Recntemente ho letto un post che parlava di quanto il mondo dei social e del web paraddossalmente faccia comunicare di meno le persone. (Il post in questione è questo Siamo nell’età della comunicazione e non riusciamo a parlarci. di Zeus)

Questo articolo per me è stato spunto di riflessione, l’ho letto giorni fa e ci ho meditato su, è un argomento di cui sento spesso parlare forse perchè sono abituata a circondarmi (anche per ragioni lavorative) da persone non più giovanissime che vedono il mondo di Internert , da loro sconosciuto, come il regno del male assoluto, tutti che si accaniscono contro i social, per poi comunque iscriversi e usarli anzi abusarli. Spesso mi sono ritrovata a difendere la tecnologia,  devo ammettere che un pò Nerd lo sono.

Zeus fa notare come spesso ci manchino le parole , ma come dietro uno schermo diventiamo un altra persona. Su questo non posso  che essere d’accordo spessissimo sui gruppi facebook trovo persone che offendono, che tirano fuori la loro rabbia, l’aggressività, persone che sparano sentenze senza neppure conoscere la realtà, ma io sono convinta che quelle stesse persone siano così anche nella vita reale, fanno i gradassi mentre sono nel bar di paese alzando la voce e parlando male del loro ex amico o del politico di turno, diventano tutti esperti criminologi in grado di svelare chi è il colpevolo di un omicidio inrisolto. Loro sanno tutto, sono i saccenti della situazione, si travestono da trascinatori “della compagnia” di amici ma in realtà sono solo dei palloni gonfiati perchè non sanno realmente affrontare la vita, alzano tanto la voce per farsi vedere gradassi.

Io sono convinta che i social abbiano messo davanti agli occhi di tutti un problema che già da prima esisteva. Questa necessità di approvazione . Quando ero più giovane non esistevano i social, eppure ricordo che c’era la ragazzina (spesso non proprio ina) che amava apparire, che arrotolava la maglietta e la gonna per accorciarle e si divertiva a civettare con i ragazzi “facendola annusare a tutti” ma non dandola a nessuno, che andava con le sue amiche al parco sfoggiando mini costumi che lasciavano ben poco all’immaginazione, ora le nuove generazioni che hanno preso il loro posto non lo fanno più, troppo rischioso andare al parco , sopratutto perchè i parchi non sono più invasi dai giovani come un tempo ma al loro posto ora ci sono gli sportivi (che di certo non interrompono l’allenamento per ammirare queste ochette in bikini) e i clandestini che bivaccano e campeggiano ovunque, anche le mamme con i bambini orami frequentano solo alcuni parchi, altri parchi sono frequentati da badanti con vecchietti a seguito e da proprietari di cani che li portano per la sgambatura di metà giornata . Le nuove generazioni ora vanno nei locali alla moda (perchè ora nonostante la crisi la gente spende molto di più in alchol )  e sui social, fanno molto meno sforzo delle loro antecedenti, possono pure preparare gli scatti da postare con giorni di anticipo e pubblicarli  comodamente mentre sono con il pigiamone con gli orestti e le ciabatte con gli smile.

Ogni personaggio che possiamo ammirare nel mondo del web ha un antecedente senza web, quelli che postano mille foto delle loro vacanze sui social un tempo ti inviatavano a casa e ti inchiodavano al divano per delle ore a guardare le diapositive, ve le ricordate? La spunta blu di WhatsApp ai tempi degli sms era sostituita da momenti di ansia, chissà se il ragazzo che ci piaceva aveva ignorato il nostro messaggio o se ancora non aveva visto il cellulare, perchè quando le messaggistiche gratuite non esistevano io spendevo capitali in ricariche ed “sos ricarica” per poter continuare a messaggiare, e prima di avere il cellulare passavo molto tempo al telefono di casa, quando i miei non mi beccavano a spettegolare con un amica che avevo visto solo qualche ora prima.

Quelli che si trovano al bar con gli amici e restano con il cellulare in mano sono gli stessi che un tempo stavano con il quotidiano in mano (e i vecchietti lo fanno tutt’ora, se ne stanno assieme su un tavolino ma ogniuno con il proprio giornale.)

Sicuramente spesso usiamo troppo la tecnologia e i social, ma è importante non creare una dipendenza e sperlo spegnere, io durante i 4 giorni di ferie non ho mai acceso il telefono, ho usato quello del mio moroso per contattare la mia famiglia e avvisarli che ero arrivata e che andava tutto bene (nei B&B non c’è il telefono in camera), niente social, le uniche applicazioni che ho utilizzato dal telefono del mio moroso sono state quella del Tom Tom perchè non conosecvamo le strade, e Tripadvisor per capire dove andare a mangiare, le previsioni del tempo le ho guardate in tv (in quei pochi canali che prendeva). Dobbiamo solo non farci prendere la mano…e riflettere prima di postare qualcosa di intimo sui social, qualcosa sarebbe meglio rimanesse solo nostro, niente proposte di matrimonio in diretta, e foto di concerti (in cui il cantante è solo un lontano puntino)

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18 comments

  1. kikkakonekka · luglio 18

    Io penso cje senza social si possa vivere comunque benissimo, e son d’accordo con te che questo modo di socializzare in realtà restringe le vedute invece di allargarle. Ne risente anche la capacità di comunicare, dato che al 99% il linguaggio utilizzato è semplice ed i contenuti superficiali.

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    • Hadley · luglio 18

      Ma secondo me la causa non sono i social, ma l’uso che se ne fa, io ci accedo quasi tutti i giorni ma non posto molto spesso, però mi imbatto in quello che postano gli altri, se non mi piace quello che scrive qualcuno lo nascondo, in modo da vedere solo le persone e i gruppi che realmente mi interessano. Le persone che sui social pubblicano frecciatine e critiche , sono le stesse che spettegolano al panificio o dal parrucchiere. E sono gli stessi che si dimostrano superflui in mille altri modi, il social ci aiuta a capire chi è quella persona (visto l’enorme vagonata di cose non di nostro gradimento che posta) e ci fa capire come comportarci con lei… i social se impariamo ad usarli possono davvero tornarci utili

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      • kikkakonekka · luglio 18

        Io trovo utili i ‘gruppi’ (FB o WA) dove in effetti ci può essere uno scambio di informazioni produttivo.
        Non mi piace chi ne fa uso per ostentare, o anche solo fa vedere, ciò che fa/mangia/visita.

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        • Hadley · luglio 18

          Concordo, quello che intendevo dire è che quel genere di persone sarebbe così anche senza social, solo che con i social li abbiamo tutti sotto gli occhi

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  2. Zeus · luglio 18

    Grazie mille per la citazione! E ho letto con molto interesse il tuo spunto e la tua riflessione. Fuori dal web, molti dei “leoni da tastiera” sono esattamente uguali a come si presentano online, l’unica differenza rispetto a prima è che c’è una cassa di risonanza maggiore. Il web fa da amplificatore: concetti che prima veniva a conoscenza di 10 persone, adesso hanno un bacino d’utenza di migliaia di persone.
    La differenza è notevole.

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    • Hadley · luglio 18

      Esattamente, quello che intendevo è che non è il web ad aver cambiato le persone, ma ha solo dato più risalto a tutti

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      • Zeus · luglio 18

        Concordo. Un vero peccato che la cassa di risonanza funzioni, spesso, più per il “troll” che per chi ha qualcosa da dire.
        Ma penso sia fisiologico. Chi fa danni ha sempre una voce più forte.

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        • Hadley · luglio 18

          Ma infatti fb non è nato per informare o fare cultura, ma semplicemente X mettere in contatto le persone e i primi anni questi sistema ha funzionato benissimo, quando poi ci hanno visto il business lo hanno trasformato aggiungendo opzioni rendendolo il posto superficiale che è ora

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          • Zeus · luglio 18

            Non credo, sinceramente, che sia nato come un “punto d’incontro”. Mi spiego meglio: l’idea era quella di creare sì un punto d’incontro virtuale, ma anche di creare un database di indirizzi, preferenze, interessi etc etc della gente che lo frequenta per poi vendergli qualcosa. La superficialità è solo la naturale conseguenza di un “pubblico subito qualcosa, perché se no si dimenticano di me”.
            Mancare qualche giorno significa, permettimi l’esagerazione, “morire mediaticamente”.

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            • Hadley · luglio 18

              Di questo non sono certa, mi pare fosse nato come social di universitari, anche perché quando mi sono iscritta io, (l’anno dopo la sua nascita se non erro) non si poteva inserire nulla, solo data di nascita, sesso, luogo di residenza e poco altro, tant’è che noi lo avevamo fatto perché alcuni amici erano andati “in stagione” all’estero e noi lo usavamo per tenerci in contatto. Ma non c’erano status o altro , solo un immagine profilo

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              • Zeus · luglio 18

                Sai, probabilmente era nato molto semplice… ma la visione, l’idea c’era già. Non credo molto nella visione “naive” di Facebook.

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  3. Erik · agosto 2

    io ho sempre creduto che il web come altre innovazioni siano esseri neutrali, solo il nostro modo di relazionarci con essi può determinare l’effetto positivo o negativo che possono avere e per quanto di cerchi di attribuire delle responsabilità a qualcosa di astratto niente di inanimato può assumersele al posto nostro…

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    • Hadley · agosto 2

      Concordo, mi dispiace solo che ci sia così tanta gente che fa un uso inappropriato dei mezzi che ha a disposizione

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      • Erik · agosto 2

        condivido il dispiacere soltanto per quelli che vorrebbero ma magari gli manca il giusto input, la spinta per capire per provare a farne un uso diverso… per i vorrei ma non posso… purchè siano sinceri….

        se ci pensi ce ne sono molti che sono pure felici delle scelte che fanno…

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        • Hadley · agosto 2

          Spesso però sono scuse, perché volendo (se hai i social hai anche google) ci si può informare, chiedere agli altri… comunque si, molte persone sono felici di apparire, e non gli importa di sembrare/essere superficiali

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