Rubrica librosa: Il giardino dei fiori segreti.

Quando leggo le recensioni degli altri blogger li trovo tutti super entusiasti dei libri che hanno letto, quasi tutte le recensioni sono positive, mi sorge il dubbio che ne traggano qualche guadagno a fare questo genere di recensione (parlo in particolare delle blogger che recensiscono libri “rosa”) come ad esempio qualche sorta di collaborazione o libri in omaggio… oppure sono io ad essere di gusti molto molto difficili e non riesco ad apprezzare quanto dovrei i romanzi che scelgo di leggere.

Oggi vi parlerò del ultimo libro che ho letto (l’ho terminato ieri mattina): “Il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni pubblicato da Garzanti Libri, 2016 (360 pagine) questa è la trama:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa. Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, deve salvaguardare la sopravvivenza del giardino e capire il suo grande potere: quello di curare l’anima.

Ho deciso di leggere questo libro perchè non parla della solita storia d’amore, anche se ha la sua dose di romanticismo , mi ha colpito che in un romanzo rosa l’autrice sia riuscita ad inserirci anche anche una dose di mistero. Per quanto un pò come in tutti i romanzi rosa il finale sia intuibile fin dal’inizio, c’è una parte di misteri che rendono piacevole la lettura e fa provare il desiderio di andare avanti con la lettura per scoprire come evolveranno. E’ un libro piacevole che si legge abbastanza in fretta nonostante le dimensioni (io l’ho letto in poco più di una settimana). Quello che non mi è piaciuto sono le descrizione dei paesaggi e dei fiori, talvolta troppo lunghi e non essenziali che a parer mio rallentano la lettura. Non ho apprezzato neppure le pagine scritte in corsivo che parlano dell’antenata delle sorelle Donati, Bianca.

Lo consiglio a chi ama i romanzi rosa e si è un pò stufato delle solite storie d’amore, per essere un romanzo italiano l’ho trovato sopra la media, è il classico libro che si presta bene alla lettura sotto l’ombrellone o prima di andare la letto, ma non aspettatevi una storia che ricorderete per sempre.

Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)

Domani partooooo

Non vedo l’ora, devo ancora fare i bagagli (e oggi lavoro tutto il giorno) . Mi sento euforica come una bambina, ne sento proprio il bisogno, ben 4 notti fuori casa… parto con qualche paura (per il cane che non è troppo in forma e per un po’ di cose lasciate a metà)…

Ho bisogno di staccare, per cui non mi porto neppure il telefono, vi salutò ora, e se non mi sentirete per un po’ è questa la ragione!

No, io non piango Villaggio 

In questi giorni dopo la recente scomparsa di Villaggio sono tutti pronti a ricordarlo come un mito.

Personalmente non ho mai amato il suo genere comico, più che farmi ridere mi innervosiva il personaggio del ragionier Fantozzi, mi faceva arrabbiare la bassa considerazione che aveva per moglie e figlia…

Ma il findo lo ha toccato con il suo libro nel 2011 “Mi dichi”

 «I friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente…»

Fonte

Io non dimentico…

Strana felicità 

Ultimamente le cose non mi sono andate un granché bene, il progetto lavorativo che stavo cercando di realizzare non è andato a buon fine, il mio cane è stato male (domani ho nuovamente il veterinario, speriamo che mi dica che il problema è risolto è che non dobbiamo fare ulteriori cure o lastre e intervento ai denti). Dopo un primo sconforto sono comunque riuscita a trovare una certa felicità è a vedere il bicchiere mezzo pieno. La questione lavoro l’ho momentaneamente accantonata (non mi andava di caricarmi di stress) e sono riuscita a ritrovare la felicità . Sabato sono finalmente riuscita a trovare le scarpe che cercavo da mesi, volevo un paio di scarpe da ginnastica nere resistenti all’acqua, sembrava chiedessi chissà cosa, le scarpe da ginnastica sono solitamente in tessuto e le scarpe in pelle sono tutte con la suola bassa (e per la schiena e ginocchia non sono il massimo), avevo girato un sacco di negozi in cerca di queste scarpe, e alla fine le ho trovate alla Decathlon, ho preso anche un paio di scarpe da trekking, perché quelle vecchie erano distrutte è un cappellino per tirare con l’arco , uno di quelli che si usano per andare a pesca o a fare trekking, io non li amo… anzi non mi  piacciono poco , ma ero stufa di utilizzare bandane (che non mi proteggono gli occhi dal sole ) o capellini al contrario (con il frontino che ingombra) . 

Inoltre ho passato un fine settimana magnifico, rilassante in cui mi sono finalmente goduta il tempo (di qualità) con il mio moroso. Siamo andati a farci due belle gite, solo noi due, senza nemmeno portarci i cani (che erano a casa con i nostri genitori). 

Ieri sera ho rivisto il mio ex (il primo, quello con cui vado d’accordo) e mi ha fatto piacere vederlo bene nonostante i lutti da poco subiti , nonostante le complicanze sentimentali, mi ha fatto piacere mi parlasse apertamente (nonostante continuasse a ripetermi non sei la persona giusta per parlare di questo) è lui è uno che fatica a tirare fuori ciò che ha dentro ed aprirsi.

Non vedo l’ora di partire per le ferie, sono invasa dall’euforia anche se sono solo 4 giorni di ferie io sto vivendo l’attesa con grande entusiasmo, ne ho proprio bisogno di questa vacanza.

Ps. Oggi è la festa del indipendenza americana, e questa sera si festeggia, anche se non sono americana trovo ci siano molte ragioni per festeggiare anche le traduzioni degli altri!

Mangiare sano e diete… difficile capirci qualcosa, io ci provo ma…

Sono parecchi anni che cerco di mangiare sano e perdere peso, nei primi anni (ero ragazzina) l’ho facevo nel modo sbagliato, saltavo qualche pasto, mangiavo meno, per poi sostituire il pranzo o la cena con qualche schifezza, facevo molte passeggiate e usavo la bicicletta come mezzo principale, ovviamente da minorenni si ha un metabolismo da paura per cui bastava questo per essere in forma. Crescendo ho cominciato a fare una vita più sedentaria (causa lavoro e moroso) così ho ridotto un pò le porzioni sopratutto di pasta e pane, eliminato fritti, merendine e limitato i dolci alla sola colazione, e in effetti per i primi anni ha funzionato bene questo regime alimentare, alla fine della relazione con il mio primo moroso ho perso ulteriore peso, avevo il fisico che desideravo. Successivamente ho un pò ignorato il lato estetico e pur mangiando in maniera abbastanza sana e camminando molto non facevo attenzione alle porzioni e agli sgarri per cui nel giro di poco  ho messo su peso e il mio ex compagno (il mio secondo moroso quello soprannominato l’idiota) non mi aiutava per nulla a mantenermi in forma. Finita la convivenza mi sono guardata allo specchi non riconoscendomi più, quella non ero io, quello non era il mio corpo, non mi piacevo più. I primi due mesi ho perso quasi 5kg, ero caduta in depressione (non a causa del peso, ma di certo aver messo su chili non aiutava a farmi sentire bene) il cibo mi era nemico, non provavo più piacere a mangiare , praticamente mangiavo per sopravvivere, non avevo mai fame e detestavo il mio corpo oltre che il mio ex, in questi due mesi provavo sentimenti positivi solamente camminando, per cui macinavo km tutti i giorni. Passati i due mesi (tempo che mi ero concessa per stare “in lutto”) mi sono ripresa molto in fretta da quello stato, ho aumentato le porzioni sopratutto di frutta e verdura, e ho cominciato a correre, dato che camminare mi faceva stare tanto bene ma non avevo sempre a disposizione 2 o 3 ore per poterlo fare sperando di poter soddisfare la mia necessità di sport in questo modo. Correre è stato molto più difficile del previsto, così ho cominciato a studiare come poterlo fare meglio , ho aggiunto altri esercizi alla corsa e in tutto ho perso 9 kg, però quel leggero strato di pancetta non l’ho mai perso del tutto. Negli anni successivi, ho cercato di mantenermi attiva, di praticare sport (attualmente faccio palestra due volte la settimana, corsa una volta, tiro con l’arco una volta ogni 15 giorni, camminate 2 volte la settimana) di mangiare sano (sgarrando il fine settimana e vanificando gli sforzi fatti ) ma sta cavolo di pancetta non va via. Le ragioni per cui non riesco ad avere il fisico che vorrei sono:

  • Il vivere con i miei, loro non sono particolarmente attenti alla linea, per cui spesso è difficile mangiare sano vivendo con la mia famiglia.
  • Un altra difficoltà è il non avere sempre sufficiente tempo libero per praticare sport.
  • Purtroppo non sono molto alta quindi l’apporto calorico che dovrei assumere è basso e questo complica le cose.
  • Ma forse il problema principale è che non mi è chiaro come si dovrebbe mangiare, ogni uno dice la sua, non cè un professionista che la pensi uguale a un altro, e anche le teorie di chi ha seguito varie diete mi mettono sempre più dubbi.

Recentemente una mia conoscente è andata da un alimentarista e gli ha prescritto un sacco di integratori e cibi particolari che ovviamente vende lui. Precedentemente aveva seguito una dieta troppo restrittiva (anche questa prescritta da un dietologo) che l’ha fatta pure svenire, prima ancora si era affidata a uno di quei geni che si professano guru che le dava un sacco di polverine da sciogliere in acqua come sostitutivo del pasto. A una mia amica è stata prescritta una dieta detossinante, davvero difficile da seguire (per una persona che lavora) e per nulla economica (oltretutto pare che queste diete detox non facciano neppure bene).

Gli integratori e i sostitutivi del pasto fanno più male che bene, c’è il rischio di affaticare reni e fegato, per questo non sarebbe da prenderli con leggerezza, e invece pare che tutti li prendano di loro iniziativa e che molti medici li prescrivano con troppa leggerezza. Anche le bibite integratore in vendita nei supermercati non andrebbero consumate se non in casi in cui ce ne sia reale necessità, le persone credono che una sudata con il caldo estivo necessiti di essere reintegrata attraverso questi prodotti, e invece  sarebbe sufficiente del acqua e una macedonia di frutta , oltretutto questi prodotti hanno un apporto calorico molto elevato, per non parlare di zuccheri  e carboidrati.

Eppure sulla rete e negli studi continuano a spuntare questi personal trainer e questi coach del benessere e nutrizionisti, e pure i dietologi sembrano poco professionali a chi rivolgersi allora?

Come fare a mangiare sano senza integratori, come perdere peso senza fare diete drastiche o quantità di sport da atleti? Senza eliminare un sacco di cose (come pasta, cereali e carne)? Ci sono troppe teorie e troppo caos…