbero, a parer mio, dovuto trovare maggior importanza .

E voi siete riusciti a finirlo? Avete letto altri libri dello stesso autore?

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7 comments

  1. Emozioni · gennaio 23

    Mai sentito, sinceramente 😊

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  2. Emozioni · gennaio 23

    Sono Dina di Emozioni. Scusa ma temo che i miei commenti siano finiti in Spam. Quando puoi, dai un’occhiata. Grazie. Ciaooooooo

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  3. kikkakonekka · gennaio 24

    Mi spiace, non cono questo Autore.
    Devo tuttavia dire che, per fortuna, mi è capitato solo una volta di non finire un libro, si tratta di “It” si S. King, ma prima o poi ci riprovo…

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  4. Luca · gennaio 24

    Buongiorno! 😉 Generalmente non amo neanche io i libri italiani; può capitare di leggere qualcosa di qualche autore un po’ più conosciuto di quanto (credo) non sia Bianchini. Di questo autore ho letto alcune recensioni, più o meno entusiastiche dei suoi libri, e non me la sento di dargli una possibilità. Ti auguro una splendida giornata! 🙂

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  5. Paola · gennaio 24

    Non lo conosco, e trovo sempre più difficile trovare buoni libri. Speso ri-leggo

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    • Hadley · gennaio 24

      Diciamo che cerco libri decisamente poco impegnativi, io leggo alla sera e dato che ultimamente l’insonnia mi tiene compagnia devo per forza leggere cose che non rendano più complicato prendere sonno… Però ne sto’ trovando veramente pochi che mi piacciano

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  6. Pingback: Rubrica librosa: siamo solo amici | Passeggiando sulle foglie

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