Ironia o bullismo?

Su Facebook ci sono sempre più gruppi dedicati all’ironia, sono ricchi di follower, e di commentatori. Alcuni gruppi li seguivo anche io, li trovavo divertenti, fino a quando non mi sono fermata a riflettere, e mi sono resa conto che prendevano in giro delle persone, spesso persone ignoranti, e mi sono chiesta: “e se al posto loro mi trovassi io?” . Molto spesso il post creato dagli autori della pagina è abbastanza neutrale, è lo screenshot di un altro post, spesso preso senza permesso in gruppi privati e non sempre gli autori sono resi oscurati. Il problema sono i commenti che seguono dei follower , spesso molto cattivi, dei veri e propri attacchi personali.

Un esempio lo abbiamo nel famoso video diventato virale, in cui una direttrice di banca assieme ai suoi impiegati ha girato un video promozionale per un concorso interno. Ok il video era girato davvero male, e anche gli impiegati non credo faranno mai ne gli attori ne i cantanti. Quel video ha fatto molto ridere anche me, e l’ho commentato con qualche battuta assieme agli amici, ma è finita lì , invece pare che qualcuno si sia scatenato tirando furi tutte le sue frustrazioni. In molti sono arrivati a scrivere in privato o direttamente sul profilo di quella direttrice di filiale. Pare gli siano arrivate anche minacce.

Recentemente ho espresso i miei pensieri in pubblico sulla mia bacheca di fb (cosa che non faccio quasi mai) quello che mi ha lascitao senza parole è che più di qualcuno sostiene non sia bullismo ma ironia , che l’ironia non deve piacere per forza. Io non son d’accordo per me è comunque una forma di bullismo.

Voi cosa ne pensate? Spero questo post possa farvi fermare e riflettere e in futuro pensarci prima di commentare ironicamente, perchè potreste esserci voi al posto di quelli presi di mira.

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Il profilattico è un tabù

Oggi voglio parlare dei profilattici, si avete letto bene. Io non amo parlare di sesso perchè è un argomento che mi piace possa restare privato, intimo, qualcosa che appartiene solo a noi stessi e, talvolta al proprio partner ma, questa volta voglio affrontare l’argomento contracezzione perchè credo sia un pò troppo spesso un tabù anche se questo significa espormi.

Di sesso se ne parla spesso , sento molti uomini ma anche donne vantarsi delle proprie performans, la tv e la pubblicità ci offre continuamente imput sessuali e immagini di nudo e pornogravia anche negli orari più sensibili, però mai nessuno parla di contracezione.

Quando andavo in terza media ricordo che seguimmo durante gli orari scolastci un corso di educazione sessuale, io l’ho ripetuto (sono stata bocciata e ho fatto due volte la terza, ma questa è un altra storia), ricordo che in entrambe le classi c’era genitori che si erano opposti, che non volevano che i figli facessero un corso inutile anzichè studiare con il rischio di metterli sulla strada della perdizione. La cosa assurda che ricordo, sopratutto per quel che riguarda i miei compagni di classe maschi era l’ignoranza in questo argomento, erano tutti pronti a farsi vedere esperti ma poi di fronte a domande semplici come cosa sono le mestruazioni entravano in crisi, mentre noi femminucce eravamo un pochino più esperte di loro anche per quel che riguardava l’apparato genitale maschile. Mia mamma non ha mai avuto argomenti tabù, mi ha parlato di contracezione e di prevenzione di malattie ma pare che in molte altre famiglie questo compito nessuno se lo assume.

I film non aiutano a spingerci a usare i profilattici, nessuno li usa, troppo poco romantici, potrebbero rovinare l’atmosfera, peccato che tutti facciano sesso con un perfetto sconosciuto (o con più) senza usare profilattici con nessuno, e raramente si parla di malattie, nei film il peggio chè può succedere se non si usa il profilattico è restare incinta. Credo che se fossimo più abituati a vedere il gesto di prendere il profilattico prima di un rapporto o di chiederlo verrebbe più automatico usarlo, anche per i più giovani.

Sia chiaro non sono ipocondriaca, e anche io talvolta ho sbagliato e non l’ho usato, è anche vero che non ho rapporti occasionali , e non sono andata a letto con una squadra di calcio intera, tre storie ho avuto e solo con loro ho avuto rapporti, però è anche vero che non ho mai preteso esami del sangue sbagliando , un pò perchè è difficile farlo all’inizio quando non c’è una certa confidenza e poi lo diventa ancora di più perchè sembra che non ti fidi della persona. Però io mi sono sempre controllata, al termine delle mi eprecedenti storie ho fatto gli esami specifici del sangue, volevo essere tranquilla.

Il profilattico è senzadubbio antipatico e non piacevole, ammetto che non sempre è facile averli, perchè nel portafoglio non li puoi consrrvare (perchè con lo sfregamento si potrebbero rompere) in auto neppure (perchè ci sono gli sbalzi di temperatura) , io in borsa ne ho sempre uno ma che periodicamente butto e sostituisco perchè in effetti anche lì subisce maltrattamenti (sbalzi di temperatura, urti…). Ringrazio di essere donna perchè in effetti mi imbarazza acquistarli, ed è sbagliato, dovremmo vantarci di utilizzarli non vergognarci. Ammetto anche che non sia bello usarlo, per quanto vantino di aver inventato profilattici, anatomici, stimolanti, ultrasottili si sentono, non è come non avrlo, però può servire per salvarci la vita. Anche nel sesso orale non è che sia divertente usarli, anche se li hanno inventati aromatizzati.

Parlando con le persone sento molti dire ma prendo la pillola non resto incinta, è vdero, ma stai andando a letto con uno sconosciuto, o con uno che ha rapporti con altre donne oltre che con te. Mi stupisco sempre quando i giovani usino iol coito interrotto anche per non restare incinta, ragazzi non è efficace, conosco più di qualche donna che è rimasta incinta, altre a qui non è successo, ma perchè rischiare?

Spero questo post possa essere servito a far riflettere qualcuno, spero che anche un solo genitore decida di fare un discorsetto ai propri figli, spero davvero che un giorno il profilattico non sia più un tabù.

Cosa ne pensate?

Il potere dei preconcetti

Martedì 17 marzo 2015 dal mio vecchio blog

Nella vita spesso ci facciamo dei preconcetti, “ah io non lo farò mai”, “quelli che fanno così sbagliano”,”hai visto quello, ha lasciato la moglie nonostante i figli.”  Sarà capitato sicuramente a tutti di criticare una persona o una situazione, sono umana quindi anche a me…
Ero pronta a dire “io non lo farò mai”, fino a quando non mi ci sono ritrovata anche io in quella situazione, e non era come sembrava vista da fuori, ti ritrovi a dover fare delle scelte che condizioneranno il resto della vita. Ho imparato che fino a quando non ci si trova non si può giudicare, e anche allora e meglio stare zitti e pensare a se stessi…

I preconcetti ci condizionano anche nelle cose più banali.
La settimana scorsa una persona mi ha chiesto se per favore potevo andare a prenderle un pacchetto di sigarette.
Parto con i 5€ in mano continuando a ripetermi nella mente il nome delle sigarette, non fumando, mi  diventava difficile pure ricordarmi la marca, arrivo dal giornalaio e mi accorgo di provare vergogna e così con un filo di voce pronuncio il nome delle sigarette e quello ovviamente non capisce e me lo fa ripetere, mi guardo intorno per paura che qualcuno che conosco possa sentire. Il giornalaio, esorta con un “noi non vendiamo sigarette” così arrampico sugli specchi, “bhe non sono per me, mi hanno chiesto di venire a prenderle” il giornalaio mi guarda perplesso e mi indica al di là della strada il tabaccaio, ringrazio e saluto. Dal tabaccaio mi ritrovo di fronte a un ragazzo più giovane di me e così mi sento pure in colpa perchè potrei influenzarlo negativamente, e quando tocca a me non ricordo più il nome delle sigarette… momento di panico, guardo il ragazzo con faccia smarrita, e quello ricambia il mio sguardo con espressione impaziente, dietro di me ci sono altre persone che attendono, poi, finalmente me lo ricordo! pago ed esco in fretta e a testa bassa.

A mente fredda ci ho ripensato, non è da me, io non sono timida, sono abituata a parlare con le persone, sono adulta , ho il permesso di fumare se ne ho voglia… e allora cosa mi è successo? perchè mi sono vergognata così? semplice, colpa dei preconcetti! è una vita che mi sento ripetere “non fumare”, “il fumo fa male”, “fumare è da stupidi”, ed un sacco di altre frasi fatte, per non parlare poi di tutto il mobbing fatto da mia mamma per tenermi lontano da questo vizio. Comunque non pensiate mi stia venendo in mente di incominciare a fumare, non è salutare ed è unospreco di denaro. 

Ecco quanto mi ha condizionato un preconcetto in una situazione così banale, figuriamoci quanto ci facciamo condizionare tutti i giorni e in situazioni più “importanti” e finiamo per giudicare negativamente qualcuno.

 

L’importanza delle parole

Questa sera mentre tornavo da una serata in cui ero andata a ballare con il mo moroso abbiamo cominciato a discutere. Non ho mai capito la ragione, ma molto spesso durante i viaggi in auto di rientro da qualche serata finiamo per affrontare discorsi troppo impegnativi per la tarda ora.

Questa volta la discussione è partita tutta da un post di facebook del “Il Signor Distruggere” , per chi non lo conoscesse è un blogger che si definisce “Trentenne ironico, acido e perfido.” Nella sua pagina facebook, si diverte spesso a ironizzare e prendere in giro, mamma estremiste e talvolta ignoranti , diciamo quella categoria di “mamme pericolose” per i propri pargoli e per la società. Il post in questione era questo
Per chi non avesse fb:

[…] Ciao mamme e future mamme ho 21 anni già sono mamma di una principessa di quasi 6 anni da due anni cerchiamo la cocogna il mese scorso dopo 9 giorni di ritardo macchie e venne il ciclo andai dalla mia ginecologa e mi fece la visita e mi disse che era tutto apposto e mi doveva stimolare mi diede le vitamine ovule e antibiotici che ho preso poi mi diede altre tipo di pillole e una siringa da fare il primo giorno del ciclo il ciclo doveva presentarsi il 3 ottobre ma ad oggi ancora nnt stamattina ho voluto fare il test ma nnt negativo ho solo un po’ il seno intolensito e ogni tanto un dolore al basso ventre la ginecologa km ha detto che devo astrettare lunedì la beta altrimenti mi stimola a qualcuna di voi è capitato il test negativo e la beta positiva io spero che ho beccato la cicogna perché è il mio desiderio più grande grazie è scusate il discorso lungo

Il testo citato è quello originale, non ho fatto nessuna modifica se non eliminato una piccola parte iniziale. Come potete notare, la domanda di questa ragazza è posta decisamente male, ha una punteggiatura inesistente, ed è ricca di errori ortografici. Ovviamente al testo citato sono seguiti una marea di commenti, alcuni esilaranti , puntati a criticare esclusivamente la frase per come scritta, ma altri decisamente più cattivi che riguardano la vita privata e la persona stessa che ha scritto il post come questo:

Cara mamma, anziché farti ingravidare da minorenne, avresti fatto meglio a concludere almeno le scuole medie. Sei più analfabeta di zio Michele di Avetrana, porca merda.

che io ho trovato assolutamente cattivi e inadeguati.

Tornando al motivo del post, io mi sono indignata a leggere certi commenti, e il mio moroso sosteneva che mi sentissi così perchè per qualche strana ragione mi stava simpatica quella ragazza quindi in qualche modo cercavo di difenderla. In realtà ho cercato di fargli capire che un post pieno di errori lo avrei potuto scrivere pure io, che di errori ne faccio, e bastava solo applicarsi un attimo per capire il senso del messaggio, (sempre che uno sappia cosa sono le beta e gli ovuli). Il mio moroso sosteneva che io non faccio così tanti errori  e comunque non avrebbe dovuto scrivere delle cose personali seppur in forma anonima nel web.

Prima di proseguire con il post, vorrei dire che io e IMM (Il Mio Moroso) andiamo d’accorto e cogliamo spesso l’occasione per confrontarci e aprire le nostre menti, che non sono liti vere e proprie.

Quello  che mi ha fatto alterare è che la gente si trasforma in un leone da tastiera e spari sentenze cattive, senza essere un pò empatici, senza provare a capire l’altro. Da quì il discorso è continuato colpendo vari argomenti, mentre cercavo di far capire quanto facilmente possiamo ferire qualcuno e influenzarlo (sia in maniera negativa che positiva). Secondo me è molto importante dosare le parole anche se spesso molto difficile. Se io ad esempio dico : non sono MAI andata a Roma,  non c’è nulla di male o strano , se invece dico : Non andrei MAI a vivere a Roma è uno sbaglio, perchè non posso sapere cosa mi aspetta il futuro, e lo stesso ragionamento lo si può applicare per argomentare nostri pensieri ad esempio dire : chi abbandona (o da via) un cane merita la morte, lo trovo un commento inutile e cattivo, per quanto io sia contraria ad abbandonare un cane e penso ci dovrebbero essere pene più severe per chi lo fa, però ci potrebbero essere delle ragioni valide per cercare una nuova casa al cane in questione, ad esempio è di una persona anziana che deve trasferirsi in casa di riposo, e non ha parenti che possano adottarlo.

Concludo vista la tarda ora senza dilungarmi troppo, che dovremmo sempre bloccarci prima di sparare una sentenza o commentare un post e valutare il modo più diplomatico per farlo in modo costruttivo anzichè distruttivo, inoltre dovremmo provare ad immedesimarci nel altro. Importante è anche cercare di fare affermazioni ponderate, sopratutto se in qualche modo rischiamo di influenzare gli altri, di farlo in positivo e non in negativo.

P.s. spero di non aver fatto troppi errori di ortografia e di non essere finita scherno di qualche battutaccia.

 

 

#noHalloween

Su facebook una mia conoscente ha contiviso un post della pagina Papa Francesco, “dedicato” ad Halloween. Premesso che non so con certezza da chi sia gestita la pagina, ma presumo non sia quella ufficiale non avendo “la spunta blù” e di pagine a lui dedicate se ne contano moltissime. Il post in questione è questo:

 

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Questo è lo screen fatto con il mio cellulare, ho rimosso solo il nome della persona che lo aveva condiviso per non avere problemi di privacy.

La cosa che mi lascia stupefatta è che

-7,8mila hanno messo “mi piace”

-424 hanno messo il cuoricino

-95 la faccia che ride

-6 la faccia arrabbiata

-la faccia che piange

Quindi la maggior parte si trova d’accordo con il post…

Vorrei precisare che la festa di Halloween ha origini più antiche rispetto a quella di ognisanti, quindi teoricamente è stato il protestantesimo a “rubare” il posto sul calendario ad Halloween, ci sono varie teorie sul origine della festività, per documentarci vi consiglio di andare a sbirciare su wikipedia

Secondo alcune confessioni Cristiane Halloween è legato alla stregoneria, alla magia e al satnismo, però pare che la tradizione di mascherarsi risalga al medioevo, in cui la genete povera andava il 1°novembre porta a porta a chiedere cibo in cambio di preghiere per i defunti.

Non vi dico le polemiche che si sono scatenate in quel post, alcune persone hanno cercato di spiegare in maniera pacata che le origini e il significato sono ben diversi da quello che loro sostengono ma senza ottenere ascolto. A me fanno un pò pena i figli delle persone così ottuse (e non parlo solo di religione) che vogliono vedere il male e lo sbagliato ovunque. Personalemte festeggio anche tradizioni non italiane, come appunto Halloween, e il 4 Luglio. Non ho trovato queste festività un occasione per ubriacarsi o fare danni, non più di un qualsiasi sabato sera, anzi proprio perchè ci sono maggiori controlli le persone si “contengono”.

Non credo che divertirsi e fare festa siano mal visti dalla religione, o che faccia male a qualcuno e credo che sopratutto in questi periodi ci sia bisogno di sdrammatizzare la difficile realtà di tutti i giorni. In tutta onestà trovo più ipocrito sposarsi in chiesa se non si è realmente credenti (ma solo di facciata), o il modo consumistico di festeggiare il Natale, di cui si è perso ogni significato, ormai si bada più all’apparenza, ai regali che allo stare in famiglia e con le persone a cui si vuole bene.

 

Oggi odio i genitori che…

Odio i genitori che portano i loro pargoli strillanti nei ristoranti e li lasciano correre tra i tavolo e gridare, se non sapete gestirli non portateli, restate a casa, anadate nei fast food, i bambini saranno più felici e circondati da loro simili, ma state alla larga dai ristoranti, sopratutto di un certo tipo. Se poi i figli si mettono a brontolare con la cameriera perchè hanno fame, bloccateli, è inrispettoso verso chi lavora, sopratutto se nel ristorante in questione vengono cotti piatti al momento (e non sono cibi riscaldati in forno a micronde). Odio i genitiri che davanti al figlio che commenta la pietanza portatagli con un “che schifo” o con un “che merda”, fanno finta di nulla, e anzi giustificano i figli. I bamnini devono imparare a rispettare gli adulti, anche se non parenti, sarebbe bene che imparassero a dare del lei e a salutare educatamente  e rispondere quando interpellati.

Odio i genitori che portano i figli nel bosco senza insegnarli a ripettarlo ,  e lasciano strappare piante, rami, disturbare e uccidere insetti e animali, striillare nel silenzio del sottobosco.

Odio i genitori che portano i figli in posti non adatti a loro. Recentemente sono andata a visitare un museo (in un apertura straordinaria con guida) ed erano presenti anche alcune famiglie con bimbi piccoli che ovviamente si sono annoiati a morte, e hanno trovato ogni scusa per giocare, compreso toccare gli oggetti esposti, mettersi a gridare e parlare a voce molto alta, rincorresi , disturbando la visita agli altri dopo che avevano pagato un biglietto non proprio economico. I vostri figli è giusto che imparino fin da piccoli ad aprezzare, arte, storia, cultura ecc ma portateli in posti a misura per loro, un pò ovunque hanno creato gli “immaginari scentifici” dei musei interattivi davvero interessanti e non solo per i più piccoli.

Odio i genitori che permettono ai loro figli di trattare gli animali come giocattoli. Mi sono recata in un cat caffè e i bambini a tutti i costi dovevano manipolare i gatti, prenderli in braccio, starppazzarli, ovviamente per tutta risposta i mici quando vedono entrare bambini vanno a rifugiarsi in alto, penalizzando anche tutti gli adulti che avrebbero piacere di leggere un libro e sorseggiare una bevanda in tranquillità godendo la compagnia felina, e invece si trovano costretti a faticare a parlare perchè sovrastati dagli strilli dei bambini, che corrono pericolosamente tra i tavoli. Odio vedere cani strattonati a guinzaglio dai bambini, odio vedere gli animali presi in braccio malamente, strappazzati e maltrattati. Cari genitori gli animali non sono giocattoli per tenere buoni i vostri viziati figli, se non siete disposti ad occuparvi di un animale, di investire tempo e denaro per tenerli egreggiamente, di educare i vostri figli nel rispetto degli animali e della natura non prendetene.

Odio vetere i genitori che non insegnano l’educazione civica ai propri figli, che attraversano la strada lontano dalle strisce, fumano in loroi presenza, che fanno finta di non vedere che il proprio infante ha buttato una carta a terra, quelli sono i futuri adulti. Se non gettate delle fondamenta solide non lamentatevi poi se vostro figlio verrà bocciato, sarà un nulla facente, un tossicodipendente, un delinquente… (anche dai genitori migliori possono nascere dei figli pessimi, ma almeno provateci a farli diventare bravi adulti).

Odio tutti quegli adulti che pur di far stare zitti i bambini gli concedono tutto, cari genitori, se volete dei figli sappiate che dovete fare sacrifici, molti sacrifici, dovete imparare a fare rinunce, molte rinunce, anche se siete stanchi, nervosi, arrabbiati dovete mettere da parte le vostre emozioni negative e fare  i bravi genitori .

Odio quei genitori che fanno un figlio perchè hanno raggiunto l’età, perchè la coppia è in crisi e devono risaldare un rapporto, perchè lo fanno tutti e mancano solo loro, perchè glielo hanno chiesto i suoceri… Odio quelle persone che fanno un figlio perchè non usano contraccettivi (non parlo di chi purtroppo la contracezione fallisce, ma di chi “tanto è solo una volta, che vuoi che succeda”. Odio chi fa un figlio perchè ne sente il desiderio senza valutare se ha le possibilità e le qualità per fare il genitore.

Odio quei genitori che pur di continuare a fare la loro vita spediscono i figli come pacchi tra parenti e baby sitter (ovviamente non parlo di chi si prende una serata libera ogni tanto ma di chi lo fa abitualmente). Da noi c’è anche il detto “chi se li è fatti, se li tenga” (l’ho tradotto in italiano per comodità).

Odio quei genitori che per farstar buoni i figli li piazzano di fronte alla tecnologia.

Odio quei genitori che passano tutto il tempo ha vantarsi di quanto bravi e belli siano i loro figli di 48 mesi ,( mica sono una forma di parmigiano, di 4 anni), che poi mica è un bambino eccezzionale perchè a 4 anni ha imparato una canzoncina a memoria. Odio quei genitori che non fanno altro che parlare della pupù dei propri figli, dei rigurgitini, lo volete capire che fa schifo e agli altri non importa? So che voui li guardate con gli occhi del amore, ma a tutto c’è un limite.

 

La dura vita dell’essere bambini di oggi.

Ho raccontato molte volte che non voglio figli e le mie ragioni , nonostante questo mi ritrovo spesso a parlare di bambini.  Non sono una che prova tenerezza nel guardare i figli degli altri , ne il desiderio di coccolarli e giocarci assieme, tranne quando hanno qualche gioco figo, in quel caso uso i bambini come scusa per poterci giocare io. :-p

Frequento il mondo degli adulti, un mondo fatto di mille contrapposizioni, di incongruità, di egoismo, di facciata e questo mondo dovrebbe fondersi con quello più pulito del infanzia in una linea continua, in fondo è questo che facciamo: nasciamo e attraversiamo le diverse fasi della vita fino attraverso l’infanzia, l’adolescenza l’età adulta e si spera fino all’anzianità. Probabilmente però gli adulti si sono dimenticati cosa significhi essere bambini e adolescenti , di quanto difficili e delicate possano essere queste fasi .

Questo post nasce da un fatto accaduto recentemente, delle persone a me abbastanza vicine si stanno separando, non entrerò nel merito di quali siano le loro ragioni, le loro colpe, sicuramente l’errore più grande è stato mettere al mondo dei figli e sposarsi senza averci riflettuto a lungo, ma essersi fatti prendere dal entusiasmo e dalle emozioni senza pensare alle probabili conseguenze . L’errore di sperare che andrà tutto bene non va commesso se rischiamo di ferire qualcuno, sopratutto se quel qualcuno è un bambino. So cosa state pensando “se tutti ragionassero come te non si farebbero più figli”,  presumibilmente se ne farebbero di meno, però probabilmente ci sarebbero più bambini felici che un giorno diventerebbero adulti equilibrati. Io non sono nessuno per dirvi che non dovete fare figli, ma vorrei far riflettere, mi piacerebbe riuscire a far capire anche a una sola persona che diventare genitori significa mettere le esigenze dei propri figli davanti alle proprie.

Tornando alla coppia che si sta separando a preoccuparmi non è il fatto che si stiano lasciando ma il modo in cui lo stiano facendo. Un anno fa hanno deciso che la loro storia era finita, ma hanno deciso di continuare a vivere assieme per il bene dei bambini, questo genere di cose non le ho mai capite, non vivendo più come coppia, si finisce per far vivere i figli n una realtà anafettiva. I bambini che crescono in un ambiente in cui i genitori non si amano, non si cercano, non si coccolano e spesso non si rispettano e litigano spesso come potranno costruire relazioni sane in futuro? Io ho avuto l’esempio con il mio primo moroso, assistevo alle liti dei sui che erano separati in casa da moltissimi anni, io mi affliggevo perchè mi dispiaceva e temevo ci soffrisse e invece quando glene parlavo ottenevo una persona che faceva spallucce e cambiava discorso. Negli anni in cui siamo stati assieme ho potuto notare alcuni suoi comportamenti particolari, come la sua incapacità di trovare compromessi, o di venirmi incontro, lui mi cercava richiedeva la mia presenza ma dava per scontato che dovessi essere io a dover andare sempre da lui a fare le rinunce è come se non avesse ricevuto gli esempi di cosa significa vivere in una coppia e formare una famiglia. Recentemente il mio ex ha perso entrambi i genitori e nonostante fosse una persona che non esprime i propri sentimenti mi ha confessato che quando ci siamo lasciati ha sofferto oltre che per la fine del nostro rapporto anche per aver perso lo spirito famigliare (che seppur al epoca mi scontrassi molto con mia madre) che si respirava a casa mia.

Tornando alla coppia che si sta separando, la cosa che mi ha lasciata più sgomenta è stata che diano per scontato che i bambini la prenderanno bene e che stiano capendo cosa stà avvenendo. Alle mie domande su cosa sanno i bambini riguardo alla questione separazione e su cosa dovrei rispondere in caso mi interroghino perchè spesso i bambini lo fanno, fanno domande alle persone vicine per vedere se daranno una versione dei fatti diversa (io l’avevo fatta in proposito alla domanda “come nasciamo?” non restando convinta della spiegazione non molto dettagliata di mia mamma andai da mia nonna che mi rispose “ti ha portato la cicogna” ovviamente capii che una delle due o entrambe mi mentirono) la coppia mi ha risposto, “i bambini sanno tutto, e hanno capito” ecco il dubbio ora mi sorge, ma cosa ne sanno loro di psicologia infantile? perchè non si sono rivolti a uno psicologo? come si può pensare che dei bambini in età prescolare capiscano che presto non vivranno più con entrambi i genitori nella loro casa?

Ci sono anche le mamme della nuova filosofia che cercano di tutelare al massimo i figli scegliendo lo svezzamento naturale, vincolando parenti e amici a diete ed orari, che utilizzano le fasce per tenere il contatto costante con i figli, che seguono la filosofia Montessori, che allattano fino ai 5 anni… documentano studiano, leggono, si confrontano ma vivono realmente il proprio figlio? Per quanto positiva possa essere questa filosofia trovo che alcune si concentrino troppo nel seguirla senza invece godersi la spontaneità dei momenti con il proprio figlio, si preoccupano se il loro figlio non riesce a riconoscere i colori come fanno i figli delle altre iscritte al gruppo WhatsApp o Facebook del momento o se non mettono il primo dentino o se lo mettono troppo presto… e rendono partecipe il resto del mondo con post dedicati alla consistenza della pupù dei propri pargoli…

Mamme e papà ho un messaggio per voi, godetevi i momenti con i vostri figli perchè non torneranno, cercate tutti i giorni di fare del vostro meglio ma non stressateli troppo sti bambini, ricordatevi che sono la cosa più importante delle vostra vita e fate di tutto per non rovinargli il  futuro, lasciateli essere loro stessi… se non siete pronti a fare sacrifici, non fate figli, godetevi la vita senza rimpianti e pensate alle conseguenze dei vostri gesti.

L’odore delle città

Fin da quando ero bambina notavo che i paesi e le case avevano un odore diverso , avevo un pò una “fissa” per gli odori. Prima di mangiare qualcosa dovevo annusarla, inoltre avevo associato un determinato odore a una situazione, a un luogo, a una persona. Il profumo della crema per le mani che usava mia mamma mi metteva ansia, ricordo che se la spalmava la sera mentre veniva in camera mia quando non volevo dormire, sul mio letto, io facevo i capricci e lei mi rimproverava, talvolta mettendomi in punizione “domani niente tv” mi diceva, oppure “domani leggi 10 pagine del libro di favole”. Tutt’ora quando sento quel profumo intenso mi sale l’ansia, per me era già una punizione starmene a letto, anche se con gli anni ho capito che non era giusto per nessuno che io restassi nel lettone.

Ricordo una signora molto anziana che andavo a trovare con i miei nonni, mi dicevano di chiamarla zia, in realtà era la zia di mio nonno, praticamente una zia di 3°, aveva i baffi, non una leggera peluria ma dei baffetti irsuti e bianchi; Mi obbligavano a baciarla , detestavo quel momento, avrei voluto poterla salutare soltanto senza avere contatti con lei . La “zia” mi stringeva tra le braccia e mi stampava un bacio umido sulla guancia, pulirsi il viso con la manica era vietato “è un gesto di maleducazione, non si fa” mi diceva mia nonna, i suoi baffi pungevano terribilmente il mio viso, e il suo abbraccio mi stritolava bloccandomi le braccia contro il busto. Sentivo distintamente l’odore della naftalina, non ho mai capito il perchè usasse così tanta naftalina. Tutt’ora odio i baci e la naftalina, se posso evito il contatto con le persone, non capisco perchè bisogna baciarsi per scambiarsi gli auguri e salutarsi. Appena finito il giro di saluti ero libera, mi fiondavo in giardino e tenevo compagnia al loro cane un buonissimo e affettuoso setter irlandese, ricordo ancora il suo setoso manto rosso, e mia nonna terrorizzata che gridava perchè il cagnolone contento di vedermi mi saltava addosso facendomi cadere.

Ricordo che da bambina mi portavano al mare sempre nella solita località, e per raggiungerla passavamo per un paese attraversato da un fiume, quel paese dicevo che sapeva di mare. In realtà dalla località balneare distava ben 20 km, ma per me era come stare in vacanza, sognavo di viverci, di poter avere una barchetta a remi sul argine del fiume appena fuori la porta di casa, sognavo di remare e attraversare i il paese e di lasciarmi guidare dalla corrente fino a raggiungere la spiaggia. Quel sogno anni dopo si è realizzato, in quel paese ci sono davvero andata a vivere, anzi convivere, il mio ex (l’idiota) era proprio di quel paese. Non abitavamo vicino al fiume, ma lo raggiungevo quasi tutti i giorni, mi piaceva passeggiare lungo l’argine, l’aria era sempre più tiepida  e mi regalava la sensazione di essere in vacanza tutto l’anno proprio come quando ero piccina. Mi faceva rasserenare e mi metteva di buon umore passeggiare accompagnata dal rumore del’acqua che scorreva lenta anche quando uscivo a camminare in piena notte dopo una litigata furibonda con il mio ex o durante le passeggiate pomeridiane in compagnia del mio cane .

Il mese scorso, ho fatto una mini vacanza in toscana (ve ne ho parlato QUI’) abbiamo scelto di alloggiare in una fattoria, al nostro arrivo siamo stati accolti dal profumo di fieno, esplorando la proprietà si potevano percepire vari odori, quello di cloro proveniente dalla piscina e  quello degli animali ospitati che non trovo sgradevole. La “poop” dei cavalli per me non è puzzolente, mentre i maiali li trovo piuttosto “piccanti”, emanano un olezzo che penetra nelle narici e impregna i vestiti. Durante la vacanza abbiamo visitato un sacco di paesini dalle profumazioni diverse, che variavano a seconda delle coltivazioni presenti. L’aroma onnipresente era il fieno vista l’enorme quantità d campi secchi.

La visita a Firenze è invece stata contrassegnata dalla puzza, sicuramente il caldo e i turisti sudati non hanno migliorato la situazione. I cestini dei rifiuti erano quasi tutti pieni fino all’orlo, e i tombini rendevano l’aria sgradevole. Per fortuna nei ristorante c’era un buon profumo e quello che ricorderò più a lungo è il tartufo, ho amato i pici con il tartufo.

Abbiamo fatto una tappa a Ferrara, questa città ci ha sorpreso, profuma, sa di pulito. non so la ragione , forse i negozianti tengono lavati i marciapiedi, forse il comune provvedere a mantenere un livello alto di pulizia, forse era l’interno dei negozi a profumare e impregnare la città.

 

Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)

Questione di ex

Quando dopo anni incontri il tuo ex (soprannominato l’idiota) e ti accorgi che ti lascia indifferente, che non ti fa più neppure rabbia … sono soddisfazioni! Facevo solo attenzione di non averlo vicino perché di parlarci non avevo proprio intenzione, non è una persona con cui farei i discorsi di facciata. Non ci siamo neppure salutati, un paio di volte mi è passato a fianco ma io l’ho scansato continuando a parlare con i miei amici e divertendomi assieme a loro. Non sono capace di fingere cortesia. Mi ha fatto piacere fosse da solo, senza figlio e moglie, mi ha fatto piacere non avesse potuto indicarmi a loro… Purtroppo amici in comune ne abbiamo ancora quindi l’ho trovato a parlare con loro, spero solo non di me, non voglio essere evitata ancora da amici perché lui sparla di me è gli altri gli credono… ora spero ricominci a stare lontano da quello che è diventato solo il mio mondo.

Ps. È una soddisfazione vedere che è ingrassato molto, trascurato, e che ha appeso al chiodo la sua amata moto perché ha una famiglia, mentre io ho potuto vantare le mie gambe definite e muscolose (grazie sport) sotto un paio di short, con le trecce ordinate è un trucco intatto nonostante il caldo!