Non sono scappata 

È da un po’ che non scrivo, ma tra i grosso problemi che mi da il telefono (mezzo con cui accedevo più spesso a wp) , tra i progetti che sto cercando di creare per il mio futuro, tra la pigrizzia, tra le troppe cose che pretendo/spero di fare il tempo scarseggia. .. quindi vi avviso che prima o poi torno in modo attivo!

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Frase del mese

Mi hanno regalato un calendario, e ad ogni mese corrisponde una frase, io non le ho sbirciate in anteprima, mi piace la sorpresa di voltare ogni mese la pagina.

Quella di questo mese è :

Change for yourself, not for someone.


Rubrica librosa: Il cielo con un dito

Gina vuole avere successo, ma c’è da pagare un prezzo. Ha deciso di accettare, perché tanto fanno tutti così. L’onorevole Balestra la manda a prendere con una macchina da sogno. Alla guida c’è Marco, un bel ragazzo un po’ invadente. Lo saprà, si chiede Gina, cosa vado a fare con l’onorevole? Forse no, il giovane è al suo primo giorno di lavoro. Contrattempi e sorprese, ritardi e imprevisti: la giornata sarà lunga. Ma per fortuna Gina e Marco sanno ridere degli altri e di se stessi – lei più di lui, in effetti… E il vento della gioventù può farli volare lontano. “Il cielo con un dito” racconta una storia in cui si può ritrovare buona parte del nostro paese. Un fatto di cronaca che potrebbe accadere in un giorno qualunque, nei retrobottega dello show business, come in qualsiasi altro ambiente dove si ha a che fare con il potere. Due ragazzi sognano un futuro migliore, ma si scontrano con il mondo degli adulti, con le sue regole, le sue seduzioni, il suo cinismo.
E’ un libro che ho preso di getto senza prima leggere la trama, avevo fretta, la copertina mi è piaciuta e volevo dare una possibilità agli autori Italiani.
Si legge in fretta, e mi piace il modo in cui è scritto, molto scorrevole.
Prima di scrivere la recensione sono andata a sbirciare in rete le altre recensioni perchè volevo capire se la mia opinione era in linea con quelle degli altri, perchè onestamente non ho capito se mi è piaciuto…Sembra però che siamo stati in pochi a leggerlo, a differenza di altri romanzi che vantano di parecchie recensioni sui vari blog di questo non sembra esserci traccia. Sicuramente darò un altra occasione a questo autore. Le premesse del libro lo facevano sembrare di denuncia di una società moderna che onestamente non mi piace, quella fatta di superficialità, di vallette e di programmi televisivi.
Il libro inizia con la frase: In fondo si tratta solo di un pompino” a questo punto ho avuto dei dubbi sulla mia scelta, nella prima parte del romanzo è messa in evidenza una parte della società, il padre che lavora solo lui, che però è burbero e violento, la madre che copre la figlia femmina e asseconda i capricci di tutta la famiglia, il figlio più piccolo con problemi di obesità ed è alle prese con l’adolescenza e il figlio più grande che sta seguendo le orme del padre ma che è costretto a dormire sul divano perchè la casa è troppo piccola per tutti. Il racconto prosegue mettendo in evidenza la superficialità di questa ragazza, la sua strafottenza e il modo in cui giudica il mondo e la volontà di fare carriera facile. Mi sono ritrovata a “psicoanalizzare ” i personaggi e questo mi è piaciuto, l’autore non annoia con descrizioni inutili ma ci lascia il tempo di soffermarci su quali sono i caratteri personaggi. Mi è piaciuto inoltre perchè a differenza di quel che mi aspettavo non ha un finale scontato, c’è un colpo di scena che cambia tutto, però onestamente non ho apprezzato l’evolversi delle cose, non è proseguito nello stesso modo profondo dell’inizio ma lo ha reso assolutamente inverosimile.

Donne e distributori, son solo dolori.

Solitamente mi vanto di essere in grado di fare da sola molte cose tipicamente maschili (piantare chiodi, dipingere casa, lavarmi la macchina, spaccare legna…); tutto questo fino a quando devo fare benzina alla mia “Fufi” (si, la mia auto ha un nome). Non c’è nulla da fare ci ho provato un sacco di volte ma, con il freddo il tappo della mia vecchia Fiesta diventa tutt’uno con l’auto come se lo avessero attaccato con la super colla.

Ho imparato a fare benzina a 16 anni sia al distributore,anche con la cassa automatica quando era chiuso pensare che dovevo essere in riserva per riuscire a farci stare 5€, sia “rubandola” al tosaerba di mio papà. Facevo da sola benzina a tutte le auto che ho guidato e mi è capitata di farla ad estranei che si dichiaravano non in grado di usare la cassa automatica del distributore. Poi con l’arrivo della mia amata Vespa (che ricordi) ero diventata meglio di un chimico , sapevo in che diluizione mettere l’olio per fare la miscela a seconda del clima o della strada che dovevo percorrere, ad esempio se dovevo andare in montagna facevo una miscela più “grassa”.

Mi sentivo fiera di me stessa ed emancipata fino a quando sono dovuta per la prima volta andare a fare benzina con la mia “Fufi”, mi dicevano mettici un pò di “Svitol” io ci ho pure provato e anche il mio meccanico ma con l’unico risultato che la chiave gira senza problemi nel tappo, ma il tappo non gira nell’auto…

Questa mattina la lancetta mi ha avvisato di essere in riserva, e il panico si è preso possesso di me, sono andata al distributore (perchè avevo troppa strada da percorrere con la lancetta minacciosa sul tratto rosso dell’indicatore) ho scelto un distributore con il servizio di servito e… ed era chiuso… tragediaaa. Dopo aver litigato per un pò con il tappo del serbatoio ci ho rinunciato e sono andata al distributore successivo che però aveva solo l’opzione “fai da te” . Testarda come sono ci ho riprovato ad aprire quello stramaledettissimo tappo ma senza risultati così a testa bassa e coda in mezzo alle gambe ho deciso di chiedere aiuto al gestore del distributore. Il benzinaio acetta di aiutarmi, ma mentre ci dirigiamo alla mia auto chiede -“ma hai la Fiesta?” e fa un espressione perplessa, io annuisco non capendo e lui incalza -“Spero di riuscirci perchè hanno un tappo terribile …” . Dopo aver armeggiato per 10 minuti ed esserne uscito tutto trafelato mi comunica-“mi dispiace, ma ci rinuncio…”. Che dire per me è stata una rivincita , la rivincita delle donne sui benzinai…

Restava il problema della riserva, prima di disperarmi del tutto ho pensato di fare un ultimo tentativo ed andare in un altro distributore “fai da te”. In quest’ultimo fortunatamente c’era l’uomo della benzina , sfoderando un sorriso a 32 denti e facendo la faccia della svampita  l’ho convinto a farmi benzina. Deve essere stato più pratico del suo collega perchè al secondo tentativo è riuscito ad aprire quel maledetto tappo. Ovviamente ho chiesto il pieno per non doverci più pensare per un pò…