Le foto che condividiamo

Mi è capitato recentemente di trovare una mia foto postata su Instagram da una terza persona, è  stato un caso che la vedessi. Dopo aver chiesto al utente in questione di menzionare tra i tag l’autore della foto (lo ha fatto) mi sono sorti molti dubbi, oltre che il nervoso di veder qualcun altro prendersi il merito del mio lavoro.

Quante volte ci apropriamo di foto non nostre e le postiamo sui nostri blog e social?  Sarebbe buona norma sia per evitare problemi sia per rispetto del autore della foto taggarlo nella didascalia o per lo meno taggare la fonte di dove abbiamo preso la foto , qualcuno di voi lo fa ma la maggior parte no, cosa ne pensate?

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La dura vita dell’essere bambini di oggi.

Ho raccontato molte volte che non voglio figli e le mie ragioni , nonostante questo mi ritrovo spesso a parlare di bambini.  Non sono una che prova tenerezza nel guardare i figli degli altri , ne il desiderio di coccolarli e giocarci assieme, tranne quando hanno qualche gioco figo, in quel caso uso i bambini come scusa per poterci giocare io. :-p

Frequento il mondo degli adulti, un mondo fatto di mille contrapposizioni, di incongruità, di egoismo, di facciata e questo mondo dovrebbe fondersi con quello più pulito del infanzia in una linea continua, in fondo è questo che facciamo: nasciamo e attraversiamo le diverse fasi della vita fino attraverso l’infanzia, l’adolescenza l’età adulta e si spera fino all’anzianità. Probabilmente però gli adulti si sono dimenticati cosa significhi essere bambini e adolescenti , di quanto difficili e delicate possano essere queste fasi .

Questo post nasce da un fatto accaduto recentemente, delle persone a me abbastanza vicine si stanno separando, non entrerò nel merito di quali siano le loro ragioni, le loro colpe, sicuramente l’errore più grande è stato mettere al mondo dei figli e sposarsi senza averci riflettuto a lungo, ma essersi fatti prendere dal entusiasmo e dalle emozioni senza pensare alle probabili conseguenze . L’errore di sperare che andrà tutto bene non va commesso se rischiamo di ferire qualcuno, sopratutto se quel qualcuno è un bambino. So cosa state pensando “se tutti ragionassero come te non si farebbero più figli”,  presumibilmente se ne farebbero di meno, però probabilmente ci sarebbero più bambini felici che un giorno diventerebbero adulti equilibrati. Io non sono nessuno per dirvi che non dovete fare figli, ma vorrei far riflettere, mi piacerebbe riuscire a far capire anche a una sola persona che diventare genitori significa mettere le esigenze dei propri figli davanti alle proprie.

Tornando alla coppia che si sta separando a preoccuparmi non è il fatto che si stiano lasciando ma il modo in cui lo stiano facendo. Un anno fa hanno deciso che la loro storia era finita, ma hanno deciso di continuare a vivere assieme per il bene dei bambini, questo genere di cose non le ho mai capite, non vivendo più come coppia, si finisce per far vivere i figli n una realtà anafettiva. I bambini che crescono in un ambiente in cui i genitori non si amano, non si cercano, non si coccolano e spesso non si rispettano e litigano spesso come potranno costruire relazioni sane in futuro? Io ho avuto l’esempio con il mio primo moroso, assistevo alle liti dei sui che erano separati in casa da moltissimi anni, io mi affliggevo perchè mi dispiaceva e temevo ci soffrisse e invece quando glene parlavo ottenevo una persona che faceva spallucce e cambiava discorso. Negli anni in cui siamo stati assieme ho potuto notare alcuni suoi comportamenti particolari, come la sua incapacità di trovare compromessi, o di venirmi incontro, lui mi cercava richiedeva la mia presenza ma dava per scontato che dovessi essere io a dover andare sempre da lui a fare le rinunce è come se non avesse ricevuto gli esempi di cosa significa vivere in una coppia e formare una famiglia. Recentemente il mio ex ha perso entrambi i genitori e nonostante fosse una persona che non esprime i propri sentimenti mi ha confessato che quando ci siamo lasciati ha sofferto oltre che per la fine del nostro rapporto anche per aver perso lo spirito famigliare (che seppur al epoca mi scontrassi molto con mia madre) che si respirava a casa mia.

Tornando alla coppia che si sta separando, la cosa che mi ha lasciata più sgomenta è stata che diano per scontato che i bambini la prenderanno bene e che stiano capendo cosa stà avvenendo. Alle mie domande su cosa sanno i bambini riguardo alla questione separazione e su cosa dovrei rispondere in caso mi interroghino perchè spesso i bambini lo fanno, fanno domande alle persone vicine per vedere se daranno una versione dei fatti diversa (io l’avevo fatta in proposito alla domanda “come nasciamo?” non restando convinta della spiegazione non molto dettagliata di mia mamma andai da mia nonna che mi rispose “ti ha portato la cicogna” ovviamente capii che una delle due o entrambe mi mentirono) la coppia mi ha risposto, “i bambini sanno tutto, e hanno capito” ecco il dubbio ora mi sorge, ma cosa ne sanno loro di psicologia infantile? perchè non si sono rivolti a uno psicologo? come si può pensare che dei bambini in età prescolare capiscano che presto non vivranno più con entrambi i genitori nella loro casa?

Ci sono anche le mamme della nuova filosofia che cercano di tutelare al massimo i figli scegliendo lo svezzamento naturale, vincolando parenti e amici a diete ed orari, che utilizzano le fasce per tenere il contatto costante con i figli, che seguono la filosofia Montessori, che allattano fino ai 5 anni… documentano studiano, leggono, si confrontano ma vivono realmente il proprio figlio? Per quanto positiva possa essere questa filosofia trovo che alcune si concentrino troppo nel seguirla senza invece godersi la spontaneità dei momenti con il proprio figlio, si preoccupano se il loro figlio non riesce a riconoscere i colori come fanno i figli delle altre iscritte al gruppo WhatsApp o Facebook del momento o se non mettono il primo dentino o se lo mettono troppo presto… e rendono partecipe il resto del mondo con post dedicati alla consistenza della pupù dei propri pargoli…

Mamme e papà ho un messaggio per voi, godetevi i momenti con i vostri figli perchè non torneranno, cercate tutti i giorni di fare del vostro meglio ma non stressateli troppo sti bambini, ricordatevi che sono la cosa più importante delle vostra vita e fate di tutto per non rovinargli il  futuro, lasciateli essere loro stessi… se non siete pronti a fare sacrifici, non fate figli, godetevi la vita senza rimpianti e pensate alle conseguenze dei vostri gesti.

Rubrica librosa: Il fiume

Il fiume di Rumer Godden , pubblicato da Bompiani (142 pagine) , questa è la trama:

La piccola Harriet è sospesa tra due mondi, l’infanzia e l’adolescenza. Sua sorella Bea da un po’ non è più la sua compagna di giochi. Il fratellino è ancora un bambino. Il ritmo placido della sua infanzia indiana, fatto del suono delle tessiture di iuta, delle feste traboccanti di colori e odori che salutano l’ingresso di ogni nuova stagione e dell’eterno scorrere del fiume Gange verso il golfo del Bengala, sta per essere stravolto. L’arrivo di un giovane militare inglese, amico di famiglia il capitano John – turba il mondo di Harriet, facendole scoprire il desiderio e la gelosia. Basterà un istante per scoprirsi donna e aprire gli occhi sul mondo che la circonda. E basterà un istante al mondo per spalancare la sua verità. Come ha scritto un celebre critico letterario inglese “questo omaggio di Rumer Codden all’infanzia e all’India è così intenso, così gentilmente cattura l’attenzione, che nei pensieri del lettore, per molto tempo, non ci sarà altro che la giovane Harriet e le persone e i luoghi che compongono il suo mondo”.

Questo libro non mi è piaciuto proprio, l’ho tenuto più di un mese (io li prendo in biblioteca) senza riuscire a superare la metà, l’ho trovato estremamente lento e noioso, si perde in descrizioni inutili, e ho fatto fatica a seguire il filo della storia, speravo di ritrovarmi in India leggendo questo romanzo ma non è successo, alla fine mi sono arresa  e l’ho lasciato a metà. Odio profondamente non finire i libri, mi sembra di aver lasciato qualcosa in sospeso, mi lascia con l’amaro in bocca, un tempo mi obbligavo a finirli lo stesso con l’unico risultato di voler abbandonare la lettura per un pezzo anche di altri romanzi dopo il termine dello stesso, con il tempo ho capito che non vale la penna sacrificare il poco tempo libero dietro a libri che non mi piacciono.

Ho provato a cercare altre recensioni di questo romanzo anche in blog su altre piattaforme riuscendo a trovarne ben poche, pare siamo in pochi ad averlo letto… voi ne avevate sentito parlare? Vi obbligate a finire anche i libri che non vi piacciono?

 

Sono bigotta e non lo sapevo.

Mi sono sempre ritenuta di mentalità aperta ma oggi mi sono dovuta ricredere dopo essermi imbattuta in questo articolo .

Dovreste leggerlo perchè è davvero spassoso, comunque riassumendovelo parla della reazioni dei lettori del Il fatto quotidiano dopo che hanno trasmesso in tv lo spot del negozio online MySecretCase ,questo sito vende sex toys per le donne.

Personalmente non trovo volgare lo spot, e allo stesso tempo trovo originale l’idea di creare un negozio di sex toys dedicati alle donne, dato che a quanto pare la masturbazione nel uomo è ben vista , mentre se lo fa una donna apriti cielo, perchè noi donne dobbiamo essere asessuate, candide, vergini che non fanno sesso se non con il proprio uomo, ma per lui dobbiamo essere pronte a tutto e concederci tutte le volte che lui schiocca le dite…. seeeee come no. Quindi appoggio le idee del autrice del post , e trovo spassosi i commenti dei bacchettoni, (ps devo cominciare a rispondere sul blog pure io ai commenti spassosi su cui mi imbatto su fb) però devo ammettere che questa pubblicità ha messo in difficoltà anche me…

Se avessero scelto di trasmetterla in orari in cui i bimbi non sono piazzati davanti alla tv (o per lo meno non dovrebbero), magari dopo le 21 non sarebbe stato un problema, ma il fatto che sia trasmesso a qualsiasi orario può creare qualche difficoltà a genitori, nonni e zii. Un pomeriggio mentre ero seduta sul tappeto dei miei suoceri e giocavo con i Lego assieme ai miei nipoti trasmettono questo spot in tv, e le orecchie di nipote A (la primogenita) carpiscono qualche parola attirando anche il suo sguardo che esordisce con un “Zia guarda…cos’è quello?” Al che mia suocera (con cui ho il classico rapporto suocera nuora) abbassa la rivista che stava annoiatamene sfogliando e mi fulmina con lo sguardo. A quel punto mi si è bloccato il cuore e ho dovuto prontamente inventarmi una scusa, “ A non ho visto , ero impegnata a costruire il muro della casa con i Lego” nipote B “come no? quando A ti ha chiamato hai alzato la testa” … il sangue si è congelato , e mi sono salvata dicendo “ma non ci ho fatto caso, perchè stavo pensando che ho proprio voglia di una caramella, voi ne volete una?” . Salva, loro adorano le caramelle , sopratutto se provengono da me o dal mio moroso. Ammetto di essere diventata bigotta, di aver desiderato bloccassero quella pubblicità, perchè se hanno tolto quella delle patatine con Rocco , che era piena di doppi sensi ma assolutamente incomprensibili da bambini e da anziani, non possono mettermi così in difficoltà con questa… rivoglio Rocco e le patatine…

P.s. Con i tag che ha questo post chissà quanti “infoiati ” che arriveranno quì sperando di trovare video porno con donne che si masturbano con i sex toys deluderò.

E da oggi si torna alla realtà 

Il mio moroso ha finito le ferie quindi avremo nuovamente poco tempo per stare assieme… queste “ferie” mi hanno lasciato delle belle gite, dei bei momenti, un po’ di abbronzatura (anche se in stile muratore) , delle pattinate, molte foto… una reflex che non funziona più bene, delle gambe che necessitano una ceretta fatta da un estetista (perché per fare in fretta ho passato un po’ troppe volte la lametta) , unghie da mani e piedi da sustemare, e un chili in più (ancora non so quanti) … 

In questa settimana dovrò tornare slla vita reale, sistemare le cose lasciate in sospeso e cercare di programmare i mesi restanti alla fine dell’anno 

Chiuso per ferie… più o meno

Come sapete il mese scorso ho fatto una mini vacanza per cui ad agosto per me niente ferie, ma avendole il mio moroso dedico tutto il tempo libero a lui… finalmente me lo posso godere un po’ di più rispetto al solito… avevamo in progetto di fare mille cose, ma i giorni passano in fretta …

Siamo riusciti ad andare a pattinare e nonostante fosse un anno che non indossavo più i pattini è che avessi appena cominciato ad imparare con mia grande sorpresa ho potuto constatare che non ho dimenticato tutto, e siamo riusciti a fare un bel giro senza grosse difficoltà.

A ferragosto abbiamo passato una tranquilla giornata nel giardino di amici e alla sera ci siamo fatti una lunga passeggiata nel paese in cui ho convissuto con l’idiota, (l’unica ragione che mi fa dispiacere per il termine della relazione è aver lasciato quella città) 

Oggi giornata di mare, a dire il vero è la prima volta che passo un intera giornata al mare con il mio moroso. In realtà è la prima volta che passo un intera giornata anche assieme a mia suocera e ai miei nipoti, e devo dire che sta andando molto meglio del previsto. 

L’unico problema in questa vacanza è stato che il nostro campo di tiro con l’arco che è chiuso per ferie e avrei voluto sfruttarlo un po’, ci avevano proposto di andare a un altro campo a una 20ina di km e ovviamente la sfiga ci ha messo lo zampino e ha fatto venire una tromba d’aria che ha reso inaccessibile anche quel campo😑

Rubrica librosa: London in love

London in love  di Melinda Miller  pubblicato da tre60 ( 241 pagine) questa è la trama:

Lei è Lisa: trent’anni (o poco più), un fidanzato storico che l’ha appena lasciata e una gran voglia di ricominciare. E forse è possibile: trasferirsi a Londra, per un anno, a casa di un’amica. E poi chissà… Lui è Michele: trent’anni (o poco più), una fidanzata storica che sta per sposare, una vita da broker e una gran voglia di stabilità. Il suo sogno: lasciare Londra, dove lavora, e rientrare in Italia. E poi chissà… Le strade di Lisa e di Michele s’incrociano brevemente sul volo Milano-Londra (vicini di posto, si detestano all’istante), per dividersi, con grande sollievo di entrambi, a Heathrow. Ma il destino li farà incontrare di nuovo, a Notting Hill, tra gli scaffali di God Save the Heels, la boutique di scarpe vintage, stilosissime e griffatissime, dove Lisa lavora. Sullo sfondo di una Londra travolgentemente romantica, animata da personaggi indimenticabili – da Palmer, l’eccentrico vicino di casa gay, a Marta, la fidanzata di Michele, perfettina e isterica, a Lady J, la “celeb” icona di stile, che mette all’asta la sua preziosissima collezione di scarpe -, Lisa e Michele si troveranno coinvolti in un inebriante girotondo in cui sarà molto difficile non cadere (dall’alto di un tacco 12) nelle braccia dell’amore.
Questo è un romanzo di una coppia di scrittori Italiani che si nascondono dietro lo pseudonimo di Melinda Miller, mi è piaciuto molto il modo in cui è scritto, è scorrevole e di facile lettura. Non ci sono grossi colpi di scena e fin dal inizio si può intuire come evolverà la storia, per cui non aspettatevi il libro del secolo, ma se volete una storia che non vi impegni troppo la testa magari un romanzo da leggere prima di addormentarvi o in spiaggia direi che potrebbe fare al caso vostro.
Personalmente mi è piaciuto anche se è il classico romando rosa, cercavo proprio un libro di questo tipo in questo periodo in cui il cado non mi fa dormire, quello che non mi è piaciuto è il finale, il colpo di scena arriva sulle ultime pagine e si conclude un pò frettolosamente.

L’odore delle città

Fin da quando ero bambina notavo che i paesi e le case avevano un odore diverso , avevo un pò una “fissa” per gli odori. Prima di mangiare qualcosa dovevo annusarla, inoltre avevo associato un determinato odore a una situazione, a un luogo, a una persona. Il profumo della crema per le mani che usava mia mamma mi metteva ansia, ricordo che se la spalmava la sera mentre veniva in camera mia quando non volevo dormire, sul mio letto, io facevo i capricci e lei mi rimproverava, talvolta mettendomi in punizione “domani niente tv” mi diceva, oppure “domani leggi 10 pagine del libro di favole”. Tutt’ora quando sento quel profumo intenso mi sale l’ansia, per me era già una punizione starmene a letto, anche se con gli anni ho capito che non era giusto per nessuno che io restassi nel lettone.

Ricordo una signora molto anziana che andavo a trovare con i miei nonni, mi dicevano di chiamarla zia, in realtà era la zia di mio nonno, praticamente una zia di 3°, aveva i baffi, non una leggera peluria ma dei baffetti irsuti e bianchi; Mi obbligavano a baciarla , detestavo quel momento, avrei voluto poterla salutare soltanto senza avere contatti con lei . La “zia” mi stringeva tra le braccia e mi stampava un bacio umido sulla guancia, pulirsi il viso con la manica era vietato “è un gesto di maleducazione, non si fa” mi diceva mia nonna, i suoi baffi pungevano terribilmente il mio viso, e il suo abbraccio mi stritolava bloccandomi le braccia contro il busto. Sentivo distintamente l’odore della naftalina, non ho mai capito il perchè usasse così tanta naftalina. Tutt’ora odio i baci e la naftalina, se posso evito il contatto con le persone, non capisco perchè bisogna baciarsi per scambiarsi gli auguri e salutarsi. Appena finito il giro di saluti ero libera, mi fiondavo in giardino e tenevo compagnia al loro cane un buonissimo e affettuoso setter irlandese, ricordo ancora il suo setoso manto rosso, e mia nonna terrorizzata che gridava perchè il cagnolone contento di vedermi mi saltava addosso facendomi cadere.

Ricordo che da bambina mi portavano al mare sempre nella solita località, e per raggiungerla passavamo per un paese attraversato da un fiume, quel paese dicevo che sapeva di mare. In realtà dalla località balneare distava ben 20 km, ma per me era come stare in vacanza, sognavo di viverci, di poter avere una barchetta a remi sul argine del fiume appena fuori la porta di casa, sognavo di remare e attraversare i il paese e di lasciarmi guidare dalla corrente fino a raggiungere la spiaggia. Quel sogno anni dopo si è realizzato, in quel paese ci sono davvero andata a vivere, anzi convivere, il mio ex (l’idiota) era proprio di quel paese. Non abitavamo vicino al fiume, ma lo raggiungevo quasi tutti i giorni, mi piaceva passeggiare lungo l’argine, l’aria era sempre più tiepida  e mi regalava la sensazione di essere in vacanza tutto l’anno proprio come quando ero piccina. Mi faceva rasserenare e mi metteva di buon umore passeggiare accompagnata dal rumore del’acqua che scorreva lenta anche quando uscivo a camminare in piena notte dopo una litigata furibonda con il mio ex o durante le passeggiate pomeridiane in compagnia del mio cane .

Il mese scorso, ho fatto una mini vacanza in toscana (ve ne ho parlato QUI’) abbiamo scelto di alloggiare in una fattoria, al nostro arrivo siamo stati accolti dal profumo di fieno, esplorando la proprietà si potevano percepire vari odori, quello di cloro proveniente dalla piscina e  quello degli animali ospitati che non trovo sgradevole. La “poop” dei cavalli per me non è puzzolente, mentre i maiali li trovo piuttosto “piccanti”, emanano un olezzo che penetra nelle narici e impregna i vestiti. Durante la vacanza abbiamo visitato un sacco di paesini dalle profumazioni diverse, che variavano a seconda delle coltivazioni presenti. L’aroma onnipresente era il fieno vista l’enorme quantità d campi secchi.

La visita a Firenze è invece stata contrassegnata dalla puzza, sicuramente il caldo e i turisti sudati non hanno migliorato la situazione. I cestini dei rifiuti erano quasi tutti pieni fino all’orlo, e i tombini rendevano l’aria sgradevole. Per fortuna nei ristorante c’era un buon profumo e quello che ricorderò più a lungo è il tartufo, ho amato i pici con il tartufo.

Abbiamo fatto una tappa a Ferrara, questa città ci ha sorpreso, profuma, sa di pulito. non so la ragione , forse i negozianti tengono lavati i marciapiedi, forse il comune provvedere a mantenere un livello alto di pulizia, forse era l’interno dei negozi a profumare e impregnare la città.

 

Rubrica librosa: Il giardino dei fiori segreti.

Quando leggo le recensioni degli altri blogger li trovo tutti super entusiasti dei libri che hanno letto, quasi tutte le recensioni sono positive, mi sorge il dubbio che ne traggano qualche guadagno a fare questo genere di recensione (parlo in particolare delle blogger che recensiscono libri “rosa”) come ad esempio qualche sorta di collaborazione o libri in omaggio… oppure sono io ad essere di gusti molto molto difficili e non riesco ad apprezzare quanto dovrei i romanzi che scelgo di leggere.

Oggi vi parlerò del ultimo libro che ho letto (l’ho terminato ieri mattina): “Il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni pubblicato da Garzanti Libri, 2016 (360 pagine) questa è la trama:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l’anima.

Ho deciso di leggere questo libro perchè non parla della solita storia d’amore, anche se ha la sua dose di romanticismo , mi ha colpito che in un romanzo rosa l’autrice sia riuscita ad inserirci anche anche una dose di mistero. Per quanto un pò come in tutti i romanzi rosa il finale sia intuibile fin dal’inizio, c’è una parte di misteri che rendono piacevole la lettura e fa provare il desiderio di andare avanti con la lettura per scoprire come evolveranno. E’ un libro piacevole che si legge abbastanza in fretta nonostante le dimensioni (io l’ho letto in poco più di una settimana). Quello che non mi è piaciuto sono le descrizione dei paesaggi e dei fiori, talvolta troppo lunghi e non essenziali che a parer mio rallentano la lettura. Non ho apprezzato neppure le pagine scritte in corsivo che parlano dell’antenata delle sorelle Donati, Bianca.

Lo consiglio a chi ama i romanzi rosa e si è un pò stufato delle solite storie d’amore, per essere un romanzo italiano l’ho trovato sopra la media, è il classico libro che si presta bene alla lettura sotto l’ombrellone o prima di andare la letto, ma non aspettatevi una storia che ricorderete per sempre.

Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)