Oggi odio i genitori che…

Odio i genitori che portano i loro pargoli strillanti nei ristoranti e li lasciano correre tra i tavolo e gridare, se non sapete gestirli non portateli, restate a casa, anadate nei fast food, i bambini saranno più felici e circondati da loro simili, ma state alla larga dai ristoranti, sopratutto di un certo tipo. Se poi i figli si mettono a brontolare con la cameriera perchè hanno fame, bloccateli, è inrispettoso verso chi lavora, sopratutto se nel ristorante in questione vengono cotti piatti al momento (e non sono cibi riscaldati in forno a micronde). Odio i genitiri che davanti al figlio che commenta la pietanza portatagli con un “che schifo” o con un “che merda”, fanno finta di nulla, e anzi giustificano i figli. I bamnini devono imparare a rispettare gli adulti, anche se non parenti, sarebbe bene che imparassero a dare del lei e a salutare educatamente  e rispondere quando interpellati.

Odio i genitori che portano i figli nel bosco senza insegnarli a ripettarlo ,  e lasciano strappare piante, rami, disturbare e uccidere insetti e animali, striillare nel silenzio del sottobosco.

Odio i genitori che portano i figli in posti non adatti a loro. Recentemente sono andata a visitare un museo (in un apertura straordinaria con guida) ed erano presenti anche alcune famiglie con bimbi piccoli che ovviamente si sono annoiati a morte, e hanno trovato ogni scusa per giocare, compreso toccare gli oggetti esposti, mettersi a gridare e parlare a voce molto alta, rincorresi , disturbando la visita agli altri dopo che avevano pagato un biglietto non proprio economico. I vostri figli è giusto che imparino fin da piccoli ad aprezzare, arte, storia, cultura ecc ma portateli in posti a misura per loro, un pò ovunque hanno creato gli “immaginari scentifici” dei musei interattivi davvero interessanti e non solo per i più piccoli.

Odio i genitori che permettono ai loro figli di trattare gli animali come giocattoli. Mi sono recata in un cat caffè e i bambini a tutti i costi dovevano manipolare i gatti, prenderli in braccio, starppazzarli, ovviamente per tutta risposta i mici quando vedono entrare bambini vanno a rifugiarsi in alto, penalizzando anche tutti gli adulti che avrebbero piacere di leggere un libro e sorseggiare una bevanda in tranquillità godendo la compagnia felina, e invece si trovano costretti a faticare a parlare perchè sovrastati dagli strilli dei bambini, che corrono pericolosamente tra i tavoli. Odio vedere cani strattonati a guinzaglio dai bambini, odio vedere gli animali presi in braccio malamente, strappazzati e maltrattati. Cari genitori gli animali non sono giocattoli per tenere buoni i vostri viziati figli, se non siete disposti ad occuparvi di un animale, di investire tempo e denaro per tenerli egreggiamente, di educare i vostri figli nel rispetto degli animali e della natura non prendetene.

Odio vetere i genitori che non insegnano l’educazione civica ai propri figli, che attraversano la strada lontano dalle strisce, fumano in loroi presenza, che fanno finta di non vedere che il proprio infante ha buttato una carta a terra, quelli sono i futuri adulti. Se non gettate delle fondamenta solide non lamentatevi poi se vostro figlio verrà bocciato, sarà un nulla facente, un tossicodipendente, un delinquente… (anche dai genitori migliori possono nascere dei figli pessimi, ma almeno provateci a farli diventare bravi adulti).

Odio tutti quegli adulti che pur di far stare zitti i bambini gli concedono tutto, cari genitori, se volete dei figli sappiate che dovete fare sacrifici, molti sacrifici, dovete imparare a fare rinunce, molte rinunce, anche se siete stanchi, nervosi, arrabbiati dovete mettere da parte le vostre emozioni negative e fare  i bravi genitori .

Odio quei genitori che fanno un figlio perchè hanno raggiunto l’età, perchè la coppia è in crisi e devono risaldare un rapporto, perchè lo fanno tutti e mancano solo loro, perchè glielo hanno chiesto i suoceri… Odio quelle persone che fanno un figlio perchè non usano contraccettivi (non parlo di chi purtroppo la contracezione fallisce, ma di chi “tanto è solo una volta, che vuoi che succeda”. Odio chi fa un figlio perchè ne sente il desiderio senza valutare se ha le possibilità e le qualità per fare il genitore.

Odio quei genitori che pur di continuare a fare la loro vita spediscono i figli come pacchi tra parenti e baby sitter (ovviamente non parlo di chi si prende una serata libera ogni tanto ma di chi lo fa abitualmente). Da noi c’è anche il detto “chi se li è fatti, se li tenga” (l’ho tradotto in italiano per comodità).

Odio quei genitori che per farstar buoni i figli li piazzano di fronte alla tecnologia.

Odio quei genitori che passano tutto il tempo ha vantarsi di quanto bravi e belli siano i loro figli di 48 mesi ,( mica sono una forma di parmigiano, di 4 anni), che poi mica è un bambino eccezzionale perchè a 4 anni ha imparato una canzoncina a memoria. Odio quei genitori che non fanno altro che parlare della pupù dei propri figli, dei rigurgitini, lo volete capire che fa schifo e agli altri non importa? So che voui li guardate con gli occhi del amore, ma a tutto c’è un limite.

 

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La dura vita dell’essere bambini di oggi.

Ho raccontato molte volte che non voglio figli e le mie ragioni , nonostante questo mi ritrovo spesso a parlare di bambini.  Non sono una che prova tenerezza nel guardare i figli degli altri , ne il desiderio di coccolarli e giocarci assieme, tranne quando hanno qualche gioco figo, in quel caso uso i bambini come scusa per poterci giocare io. :-p

Frequento il mondo degli adulti, un mondo fatto di mille contrapposizioni, di incongruità, di egoismo, di facciata e questo mondo dovrebbe fondersi con quello più pulito del infanzia in una linea continua, in fondo è questo che facciamo: nasciamo e attraversiamo le diverse fasi della vita fino attraverso l’infanzia, l’adolescenza l’età adulta e si spera fino all’anzianità. Probabilmente però gli adulti si sono dimenticati cosa significhi essere bambini e adolescenti , di quanto difficili e delicate possano essere queste fasi .

Questo post nasce da un fatto accaduto recentemente, delle persone a me abbastanza vicine si stanno separando, non entrerò nel merito di quali siano le loro ragioni, le loro colpe, sicuramente l’errore più grande è stato mettere al mondo dei figli e sposarsi senza averci riflettuto a lungo, ma essersi fatti prendere dal entusiasmo e dalle emozioni senza pensare alle probabili conseguenze . L’errore di sperare che andrà tutto bene non va commesso se rischiamo di ferire qualcuno, sopratutto se quel qualcuno è un bambino. So cosa state pensando “se tutti ragionassero come te non si farebbero più figli”,  presumibilmente se ne farebbero di meno, però probabilmente ci sarebbero più bambini felici che un giorno diventerebbero adulti equilibrati. Io non sono nessuno per dirvi che non dovete fare figli, ma vorrei far riflettere, mi piacerebbe riuscire a far capire anche a una sola persona che diventare genitori significa mettere le esigenze dei propri figli davanti alle proprie.

Tornando alla coppia che si sta separando a preoccuparmi non è il fatto che si stiano lasciando ma il modo in cui lo stiano facendo. Un anno fa hanno deciso che la loro storia era finita, ma hanno deciso di continuare a vivere assieme per il bene dei bambini, questo genere di cose non le ho mai capite, non vivendo più come coppia, si finisce per far vivere i figli n una realtà anafettiva. I bambini che crescono in un ambiente in cui i genitori non si amano, non si cercano, non si coccolano e spesso non si rispettano e litigano spesso come potranno costruire relazioni sane in futuro? Io ho avuto l’esempio con il mio primo moroso, assistevo alle liti dei sui che erano separati in casa da moltissimi anni, io mi affliggevo perchè mi dispiaceva e temevo ci soffrisse e invece quando glene parlavo ottenevo una persona che faceva spallucce e cambiava discorso. Negli anni in cui siamo stati assieme ho potuto notare alcuni suoi comportamenti particolari, come la sua incapacità di trovare compromessi, o di venirmi incontro, lui mi cercava richiedeva la mia presenza ma dava per scontato che dovessi essere io a dover andare sempre da lui a fare le rinunce è come se non avesse ricevuto gli esempi di cosa significa vivere in una coppia e formare una famiglia. Recentemente il mio ex ha perso entrambi i genitori e nonostante fosse una persona che non esprime i propri sentimenti mi ha confessato che quando ci siamo lasciati ha sofferto oltre che per la fine del nostro rapporto anche per aver perso lo spirito famigliare (che seppur al epoca mi scontrassi molto con mia madre) che si respirava a casa mia.

Tornando alla coppia che si sta separando, la cosa che mi ha lasciata più sgomenta è stata che diano per scontato che i bambini la prenderanno bene e che stiano capendo cosa stà avvenendo. Alle mie domande su cosa sanno i bambini riguardo alla questione separazione e su cosa dovrei rispondere in caso mi interroghino perchè spesso i bambini lo fanno, fanno domande alle persone vicine per vedere se daranno una versione dei fatti diversa (io l’avevo fatta in proposito alla domanda “come nasciamo?” non restando convinta della spiegazione non molto dettagliata di mia mamma andai da mia nonna che mi rispose “ti ha portato la cicogna” ovviamente capii che una delle due o entrambe mi mentirono) la coppia mi ha risposto, “i bambini sanno tutto, e hanno capito” ecco il dubbio ora mi sorge, ma cosa ne sanno loro di psicologia infantile? perchè non si sono rivolti a uno psicologo? come si può pensare che dei bambini in età prescolare capiscano che presto non vivranno più con entrambi i genitori nella loro casa?

Ci sono anche le mamme della nuova filosofia che cercano di tutelare al massimo i figli scegliendo lo svezzamento naturale, vincolando parenti e amici a diete ed orari, che utilizzano le fasce per tenere il contatto costante con i figli, che seguono la filosofia Montessori, che allattano fino ai 5 anni… documentano studiano, leggono, si confrontano ma vivono realmente il proprio figlio? Per quanto positiva possa essere questa filosofia trovo che alcune si concentrino troppo nel seguirla senza invece godersi la spontaneità dei momenti con il proprio figlio, si preoccupano se il loro figlio non riesce a riconoscere i colori come fanno i figli delle altre iscritte al gruppo WhatsApp o Facebook del momento o se non mettono il primo dentino o se lo mettono troppo presto… e rendono partecipe il resto del mondo con post dedicati alla consistenza della pupù dei propri pargoli…

Mamme e papà ho un messaggio per voi, godetevi i momenti con i vostri figli perchè non torneranno, cercate tutti i giorni di fare del vostro meglio ma non stressateli troppo sti bambini, ricordatevi che sono la cosa più importante delle vostra vita e fate di tutto per non rovinargli il  futuro, lasciateli essere loro stessi… se non siete pronti a fare sacrifici, non fate figli, godetevi la vita senza rimpianti e pensate alle conseguenze dei vostri gesti.

L’odore delle città

Fin da quando ero bambina notavo che i paesi e le case avevano un odore diverso , avevo un pò una “fissa” per gli odori. Prima di mangiare qualcosa dovevo annusarla, inoltre avevo associato un determinato odore a una situazione, a un luogo, a una persona. Il profumo della crema per le mani che usava mia mamma mi metteva ansia, ricordo che se la spalmava la sera mentre veniva in camera mia quando non volevo dormire, sul mio letto, io facevo i capricci e lei mi rimproverava, talvolta mettendomi in punizione “domani niente tv” mi diceva, oppure “domani leggi 10 pagine del libro di favole”. Tutt’ora quando sento quel profumo intenso mi sale l’ansia, per me era già una punizione starmene a letto, anche se con gli anni ho capito che non era giusto per nessuno che io restassi nel lettone.

Ricordo una signora molto anziana che andavo a trovare con i miei nonni, mi dicevano di chiamarla zia, in realtà era la zia di mio nonno, praticamente una zia di 3°, aveva i baffi, non una leggera peluria ma dei baffetti irsuti e bianchi; Mi obbligavano a baciarla , detestavo quel momento, avrei voluto poterla salutare soltanto senza avere contatti con lei . La “zia” mi stringeva tra le braccia e mi stampava un bacio umido sulla guancia, pulirsi il viso con la manica era vietato “è un gesto di maleducazione, non si fa” mi diceva mia nonna, i suoi baffi pungevano terribilmente il mio viso, e il suo abbraccio mi stritolava bloccandomi le braccia contro il busto. Sentivo distintamente l’odore della naftalina, non ho mai capito il perchè usasse così tanta naftalina. Tutt’ora odio i baci e la naftalina, se posso evito il contatto con le persone, non capisco perchè bisogna baciarsi per scambiarsi gli auguri e salutarsi. Appena finito il giro di saluti ero libera, mi fiondavo in giardino e tenevo compagnia al loro cane un buonissimo e affettuoso setter irlandese, ricordo ancora il suo setoso manto rosso, e mia nonna terrorizzata che gridava perchè il cagnolone contento di vedermi mi saltava addosso facendomi cadere.

Ricordo che da bambina mi portavano al mare sempre nella solita località, e per raggiungerla passavamo per un paese attraversato da un fiume, quel paese dicevo che sapeva di mare. In realtà dalla località balneare distava ben 20 km, ma per me era come stare in vacanza, sognavo di viverci, di poter avere una barchetta a remi sul argine del fiume appena fuori la porta di casa, sognavo di remare e attraversare i il paese e di lasciarmi guidare dalla corrente fino a raggiungere la spiaggia. Quel sogno anni dopo si è realizzato, in quel paese ci sono davvero andata a vivere, anzi convivere, il mio ex (l’idiota) era proprio di quel paese. Non abitavamo vicino al fiume, ma lo raggiungevo quasi tutti i giorni, mi piaceva passeggiare lungo l’argine, l’aria era sempre più tiepida  e mi regalava la sensazione di essere in vacanza tutto l’anno proprio come quando ero piccina. Mi faceva rasserenare e mi metteva di buon umore passeggiare accompagnata dal rumore del’acqua che scorreva lenta anche quando uscivo a camminare in piena notte dopo una litigata furibonda con il mio ex o durante le passeggiate pomeridiane in compagnia del mio cane .

Il mese scorso, ho fatto una mini vacanza in toscana (ve ne ho parlato QUI’) abbiamo scelto di alloggiare in una fattoria, al nostro arrivo siamo stati accolti dal profumo di fieno, esplorando la proprietà si potevano percepire vari odori, quello di cloro proveniente dalla piscina e  quello degli animali ospitati che non trovo sgradevole. La “poop” dei cavalli per me non è puzzolente, mentre i maiali li trovo piuttosto “piccanti”, emanano un olezzo che penetra nelle narici e impregna i vestiti. Durante la vacanza abbiamo visitato un sacco di paesini dalle profumazioni diverse, che variavano a seconda delle coltivazioni presenti. L’aroma onnipresente era il fieno vista l’enorme quantità d campi secchi.

La visita a Firenze è invece stata contrassegnata dalla puzza, sicuramente il caldo e i turisti sudati non hanno migliorato la situazione. I cestini dei rifiuti erano quasi tutti pieni fino all’orlo, e i tombini rendevano l’aria sgradevole. Per fortuna nei ristorante c’era un buon profumo e quello che ricorderò più a lungo è il tartufo, ho amato i pici con il tartufo.

Abbiamo fatto una tappa a Ferrara, questa città ci ha sorpreso, profuma, sa di pulito. non so la ragione , forse i negozianti tengono lavati i marciapiedi, forse il comune provvedere a mantenere un livello alto di pulizia, forse era l’interno dei negozi a profumare e impregnare la città.

 

Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)

Questione di ex

Quando dopo anni incontri il tuo ex (soprannominato l’idiota) e ti accorgi che ti lascia indifferente, che non ti fa più neppure rabbia … sono soddisfazioni! Facevo solo attenzione di non averlo vicino perché di parlarci non avevo proprio intenzione, non è una persona con cui farei i discorsi di facciata. Non ci siamo neppure salutati, un paio di volte mi è passato a fianco ma io l’ho scansato continuando a parlare con i miei amici e divertendomi assieme a loro. Non sono capace di fingere cortesia. Mi ha fatto piacere fosse da solo, senza figlio e moglie, mi ha fatto piacere non avesse potuto indicarmi a loro… Purtroppo amici in comune ne abbiamo ancora quindi l’ho trovato a parlare con loro, spero solo non di me, non voglio essere evitata ancora da amici perché lui sparla di me è gli altri gli credono… ora spero ricominci a stare lontano da quello che è diventato solo il mio mondo.

Ps. È una soddisfazione vedere che è ingrassato molto, trascurato, e che ha appeso al chiodo la sua amata moto perché ha una famiglia, mentre io ho potuto vantare le mie gambe definite e muscolose (grazie sport) sotto un paio di short, con le trecce ordinate è un trucco intatto nonostante il caldo!

Come stai?

Onestamente non sono in grado di rispondere a questa domanda, sicuramente meglio, però stò mentendo a me stessa, mi sto raccontando che non ho paura e che sarà tutto facile, che il progetto che ho tra le mani si concluderà o meglio partirà dandomi grandi soddisfazioni . Voglio credere in questa favola, voglio che si avveri…

Sono anche molto arrabbiata con la gente, con la sua superficialità, la gente dovrebbe fermarsi e ragionare prima di compiere determinati passi sopratutto se le conseguenze coinvolgono altre persone, come nel caso della coppia che si separa e nessuno dei due vuole tenere il cane, un corso di due anni, perchè nessuno dei due vuole restare in quella casa, e allora disfiamoci del cane, per fortuna che dicevano di volergli bene… ora quel cane che fine farà? o seriamente paura finisca nelle mani sbagliate…

Sono molto arrabbiata con quella coppia che ha deciso di fare l’amore senza protezione nonostante stessero insieme da pochi mesi, da quella relazione è nato un bambino, peccato che non potessero permettersi di mantenerlo, così il fratello gli ha lasciato un appartamento e li ha aiutati economicamente, peccato che neppure un anno dopo abbiano deciso di fare un altro figlio e di sposarsi…tanto c’era chi gli copriva le spalle… ora hanno deciso di separarsi nonostante i bimbi siano ancora piccoli, e voi pensate che abbiano restituito l’appartamento al fratello? ma va, stanno facendo i separati in casa e lei si sta frequentando con un altro, poco importa se questo sta comportando che i bambini vengono trascurati dalla madre, poco importa se il fratello deve vivere in casa con i suoi perchè dovrebbe fare troppi sacrifici per prendersi un appartamento \casa…

Arrabbiata ecco come stò…

Convivere o non convivere? questo è il dilemma

Sto vivendo in un periodo di confusione mentale, rispetto al mese scorso stò meglio, non ho più quel senso di “depressione” però stò lavorando per sistemare tutte quelle situazioni lasciate in sospeso. Non voglio apparire a chi mi legge come una perenne insoddisfatta, come una che non sa essere felice, il fatto è che ultimamente sto usando il blog per sfogarmi, per riflettere sui miei pensieri, ci sono volte in cui inizio a scrivere , vorrei vomitare sulla tastiera tutto ciò che ho dentro, ma non ci riesco perchè mi blocco quasi subito e così aumenta il caos nella mia mente.

L’altra sera sono uscita dopo cena con il mio moroso e una coppia di amici per una birra in compagnia. loro stanno insieme da un anno, sono andati a convivere poco dopo essersi conosciuti e qualche mese dopo hanno deciso di comprare casa assieme, scelta a mio parere molto azzardata, ma questo pensiero me lo sono tenuto per me.

Mi sono accorta che però a loro viene naturale dispensare consigli non richiesti, un episodio mi ha infastidito particolarmente, hanno tirato in ballo il discorso convivenza, secondo loro dovremmo andare a convivere, e per poterlo fare dovremmo essere disposti ad accettare molti compromessi come cambiare lavoro o affittare un appartamento perchè altrimenti non passiamo nella fase successiva della relazione e non avrebbe senso continuare  a stare assieme, perchè se non lo facciamo vuol dire che non ci amiamo (questo è il riassunto di un discorsone).

Premetto che abbiamo cercato di andare a convivere per un anno, senza però riuscire a trovare la casa dei nostri sogni. Il progetto era: il mio moroso acquistava la casa dei suoi sogni (che poi non è molto diversa da quella dei miei) e poi avremmo diviso le spese quotidiane, e questo per tutelare entrambi. Purtroppo non abbiamo trovato nessun casa che si avvicinasse a ciò che volevamo, oppure aveva prezzi inavvicinabili inoltre ho perso il lavoro e la casa che avevamo quasi acquistato si è rivelata una fregatura in quanto aveva in programma un esproprio del giardino da parte del comune per ingrandire l’incrocio. Così alla fine abbiamo deciso di accantonare l’idea della convivenza e io mi sarei concentrata sulla ricerca di un negozio per aprire la mia attività.

Abbiamo una visione molto diversa da quella dei nostri amici, non abbiamo fretta di fare le cose, non vogliamo sposarci ne avere figli e neppure vogliamo convivere a tutti i costi;  la relazione così come la stiamo vivendo ora a me piace molto, stiamo bene assieme, ci divertiamo con le piccole cose, abbiamo raggiunto un buon equilibrio e, andiamo d’accordo. Sicuramente mi piace l’idea di andare a convivere ma allo stesso tempo mi spaventa l’idea che il nostro rapporto possa cambiare in peggio. In passato ci sono state più occasioni in cui mi sono illusa, in cui credevo saremmo andati a convivere e ho paura che possa riaccadere. Ho anche avuto il dubbio che il mio moroso non desiderasse quanto me andare a convivere e forse è anche questo che mi ha fatto cambiare idea sulle mie priorità, a parole dice di si, e si è dato da fare a cercare casa, ma ho il sospetto che neppure lui sappia davvero cosa vuole.

Ora almeno so cosa voglio, qual’è la strada giusta da percorrere, voglio realizzarmi professionalmente, fare qualcosa che mi piaccia, che mi appaghi ed effettivamente sto lavorando per realizzare questo sogno. Sono conscia che se la questione lavoro andrà a buon fine poi non avrò la mente libera ne il tempo per potermi dedicare ad altro ne tantomeno le finanze per la vita in una nuova casa per un bel pezzo, ma questo non mi spaventa. Forse sono come la volpe e l’uva , forse sono abituata ad avere una vita che non realizza i miei sogni ed è per questo che ho imparato a chiudere sogni e fantasie in un cassetto, ed accontentarmi per una più banale e magari noiosa normalità.

Vorrei dire a voi che ci avete giudicato che non bisogna per forza convivere per essere una coppia stabile e felice, non bisogna per forza sposarsi ed avere dei figli, c’è chi sa apprezzare quello che ha, senza bisogno di rientrare in quella che secondo gli altri è normalità.Vi vorrei dire che forse la coppia meno stabile è la vostra, che forse tutta la fretta che ci avete messo per passare alla fase successiva della relazione è per “incastrare ” l’altro per paura che possa scappare. Non lo farò, non vi dirò nulla, non ho voglia di sfinirmi con discussioni di questo genere, vi auguro il meglio, spero solo che ora vi fermiate un attimo a riflettere prima di fare un figlio.

Cari blogger voi come la pensate? Secondo voi bisogna sul serio passare nelle fasi successive in una relazione? e quali sarebbero i tempi giusti? Voi siete tipi da compiere i passi all’interno di una relazione in fretta oppure vivete di più il momento senza troppi progetti?

 

…in balia degli eventi.

In questo periodo mi sento in balia degli eventi, prima il problema del lavoro, poi i voucher tolti, e successivamente il fatto che non riesco a trovare un negozio da affittare, ed infine che non riesco più a capire che strada percorrere, non ci riesco proprio, ho ricevuto alcune proposte che mi lasciano ancora più confusione, mi farebbero tirare avanti ma non mi danno nessun futuro, al contrario mi mettono maggiormente i bastoni tra le ruote, ma ho bisogno di darmi una scossa, non lo so, non so che fare probabilmente accetterò, anche se non mi daranno la svolta che volevo mi faranno sentire un pò meno depressa, un pò meno inutile.

Successivamente c’è stato il problema casa, volevo andare a convivere ma, dopo un anno di frustranti ricerche non abbiamo trovato nulla di decente, successivamente sono rimasta senza lavoro ed è saltato tutto. Mi è crollato il mondo addosso, sentivo l’esigenza di dare una svolta alla storia. Noi stiamo bene anche così, e in realtà in estate riusciamo anche a goderci la storia, in inverno abbiamo molte più problematiche perchè per varie vicissitudini riusciamo a passare poco tempo assieme. Quello che però davvero mi manca è la quotidianità con lui. Non è stato facile superare questa delusione e accettare la sconfitta, ormai mi sono rassegnata a questa situazione ma continuo ad illudermi.

Non mi piace rassegnarmi ma è quello che dovevo fare, la mia vita per ora è questa senza svolte positive, sono troppo giù per muovere il culo e andare a stravolgerla, non voglio perdere quel poco che ho. Non riesco a trovare il positivo. Al posto di essere felice di avere i sabati a casa e poter stare due giorni con il mio moroso è come se li ignorassi, non riesco a renderli costruttivi, ad apprezzarli veramente.

Le mestruazioni sono nuovamente in ritardo pur dandomi da 15 giorni fastidiosi sintomi, non mi lasciano in pace, mal di testa, mal di pancia, spossatezza, tristezza… Voglio che mi vengano in fretta. Voglio che almeno loro mi diano una ragione per scacciare la tristezza.

Ho lavato i capelli ieri sera (non che sia una cosa così insolita) ma il mio moroso mi ha fatto notare che quando sono giù non mi trucco, mi metto in pigiama e mi lavo i capelli, io non lo avevo mai notato, dovrei essere felice che lui lo abbia fatto, eppure fatico, fatico a mettere davanti a questo senso di apatia e tristezza la gioia che ho nello stare con lui.

Vi ho raccontato ieri sera che ero giù anche per la mia cocorita, la situazione non è migliorata molto, in realtà in tarda serata era peggiorata per poi ristabilirsi questa mattina, ma la veterinaria non mi da molte speranze. Il problema sono io che mi aggrappo a quelle poche speranze vedendole come enormi progressi, mi illudo che starà bene, che non può andarmi male anche questa. Sono anche molto indecisa sul da farsi nel caso non sopravvivesse, so che dovrei prenderne un altra per fare compagnia al maschietto, ma onestamente vorrei passare a un pappagallino più grande, ma non posso lasciarlo a lungo da solo…spero la mi guarisca e torni presto a casa.

La confusione e l’indecisione fanno parte di me in questo periodo, non riesco a trovare gioie ed uscire la sera, mi devo obbligare a fare tutto, non riesco a darmi una mossa, io che sono iper-attiva. Oggi sono a casa, sono ancora in pigiama, non truccata, e ho pranzato con un wuster e verdura cruda, perchè non avevo neppure voglia di cucinare, so che dovrei mangiare in maniera più sana ma mi vanno solo schifezze, come biscotti al cioccolato, e resistere alla tentazione non è semplice. Ho ripreso 2 dei 3 kg che avevo perso. Dovrei andare in palestra , ma non ne ho voglia, oggi pomeriggio spero di riuscire a trascinarmici, e di non trovare altre scuse.

Mi devo dare una mossa…forse dovrei ricominciare con i #100HappyDay.

 

I tg sanno anche stupirmi

Io guardo poca tv, anche se la accendo spesso per farmi compagnia in realtà mi trovo a non badarla minimamente, mi annoia, raramente trovo qualcosa che mi interessi, e quelle rare volte che accade in cui non ho nulla di più interessante da fare finisce che mi addormento.

Questa sera sono a casa da sola perchè i miei rientrano tardi, e quando accade io ceno molto presto in modo da essere libera e poter fare altro prima dell’orario di abbiocco (e io che credevo fosse una parola in dialetto, invece ho scoperto che c’è anche nel vocabolario treccani ) post cena e non finire per andare a letto subito dopo cena e bloccarmi come al solito la digestione.

Dicevo: mentre cenavo davo un occhio al tg peggiore del mondo (studio aperto su Italia Uno), non amo questo telegiornale perchè poco serio, danno sempre un sacco di notizie inutili, questa sera hanno raccontato la storia di un tipo che ha girato il mondo in mille giorni mollando tutto.

Ho subito pensato fosse un folle, un pazzo, ma in realtà lo invidio molto, vorrei avere anche io tutto quel coraggio, invece resto infelice vivendo una vita che non mi appaga trovando scuse per non dare una svolta, facendomi bloccare dalla ragione, dal buon senso, peccato che questo non mi abbia permesso di sentirmi realizzata.

Si chiama Claudio Pelizzeni aveva 32 anni diabetico e lavorava in banca, si è licenziato per realizzare il suo sogno, girare il mondo senza prendere aerei.

Vi lascio il link del suo blog per leggere tutta la sua storia http://www.triptherapy.net

Per concludere hanno parlato di Gabri Ponte facendo vedere uno spezzone degli Eifel 65 durante un festivalbar …ed è partita la nostalgia mentre cantavo a squarciagola Blue

Ho pianto tutte le mie lacrime

non pensavo di averne ancora…

In questo periodo ho perso l’entusiasmo,la voglia di costruirmi un futuro e la capacità di divertirmi. Non mi sento più appagata da nulla, non vedo un domani migliore. Sono stanca di impegnarmi continuamente per non avere risultati. Mi sono arresa all’evidenza,un posto nel mondo per me non cè, mi devo accontentare degli spazietti che lasciano gli altri. Mi sento fallita, mi sembra di avere sprecato la mia vita. Non so come facciano certe domme\uomini  a stare a casa e farsi mantenere dal marito\compagna a sentirsi appagati, io non sono così,non voglio dipendere da nessuno, voglio sapere che ce la posso fare anche da sola.

Non credevo che l’eliminazione dei merdosissimi Voucher potessero gettarmi nello sconforto totale. Grazie sindacati di avermi spento quel barlume di speranza che mi restava, grazie per aver reso la mia vita peggiore di quel che già era. Perchè quei pezzetti di carta almeno mi davano la speranza, la forza di cercare un lavoro vero, di costruirmi un futuro migliore, mentre ora un vedo solo un domani buoio, vuoto.

Volevo andare a convivere con la persona che amo e che è in grado di rendermi felice , ma ora anche quella possibilità ora si è estinta, mi devo rassegnare,sono una bambocciona di 30 anni che vive a casa dei suoi, una casa che gli stà stretta. Mi dicono non buttarti giù, verranno tempi migliori, io vorrei sapere quando? è da tutta la vita che faccio sacrifici e rinunce per un futuro che non ci sarà. Ma è facile dire si felice, o elargire i propri consigli non richiesti , mandandomi a portare curriculum quà e là, tutti tentativi inutili che mi hanno logorato sempre più, tutte porte sbattute in faccia. Sono esausta, consumata,non ho più la luce negli occhi, lo specchio riflette un immagine di un automa, un numero, un corpo senz’anima.

E andiamo avanti così, senza sperare n un futuro migliore perchè nella mia vita non è previsto. Seguiamo il flusso del tempo che passa e rassegnamoci.

Scusate per sto pippone,  ma avevo bisogno di sfogarmi, e di farlo nel mio mondo segreto, di vuotare lo stomaco e la testa, con gli occhi gonfi e stanchi… in fondo non mi devo scusare con voi questo è il mio modo, il mio spazio, voi siete gli ospiti, ben accetti ma ospiti.