Tomboy

Scusate sono sparita, sto vivendo un momento molto difficile e non ho voglia di parlarne. Quando questa situazione prenderà una qualche svolta tornerò e magari vi racconterò qualcosa.

Nel frattempo vi lascio la recensione di un film più che altro come spunto di riflessione, dato che oggi pomeriggio la pancia sottosopra mi ha costretto a fermarmi, e in parte ammetto di essere contenta di aver avuto un pomeriggio in cui poter avere libero ozio davanti alla tv sul divano con la copertina in pile, il cane acciambellato al mio fianco, termosifone acceso e tazza di tisana in mano nella speranza che in un modo o nell’altro possa sbloccare la mia pancia/stomaco.

Ho scelto un film un po’ diverso da quelli che solitamente apprezzo. È francese ed ha avuto diversi riconoscimenti, credo si possa definire un film d’autore, di quelli davvero troppo lenti perché io possa apprezzarli. La trama invece e l’interpretazione da parte della protagonista e della sua sorellina le ho trovate molto belle.

La trama (copio da Wikipedia) :

Laure, dieci anni, decide di fingersi un maschio. Molte saranno le sorprese in questa tenera scoperta della propria identità

Quello che mi ha colpito maggiormente è stata la madre che non riesce assolutamente a comprendere ciò che sta accadendo alla figlia e anziché creare complicità e sostegno la fa chiudere ancora di più in sé. Purtroppo credo sia una cosa abbastanza comune, l’anno scorso mi è proprio capitato un caso di mamma e figlia che sono venute in negozio dove lavoravo, mi sono da subito resa conto che la figlia adolescente potesse avere qualche difficoltà con il proprio genere così ho prestato particolare attenzione a non usare pronomi. La madre ci ha detto che era un periodo difficile per la figlia, la mia titolare si ostinava a dare buoni consigli spingendo in qualche modo la figlia a essere più femminile… Ovviamente non le abbiamo più viste. Ho cercato di spiegare quando siamo rimaste sole alla mia titolare che probabilmente il suo comportamento l’aveva ferita, ma non c’è stato nulla da fare la mia titolare continuava a non comprendere… Ammetto di aver provato una certa sofferenza a pensare a quella ragazza, quanto avrei voluto poterla prendere in disparte e dirgli “non permettere a nessuno di decidere al posto tuo come dovresti essere, io ci sono se hai bisogno di sfogarti “

Di male il peggio

Io ci provo sul serio a essere ottimista, ma quì le cose continuano a complicarsi, e se fino ad ora erano solo piccoli imprevisti, cose che disturbano il normale corso delle cose, ora ci si è messo qualcosa di più grave. Quindi i miei pensieri vanno tutti lì, sono preoccupata, con un po’ d’ansia sparsa… Non riesco ad essere ottimista, spero davvero che il mio pessimismo sbagli, che si risolva tutto alla svelta in un mondo o nell’altro… Ma non riesco ad andare avanti con la preoccupazione

La brava ragazza

Sono sempre stata una brava ragazza anche se questo ruolo forse non mi è mai appartenuto.

Sono sempre stata quella sfigata che ha qualcosa che non va, che è inadatta agli altri.

Mi sono quasi sempre sentita fuori posto.

Per tutta la vista ho rispettato le regole perché sapevo che se le avessi infrante ne avrei pagato le conseguenze non perché non mi andasse di farlo. Avevo ed ho il terrore di infrangere le regole.

Le mie amiche erano le classiche brave ragazze. Ma loro lo erano sul serio e non per paura. Loro sognavano una famiglia e un lavoro serio, l’abito bianco, i pranzi in famiglia… Io no ma fingevo anche con me stessa di desiderarli per non essere diversa.

Cercavo strade alternative per essere me stessa, un taglio di capelli bizzarro, dei vestiti fuori moda, delle passioni “da maschio”.

Sono cresciuta in una famiglia “per bene”, in cui si doveva rispettare le regole. Io non volevo deludere nessuno quindi ci provavo a essere quella brava nonostante a scuola facessi schifo.

A distanza di anni mi chiedo cosa sarebbe successo se fossi cresciuta in una famiglia diversa, se sarei potuta diversamente una delinquente oppure se sarei stata uguale oppure se sarei stata felice…

Se il buongiorno si vede dal mattino

In quest’ultimo anno mi sono dedicata interamente al lavoro, non ho avuto un attimo libero, ho rinunciato agli amici, allo sport, al divertimento e anche a me stessa. Sapevo che era un lavoro a termine e sebbene non mi trovassi bene lì una parte di me sperava mi rinnovarssero il contratto. Il lavoro in un certo senso mi ha salvato dai miei pensieri e dai problemi. Perché esisteva solo il lavoro, aveva la priorità su tutto. Quello che mi dispiace è aver trascurato il mio cane e la mia salute, ho preso parecchio peso perché ho mangiato in maniera pessima e non ho fatto sport. Mi sono prefissata che il 2022 sarà l’anno della rinascita ma è appena iniziato e già vedo le cose che non vanno. Mi sento un po’ demoralizzata, mi manca avere degli amici ma li ho allontanati tutti, troppe cose non mi piacevano nel rapporto con loro. Mi sono ripromessa che il prossimo anno lascerò fuori dalla vita i no vax, non perché io sia fissata con i vaccini ma proprio per il contrario, sono stufa di sentir parlare di vaccini e loro non fanno altro che parlare di questo e quindi dico basta, mi avete rotto il ca… Casco (e anche stavolta sono stata attenta a non farmi bannare da wp per le parolacce).

Ora mi sento un po’ spaesata non so bene che direzione far prendere alla mia vita, ho difficoltà a recuperare energie e incanalarle correttamente… Avrei bisogno di tornare dalla psicologa ma ora che non lavoro più non me lo posso permettere. So che dovrei cercarmi un altro lavoro ma sento anche un enorme bisogno di recuperare energie, mi sono ripromessa che fino al 10 farò vacanza. Che poi in realtà in vacanza non sono, casa ha un estremo bisogno di essere pulita , ho cucinato, dedicato un po’ di attenzione ai cani e ad alcune incombenze che ti mandavo da troppo tempo. Sono combattuta tra il non vedere l’ora che arrivi il 10, che le feste passino per avere una parvenza di normalità e il volermi riposare e non mettere la sveglia al mattino…

6 anni di noi

6 anni fa aprivo questo blog, i motivi per cui lo ho aperto sono diversi da quelli che mi hanno poi spinto a restare. Faccio questo post per ringraziare chi mi ha letto, chi si è confrontato con me e soprattutto chi mi ha sostenuto nei momenti bui.

Felice anniversario a me, vi offro una fetta di panettone (senza canditi) accompagnato da un bicchiere di prosecco purtroppo solo virtuale

Delusione

Per quest’anno avevo deciso di passare il natale con la mia famiglia, saremo stati in 5 quindi un numero contenuto. Siccome l’idea era quella di passare il pranzo con mia nonna avevo pensato di fare un tampone il giorno prima per stare tranquilla.. Ma quando io destino ci mette lo zampino… Abbiamo un possibile contatto con un positivo in famiglia (in realtà non dovrebbero esserci rischi reali) ma per sicurezza abbiamo deciso di non incontrarci per tutelare mia nonna principalmente. Così mi ritrovo a passare il natale da sola, che di per se non mi spiace, avrei avuto un invito dalla famiglia del mio compagno ma onestamente non ne ho voglia. Non è la mia famiglia, non hanno le mie stesse abitudini e mi dispiace dire all’ultimo che ci sono. D’altronde se faccio finta di nulla e non dico che mi ritrovo sola c’è il rischio lo scoprano e in quel caso partirebbe una tragedia familiare.

Ho ancora un paio di giorni per pensarci ma onestamente sono tentata di prendere il mio cane, preparare un panino e farmi una piccola gita da qualche parte anche se le previsioni del tempo non sono favorevoli.

Sono il Grinch

L’anno scorso in questo periodo ero a casa in quarantena con il covid. A quanto pare è bastato un anno a farmi dimenticare ciò significa fare il mio lavoro nel periodo di Natale. Sono esausta (più psicologicamente che fisicamente), odio tutti perché la gente diventa più egoista altro che più buona in questo periodo dell’anno. Non vedo l’ora passi la prossima settimana per poter aver una parvenza di normalità, poi capodanno e solo dopo il meritato riposo

La mia pausa è differente

Ed eccoci qui in pausa pranzo tra un cliente e l’altro, vedo le mie colleghe tirare fuori panini dalle dimensioni smisurate, tramezzini, lattine di coca cola e io guardo i miei contenitori con la chiusura ermetica contenenti petto di tacchino e carote al vapore scondite… E la tristezza mi assale, vorrei fiondarmi in un bel trancione di piazza con la mozzarella filante e godermi una birra gelata… Ma invece sono a dieta e intollerante al lattosio… Se non altro le carote sono belle colorate…