Quando ho l’ispirazione non ho il tempo…

L’altro giorno volevo fare un post, avevo iniziato a pensare quali frasi inserire in che ordine, le parole… Volevo parlarvi di qualcosa che mi stava a cuore e che mi era successa e volevo confrontarmi ma purtroppo non avevo modo di prendere appunti nemmeno di registrare un vocale… Ed è così che mi è scappata l’idea.

Sono due giorni che continuo a pensarci ma non riesco proprio a ricordare, questo mi scoccia un sacco. Forse sul serio la mia memoria perde colpi… Uffa

Niente… Fine della lamentela…

Ps adoro le giornate di sole tiepido. Amo starmene seduta al sole senza giacca e sentire il tepore misto a qualche brivido di freddo provocato dalla leggera brezza ancora fredda. Questo post lo scritto così, seduta sulle scale dei miei, a godermi questo accenno di primavera.

I calzini

Credo certe capitino solo a me. Questa mattina ero a casa e dato che c’era un sole meraviglioso ho deciso di darmi alle grandi pulizie, così dopo aver riempito la lavatrice di un sacco di cose come scarpe da ginnastica, stracci, tappeti, coperte dei cani, guinzagli, cappottini (ovviamente ho fatto più di una lavatrice) sono andata a pulire le scale del condominio. Siamo una piccola palazzina fortunatamente hanno deciso di pulirle una fine settimana a ciascuno, mi piace questa scelta per più ragioni, la prima è il risparmio, la seconda è che ritengo che quando si pulisce per se stessi lo si faccia meglio, se qualcuno non potesse farlo potrebbe comunque far venire qualcuno per pulire al posto suo. Devo dire che è sempre tutto pulito e in ordine, siamo stati molto fortunati. Io in passato ho lavorato anche per un breve periodo per una ditta che fa pulizie nei condomini e negli uffici, quindi ho una certa pratica e pur pulendo a fondo (tolgo anche le ragnatele, spolvero le bucchette delle lettere, pulisco i citofoni) non ci impiego mai più di un ora.

Tornando al discorso iniziale, quando stavo per uscire con tutto il materiale per le pulizie condominiali mi sono resa conto che mi mancavano le scarpe che uso solitamente fare questo genere di lavori, erano in lavatrice… Non potevo certo usare le scarpe più nuove o quelle da trekking con ancora del fango attaccato al carrarmato della suola. Così presa dal panico ho cercato nella scarpiera e ho trovato un paio di vecchie scarpe in tela, andavano benissimo però avevo paura di congelarmi i piedi (solitamente creo la corrente d’aria lungo le scale per far asciugare prima i pavimenti ed evitare qualcuno ci passi sopra lasciandoci le impronte), così ho infilato un paio di calzini antiscivolo sopra i normali calzini. Dopo una breve lotta sono riuscita a infilare le scarpe ed allacciarle, erano un po’ strettine ma nulla di insopportabile.

Questo sera mentre guidavo per tornare a casa riflettevo su quanto si stiano allungando le giornate, e sul clima quasi primaverile di oggi. Neppure i piedi freddi ho avuto contrariamente a quanto accade di solito; in quel attimo ho realizzato che indossavo ai piedi ancora i calzini antiscivolo con i personaggi buffi.

Piccolo Ot

In qualche articolo fa vi raccontavo di una cocorita ammalata e del fatto che temevo non ci fosse più nulla da fare. Incredibilmente pare si sia ripreso alla grande, non volevo dirlo prima perché temevo una ricaduta ma direi che in linea di massima dovrebbe essere fuori pericolo. Nemmeno la veterinaria aviaria sa spiegarsi le ragioni, suppone si sua trattata di una grave gastroenterite, ha detto che nemmeno i colleghi che ha contattato hanno saputo aiutarla. Lei ha dato la colpa al finocchio che gli ho dato da mangiare (ma che hanno mangiato tutti) forse troppo freddo, forse troppo ricco d’acqua, e ci ha vietato di ridarglielo per sicurezza.

Finalmente scrivo un post da pc e mi lascio guidare dai ricordi.

Mi sento molto felice, finalmente il mio pc è pronto per essere usato e non vedevo l’ora, mi accorgo di essere rallentata molto nella velocità di scrittura dato che sono passati mesi dal ultima volta che ho scritto con una tastiera vera, e sono passati anni da quando scrivevo assiduamente tutti i giorni su un forum dato che ero moderatrice.

In questi giorni sono avvolta da i ricordi, ,i sono venute in mente delle uscite che facevo con la mia vecchia compagnia quando ero poco più che adolescente, mi sono ricordata dei capodanni, dei chilometri percorsi per incontrare persone conosciute nel web, alcune delle quali con cui poi ho stretto dei rapporti  di amicizia reali e duraturi anche se a distanza.

Mi sono ricordata di essere stata giovane anche io, di aver avuto degli amici tutti miei, di essere stata perfettamente inserita… So di non avere più 15 anni ma mi rattristisce non poter più passare una serata assieme alla compagnia, di andare in pizzeria tutti assieme e poi verso altre mete. Attualmente la maggior parte dei miei amici li ho persi, si sono sposati o sono andati a convivere ad hanno avuto figli.

Ricordo di serate nella taverna  dei nonni di qualcuno della compagnia, pizza da asporto, patatine in busta, quelle al formaggio, le Dixie che tanto amavo mangiare, accompagnate da una bibita in bottiglia, a quei tempi era raro bere una birra o un bicchiere di vino a tavola,  gli alcolici li bevevamo solo post cena, generalmente erano cocktail a base fruttata in cui avevano messo del super alcolico, poco, troppo poco per quel che costavano. Poi ci davamo appuntamento in bagno e noi ragazze ci rifacevamo il trucco, ci cambiavamo e piastravamo i capelli…poi toccava ai maschietti, andavano di moda i capelli con ciuffi più lunghi piastrati verso l’alto e fissati con la cera, oppure i lati più corti e il resto dei capelli un pò più lunghi a formare una sorta di cresta. La meta successiva era qualche bar in cui c’era musica ad alto volume oppure in cui soi poteva ballare, raramente andavamo in discoteca.

Pian piano che gli anni passavano i tipi di serate ambivano, ci trovavamo a fare aperitivi, solitamente verso il tardo pomeriggio, ma molti di noi lavoravano per cui raggiungevamo il bar del paese che andava di moda in quel periodo e aspettavamo che tutti arrivassero, spesso per ore, poi solitamente era tardino per fare altro ma cercavamo di trovare un posto che ci facesse la pizza anche se erano già le 21.30.

Gli anni successivi se ne stavano rintanati tutta la sera al bar, stipati in piedi con il calice di spritz in mano, io mi annoiavo, non si riusciva nemmeno a parlare e reggevo il mio gingerino o bicchierai di succo che mi faceva anche da cena, nel frattempo aveveo anche preso la patente quindi non potevo più bere alcolici (da neopatentata il limite era 0 )

Quello è stato l’inizio della fine, ho smesso di frequentarli, e ho smesso di uscire tutti i sabati sera. Quello che mi manca è il vestirmi da femmina, il pensare a come truccarmi e a quali gioielli (di bigiotteria) indossare,   il parlare dei miei sogni irrealizzabili, del fantasticare assieme alle amiche per qualche ragazzo, di fare qualche innocuo pettegolezzo…

Mi mancano quei momenti, mi mancano delle amiche vere con cui poter passare del tempo, con le due amiche storiche che mi sono rimaste fatico a vedermi, sia a causa della famiglie, una si è spostata e ha avuto figli, sia del lavoro che ci tiene impegnate molto,  sia della distanza, ci siamo tutte trasferite, quindi non posso vederle solo per un caffè dato che le ho tutte a più di 30km.

Quando mi guardo attorno vedo 30enni di due tipi, quelli con famiglia, con una vita un pò monotona il cui apice della socialità si trova nel fare una pizza a casa in cui il dress code è tuta, oppure i 30enni che si divertono a fare la vita da 20enni, vanno a ballare fino a tardi, bevono troppo, fumano e sono chiassosi… dove sono quelli nel mezzo? Quelli come me, che vorrebbero passare qualche serata al pub, qualche serata ad andare in un locale nuovo a sentire musica e rientrare in orari decenti senza essersi sfondati di alcol?

Oggi ho fatto una torta

Erano settimane che desideravo mangiare una fettina di dolce, non di quelli confezionati con un retrogusto di plastica, ma una di quelle vere. Desideravo che la casa venisse invasa dal quel buon profumo di torta fatta in casa, quel profumo così familiare che in un attimo mi fa tornare piccina. Oggi a pranzo sono rientrata a casa un po’ prima e ho potuto finalmente fare una torta… Non avevo tutti gli ingredienti necessari così ho riadatto la ricetta in modo che potessi mangiarla anche io con la mia intolleranza al lattosio…

Come sempre è venuta bruttina, non sono proprio capace a dare un bel aspetto ai dolci che faccio, però era buona, l’ho assaggiata ancora tiepida… Non vedo l’ora sia domattina per poterci fare colazione. Devo capire dove sbaglio, ho una buona manualità in molte cose tranne che in cucina, non sono capace a impiattere bene o creare piatti che si mangiano anche con gli occhi. Dato che le fotografie al cibo mi riescono abbastanza bene vorrei essere in grado di creare delle belle composizioni da fotografare.

Quando il mio compagno è rientrato per pranzo è stato il momento più bello, mi ha abbracciato felice anche lui di poter mangiare la torta, credo che il segreto dei dolci fatti in casa sia il profumo che invade la casa, è sicuramente quello a renderle più buone!

Oggi ho deciso di prendermi una giornata libera, erano mesi che non lo facevo, mi ero prefissata di fare delle cose come ricominciare a correre, una bella passeggiata con il cane, un bagno caldo e provare finalmente la vasca idromassaggio (é da luglio che abito quì e non l’ho mai usata), fare un dolce, disegnare, leggere, scrivere nel blog… Alla fine non ho fatto nulla di tutto questo, avevo troppe cose da fare a casa, vedevo le ragnatele vedevo la polvere, vedevo le impronte sul pavimento e quel lato di me responsabile mi ha obbligato a prendermi le mie responsabilità.

Non sono proprio capace di prendermi del tempo per me… Questa cosa mi infastidisce, devo smetterla di essere sempre così responsabile e coccolarmi di più

Il Grinch sono io…

Io amavo il natale, le lucine, i brillantini, l’albero di natale, le decorazioni. Non vedevo arrivasse il periodo delle feste con la sua magica atmosfera, i biscotti fatti in casa, il pandoro, le tradizioni natalizie…

Purtroppo da piccola non ho mai potuto avere il natale perfetto, perché c’era sempre qualche componente della famiglia che lavorava e non riuscivamo a stare tutti assieme. Poi pian piano i vari membri della famiglia hanno smesso di fare turni di lavoro e sono passati ad orari più normali i problemi però non sono finiti, ci sono stati i problemi di salute, i problemi di lavoro, insomma sempre qualcosa che mi impedisse di avere il natale perfetto.

Ora per me il natale non è più un momento di gioia, ma solo un momento di iper lavoro, arrivo a Natale che sono sfinita, nervosa, consumata. Purtroppo so che l’arrivo del Natale per me non coincide con un momento di riposo, ma devo attendere il capodanno e poi resistere fino al epifania per tornare alla realtà.

Per evitare discussioni accetto di stare solo con i parenti più stretti, anche se sento la nostalgia dei Santo Stefano a casa della nonna paterna in cui erano tutti invitati, e c’erano sempre le porte aperte per l’ospite del ultimo minuto.

Mi manca non sentire più la magia del Natale, mi manca guardare i cartoni Disney in tv aspettando il giorno di Natale. Voglio sentirmi euforica mentre mi trucco ed indosso “il vestito bello” con il sottofondo musicale delle canzoncine natalizie.

Ora non desidero nemmeno ricevere regali, mi mettono in difficoltà, non voglio donare nulla a nessuno, voglio solo potermene stare acciambellata sul divano con la mia coperta pelosa, con il cane al mio fianco, una cioccolata calda (ahimè fatta con latte vegetale) a guardarmi qualche film natalizio un po’ troppo smielato e dal finale scontato

Ditemi che non sono la sola a sentirmi sopraffatta dal natale…

Vorrei scrivere ma…

Mi capita spesso di avere mille idee per un nuovo post, ma poi accade sempre qualcosa e finisce che non ho un momento di tranquillità per farlo… Mi dispiace tantissimo, mi sembra di abbandonare degli amici, non leggervi, non commentarvi mi lascia un velo di tristezza come se all’improvviso mi fossi trasferita in un paese lontano dove non esiste internet…

Finalmente abbiamo una linea ADSL a casa, più avanti vi racconterò le mille disavventure per riuscire ad averla. Nel nuovo appartamento va abbastanza bene, anche se a distanza di 4 mesi abbiamo ancora scatoloni e parecchie cose a casa dei rispettivi genitori. Molte cose non funzionavano e le stiamo pian piano sistemando, per poterci definire sistemati ci manca la voltura del gas (si sta rivelando un impresa riuscire a farla) e che prendiamo i mobili per la cameretta (diventerà cabina armadio e ufficio) perché in camera ci stanno pochi vestiti nel armadio a muro, il problema è che in inverno ci serve lo spazio per tenere i giubbotti e maglioni pesanti.

Con il mio compagno le cose vanno alla grande, l’unico problema è che siamo entrambi presi da mille impegni soprattutto lavorativi e non riusciamo a dedicarci il tempo che vorremmo.

Gli animali si sono ambientati, ma hanno avuto parecchi problemini di salute che ci hanno messo in difficoltà, soprattutto i problemi del mio cane, che comporta di mettergli del collirio ogni 3 ore circa e all inizio era ogni ora e mezza… Abbiamo fatto i salti mortali per riuscire a seguire la terapia. Ora stiamo aspettando che la nuova calopsite cresca per poterla portare finalmente a casa a far compagnia al mio maschietto.

L’erba del prato sta finalmente infoltendosi e se il tempo ci regalasse un po’ di sole in modo da farla asciugare per bene potremmo finalmente procedere al primo taglio.

E in tutto questa frenesia mi dispiace di non avere più tempo per fare sport, per andare a fare una bella camminata ed aver finito per mettere su peso

Guardando i passanti…

Ho una vita finta di appuntamenti che ogni tanto non riesco ad incastrare bene e così capita che mi resta un buco quà e la. Nel attresa che apra la farmacia sto aspettando seduta su una panchina. Guardo i passanti sento il vociare degli ambulanti che preparano il loro stand, oggi c’è il mercato, è ancora presto, ci sono solo gli anziani che hanno sempre fretta di fare tutto devono sempre arrivare per primi, come se la frutta migliore finisse, come se il banco delle biancheria intima vendesse tutte le mutande della loro taglia.

Ci sono i vigili che controllano che tutto sia in ordine, un ambulante se la prende per qualcosa che gli ha detto il vigile, si innervosisce, lo vedo fremere e poi esplode e alza la voce, li sento dire che è ingiusto…

Passano i ragazzini che devono andare a scuola, hanno un passo molleggiato che farebbero invidia a Celentano, schiena curva testa bassa e ciuffo sul viso, avanzano barcollando, a passo lento, troppo, in questo modo arriveranno tardi, troppo.

Un cane abbaia in lontananza, una nonna spinge il passeggino della nipotina che ha due enormi codine…

Due ragazzine, probabilmente compagne di classe dei bradipi di prima, si affettano in direzione della scuola, sono belle, indossano abiti leggeri che mettono in risalto l’abbronzatura, avanzano sicure si se e ridacchiano per qualche segreto che si sono confessate, sembrano molto più mature dei loro coetanei con gli zaini portati con gli spalline lunghi e avvolte nei jeans alla moda.

Pian pianino la persone cominciano ad arrivare, il sole nonostante l’ora mi sta scaldando, mi piace, finalmente ho un attimo per godermelo, i questa estate non sono mai riuscita a farlo, troppi impegni, troppo di corsa… Ora però vi saluto, devo lasciare questa panchina e tornare alla vita reale.

Aloni fantasma in tv

Forse qualcuno di voi avra’ notato la mia assenza, il trasloco sta andando più per le lunghe del previsto, sia io che il mio compagno abbiamo avuto un periodo intenso al lavoro. Il mio moroso ha voluto fare delle modifiche come comprare tavolo e sedie nuove per la cucina (le sedie andavano assolutamente cambiare mentre il tavolo era ancora in discrete condizioni) e ovviamente per risparmiare abbiamo rinunciato alla consegna a casa e montiamo tutto noi per questo il tempo libero è sempre meno.

Questa mattina io sono a casa e mi dedico ovviamente alle pulizie (oltre che a portate al lavoro e andare a prendere il mio moroso che è senza macchina). Ho deciso di prendere 10 minuti di pausa per fare uno spuntino e ho acceso la TV, ho notato che non solo la Barba Durso ha l’alone bianco intorno a lei ma ora anche la Panicucci. Sia chiaro non guardo quelle trasmissioni tv ma nei momenti di zapping è facile imbattersi nei loro programmi TV.

Se non avete mai visto i loro programmi provate a buttarli un occhio, noterete che l’illuminazione è talmente forte che dà un effetto satinato alle facce nascondendo le rughe, e crea un alone luminoso attorno. Io amo vedere i visi vissuti con qualche rughetta, mi piace anche fotografarli, in questo mi sento un po’ giapponese dato che loro hanno la disciplina kintsugi che è l’arte di abbracciare la bellezza delle cicatrici.