Sfida accettata…

L’altro giorno, dopo  aver controllato gli eventi in programma (motivo principale per cui utilizzo fb) ho dato un occhiata veloce ai post dei miei amici,e una persona a me cara aveva postato una sua foto in bianco e nero, con su scritto “sfida accettata” incuriosita sono entrata nei commenti c’era chi chiedeva spiegazioni e la risposta è stata “per sostenere la lotta contro il cancro” a quel punto io non ho capito più nulla, non sapevo che fare, che dire…

Ero molto giù di morale e pure offesa perchè quella persona a me cara avesse deciso di comunicarcelo così, pensavo che avrei potuto perderla, così presa dell’ansia ho nascosto il post (perchè mi metteva angoscia l’idea di rileggere quelle parole) e sono andata a parlare con i miei genitori, che, a quanto pare neppure loro sapevano nulla…

Passano i giorni, e il mio umore non cambia, non so se andare a parlare con lei, se fare finta di nulla continuo ad avere i pensieri che si affollano e lottano nella mia testa…fino a questa mattina, quando mi viene un dubbio, e se si trattasse di una altra catena di quelle sui social?  Accendo il pc, e sulla barra di Google digito “Sfida accettata su fb” quello che ne esce sono un sacco di post non inerenti e poi una domanda di 5 giorni fa su yahoo answers, tra le risposte ne spuntano un paio che accennano a una catena di presunta solidarietà, così continuo la mia ricerca e capito in questo articolo, lo cito:

 L’ultima mania di Facebook è la misteriosa stringa di”Sfida accettata“agli utenti di caricare una foto di profilo in bianco e nero.

Sotto lo slogan, o hashtag #RetoAceptado agli utenti di caricare una foto in bianco e nero e tutto inizia con un “Mi piace“nella foto di un altro utente che lo ha fatto, perché in questo caso l’utente che accetta la sfida ti invierà un messaggio privato.

Ciao. Per darvi mi piace me foto hai accettato la sfida. È necessario caricare una tua foto in bianco e nero. Riempiamo Facebook foto contro il cancro

Purtroppo non posso garantire sulla sua veridicità in quanto è l’unico che ne parla, ed è scritto in un Italiano non proprio corretto, sembra quasi che gli articoli siano stati scritti da uno straniero o tradotti con google translate, ma credo di poter credere al fatto che la mia parente non abbia un cancro e che fosse solo un altra stupida catena… così rivado nel suo profilo a ricercare il post che avevo nascosto dalla mia bacheca e vedo che ci sono state altre risposte e una dell’autrice del post che spiega che è per solidarietà… al che tiro un sospiro di sollievo, ma mi sale anche il nervoso, perchè ancora una volta mi ricorda il  motivo per cui non amo frequentare i social come fb…

Con questo mio articolo si conferma la mia bassa stima per il genere umano che fa cose senza pensare alle conseguenze… Quindi prima di condividere catene come questa pensateci bene, non è così che si fa la solidarietà… non vi pulite la coscienza postando una foto in bianco e nero, se veramente avete voglia di aiutare qualcuno con il cancro stategli vicino,  fate beneficenza a qualche associazione (e ce ne sono di tutti i tipi) ma non postate tutto ciò che vi passa per la testa sui social, a volte basta rispettare alcune situazioni con il silenzio…

E voi avete trovato qualcuno che ha condiviso la famosa foto in bianco e nero al grivo “sfida accettata”?

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Porta Arco da parete

Come già sapete è da un po che tiro con l’arco, e il mio problema era il non sapere come riporlo una volta a casa.

L’arco deve restare in posizione orizzontale, le lo tenessimo a lungo in verticale (magari appoggiato in un angolo o in un porta ombrelli) con il peso correremmo il rischio che si deformi… essendo lungo è piuttosto ingombrante se tenuto appoggiato a terra… le mie idee iniziali era di tenerlo sotto il letto  (ma lo spazio è già occupato da un contenitore in plastica) o sopra l’armadio (ma tutte le volte che mi servirebbe dovrei prendere una sedia e arrampicarmici sopra ) così era finito a terra perpendicolare al muro; il problema è che la borsa /sacchetto che contiene l’arco è in pile, perfetta perché non graffia e il tessuto grosso lo ripara da piccoli urti, ma un disartro per quel che riguarda la pulizia, al pile si attaccano polvere, peli, capelli elettrostaticame. ..avendo animali per casa non è il massimo. ..

Ho cercato in rete ma nei forum e nei blog non ho trovato nessuno che sollevasse il problema del riporre l’arco… così mi sono scervellata in cerca di una soluzione. ..

Con un vecchio bancale, delle viti,  un paio di manopole per le ante degli armadi e un tubo in cartone ho messo al lavoro il mio moroso e ho ottenuto questo :

Perdonate la foto tagliata ma la mia camera è piccina ed è il meglio che sono riuscita ad ottenere. ..

Il lavoro più difficile è stato recuperare le assi del bancale senza romperle, sono poi state piallate e levigate, attaccante con le viti, in seguito sono stati recuperati di pezzetti del bancale e segati a 30* (gradi, purtroppo al mio telefono manca il simbolo giusto) e attaccate da dietro con delle viti, e sono stati creati i pioli per reggere l’arco. Le maniglie delle antine hanno delle rondelle sia davanti che dietro per evitare il legno si rimpesse e mi sono servite per creare un “appendi faretra”  e nell’altra è appesa una scatoletta con all interno la parti di scorta delle frecce  (alette, cocche, punte). Il tubo in cartone e stato forato con la punta del trapano  per poterci infilare dello spago e poterlo appendere sotto l’arco, all’interno ci conservo delle frecce nuove che non porto con me al campo.

Questo è il primo prototipo , e già mi soddisfa, le pecche di questo progetto sono il tipo di legno (il bancale era di abete di pessima qualità) che era troppo fragile e morbido. Il tubo porta frecce dovrebbe essere sostituito da un tubo in plastica porta poster che dovrebbe avere anche la tracolla per appenderlo e il tappo per chiudere le frecce dentro. Se vogliamo essere pignoli le maniglie per le antine non sono il massimo per appendere la faretra perché sono troppo corte.

Spero che a qualcun altro possa tornare utile questa idea!

Buoni propositi di settembre (2016)

Come dicevo in un mio recente post in questo periodo dell’anno ho bisogno di normalità, di tutte quelle cose che abitualmente faccio, di avere una lancetta che con il suo ticchettio scandisca i momenti della mia vita, i buoni propositi e le liste mi aiutano ad indicare la direzione da percorrere.

I buoni propositi per questo settembre (so che settembre non è ancora arrivato sul calendario, ma la mia voglia di autunno fa si che io lo abbia anticipato questo mese) sono:

  • Perdere almeno 1,5 kg  (in realtà avrei voluto scrivere 2 kg , ma non voglio fissare obbiettivi troppo difficili da raggiungere).
  • Voglio ricominciare ad andare in palestra (almeno) 2 volte a settimana.
  • Vorrei riuscire a correre almeno 1 volta a settimana.
  • Iscrivermi al campo di tiro con l’arco ed andare a tirare più regolarmente.
  • Stò continuando a giocare a pokemon go, e entro la fine di settembre vorrei percorrere altri 100km.
  • Andare avanti con la lista di buoni propositi per l’anno 2016

AAA cercasi foglie su cui passeggiare

Ho sempre pensato che la mia stagione preferita fosse l’estate, stagione in cui la pelle si espone al calore del sole, in cui le giornate si allungano e sembrano volerci regalare più ore in cui poter vivere e praticare sport, per non parlare delle passeggiate serali in cui la luna illumina il percorso davanti ai miei piedi… oppure la primavera, stagione che mi ha sempre caricato di una strana euforia, di un desiderio di cambiamento, la stagione del risveglio per i sensi fatta di profumi ed emozioni..come se il suo anticipare l’estate fosse l’inizio di una emozionante attesa, proprio come quando eravamo bambini la settimana prima delle vacanze profumava di cannella e zenzero, con quel suo pizzicorio di emozioni che sapevano di vacanza di doni natalizi e di pranzi con la famiglia al completo.

Ultimamente però queste stagioni non riescono più a regalarmi solo piacevoli sensazioni, è come se mi facessero sentire incompleta, inadatta, è come se il cambiamento che di cui sento la necessità in primavera non arrivasse mai alla svolta estiva; e anche quest anno alla fine di agosto non vedo l’ora di arrivare a settembre, preparo liste di buoni propositi e di cose da fare, sento un irrefrenabile desiderio di normalità anche se già mi manca la luce fino a tardi, e la sera l’aria che entra dalle finestre è frizzante e mi obbliga a coprire le gambe… e così vorrei le mie foglie secche su cui poter passeggiare, mentre il fruscio delle foglie sotto i miei piedi riesce a mascherare il frastuono dei miei pensieri

E così scoprimmo che non era vero amore

Un paio di giorni fa ho fatto un post che parlava del ritiro dalle olimpiadi da parte di una dressagista a causa di un problema di salute del suo cavallo, già in quel post avevo sollevato i miei dubbi in proposito, ve lo linko così vi potete leggere l’intera faccenda solo amore?

A quanto pare i mie dubbi erano fondati 

E, a quanto pare c’è già chi ha intenzione di prendere provvedimenti https://colleenkellyriderbiomechanics.com
Inoltre su fb ho trovato anche questa spiegazione che posto senza citare l’autrice per non violare la sua privacy 

Ebbene, Adelinde Cornellissen è una dressagista più volte criticata e accusata di usare la tecnica del “Rollkur” nell’addestramento del suo cavallo: il Rollkur consiste nel forzare una iperflessione del collo dell’animale attraverso l’uso di redini e imboccature estremamente coercitive. Una posizione innaturale che può causare lesioni cervicali e lesioni tendinee. Secondo alcuni studi, il Rollkur può anche interferire con la respirazione del cavallo, comprimendo la laringe, e può inibire la deglutizione. Durante il movimento con il collo così arcuato verso il basso, il cavallo – che per natura ha una visione verticale molto limitata – ha anche evidenti problemi a vedere ciò che gli sta davanti.
Adelinde Cornellissen, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra, è allieva di Sjef Janssen, uno dei principali fautori e promotori del Rollkur come tecnica di addestramento. Assieme a loro, un manipolo di altri “cavalieri” e “amazzoni”, che sottopongono i loro cavalli a questo scempio, calcano tranquillamente le scene internazionali e addirittura vincono medaglie in competizioni mondiali e olimpiche. 

Perché? Perché la FEI, la federazione internazionale, mantiene da anni una posizione ambigua: formalmente vieta il Rollkur ma ammette la tecnica del LDR (low, deep, round) che alla fine dei conti poco si discosta.

Il risultato lo vedete in queste immagini, che ritraggono la Cornelissen e il povero Parzival in alcune gare. Nell’ultima foto potete vedere la bocca del cavallo sanguinare.
Per “ammirare” meglio l’amore di questa signora per il suo cavallo, guardate questi due video. Nel secondo si vede anche, a bordo campo, il suo ex allenatore Janssen:

https://www.youtube.com/watch?v=InfgSpAl_GY

Museo degli strumenti musicali meccanici “Amarcord”

Durante la mia vacanza a Parma e dintorni (La mia vacanza tra Parma, Mantova e Cremona) siamo stai a visitare questo particolare museo,in realtà lo abbiamo scoperto per puro caso , noi non siamo particolarmente appassionati di musica, e se non fosse stato perchè avevamo l’ingesso a questo museo gratuito probabilmente lo avremmo ignorato.

Il museo è situato vicino a un agriturismo, i cui proprietari insieme ad un amico hanno deciso di aprire questo museo. Gli strumenti musicali meccanici sono tutti quegli strumenti che producono un suono in cui la sequenza delle note è già programmata , diciamo che sono gli antenati dei lettori cd. Pensate che il primo esempio era stato ideato addirittura da Leonardo Da Vinci (1495), e nel museo ne è presente una riproduzione. Nel museo si fa un salto nel passato della musica attraverso vari periodi storici e si capisce quello che essa rappresentava per le varie classi sociali, ci sono molti esempi di fonografo e  di organetti e molti altri strumenti musicali. Pur non essendo una appassionata del genere mi sono trovata incantata ad ascoltare uno dei fondatori del museo che con molto entusiasmo e passione ci spiegava in maniera semplice il funzionamento degli strumenti, inoltre ci ha dato la possibilità di provare a suonare alcuni strumenti. Il museo è adatto anche ai più piccoli in quanto ci sono delle riproduzioni molto semplici che spiegano le basi su come viene prodotto il suono.

Se capitate in zona vi consiglio di andare a visitarlo , magari dopo aver contattato il muso per accertarvi del apertura e sugli orari più adatti, non essendo molto grande se ci sono già gruppi in visita  diventa più difficile seguire bene le spiegazioni. Tenetevi libere 2\3 ore per la visita. Visti i costi simbolici vi consiglio di chiedere la visita guidata che è indispensabile per comprendere gli strumenti e il funzionamento sopratutto se si è neofiti.

  • giorni e orari: Domenica dalle 15,00 alle 19,00, gli altri giorni su prenotazione.
  • costi: Intero 3€, ridotto 2€ (bambini da 6 a 12 anni, scolaresce e gruppi di almeno 10 persone) , visite guidate a persona 1 €, gratuito bambini sotto i 6 anni

Vi lascio il link del loro sito in cui potete trovare tutte le informazioni relative a questo posto. Museo di Strumenti Musicali Meccanici

 

scelte

martedì 20 gennaio 2015, post recuperato dal mio vecchio blog.

 

Scelte

“Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti. Qualsiasi scelta tu scelga ti cambia e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.”
 
Giorgio Faletti  Io uccido
 
Ammetto di non essere così profonda da averla scritta io questa frase…però rappresenta perfettamente il mio pensiero.
La mia vita sarebbe stata nettamente diversa se solo avessi preso qualche decisione diversa…a volte mi trovo a chiedere cosa sarebbe successo se…un pò come nel film Sliding Doors 
Alcune decisioni sono così semplici da prendere ci vengono automatiche, altre volte prendiamo delle decisioni che non ci piacciono perchè sappiamo che è la cosa giusta da fare… ma le peggiori sono quelle in cui non sappiamo che fare, cosa decidere, in cui non capiamo quale sia la scelta giusta…quale sarà la scelta che condizionerà in maniera positiva il nostro futuro, che poi, ce ne sarà davvero una di positiva? o ci troviamo a scegliere solamente la “meno peggio”?
è proprio in quelle situazioni che vorrei scappare, andare lontano da tutto, ma è davvero possibile farlo? oppure è solo un fingere, fingere che non ci siano problemi e nasconderli, perchè non vogliamo soffrire, perchè non vogliamo dover decidere, perchè abbiamo paura delle conseguenze…
E sono proprio quelle scelte, nel bene e nel male che mi hanno fatto diventare quella che sono con tutti i miei difetti e pregi e non serve a nulla avere rimpianti o rimorsi,  perchè non cambierà il presente …anzi ci farà vivere ancorati nel passato…
Quindi siate felici, ed ogni tanto fregatevene degli altri e delle conseguenze e prendete la decisione che vi rende felici!

Solo amore ?

Mi sono imbattuta in questo articolo

Si Ritira Dalle Olimpiadi Per Salvare La Vita Al Suo Cavallo… La Storia Dell’Atleta Olandese E Del Suo Fidato Compagno

A me sono nate molte perplessità a riguardo, innanzitutto solitamente di fronte a una reazione allergica grave si utilizza  un iniezione di adrenalina o di cortisone, entrambe ritenute sostanze dopanti, quindi il cavallo non avrebbe comunque potuto partecipare alle gare, e mi sembra molto strano che i veterinari gli abbiano dato il via libera a partecipare.

L’articolo inoltre racconta che il cavallo non era nella sua forma migliore dopo lì’accaduto, quindi sicuramente le sue prestazioni in campo gara non sarebbero state all’altezza della situazione.

Quindi il ritiro mi sembra la decisione più sensata, ma il fatto che venga additata al fatto che la vita del cavallo è più importante di una medaglia olimpica (che comunque spero che per la proprietaria sia realmente così) mi sembra solo un modo per creare una notizia interessante da postare su giornali e blog.