Felicità?… dove trovarla?

Lo so dovrei dormire, è tardi e domani  e tra qualche ora mi devo alzare ma,  ho delle riflessioni che mi girano nella mente e non mi lasciano dormire.

Nel commentare un post mi sono ritrovata a cercare di capire come si faccia a essere felici. Io credo che ci siano delle persone naturalmente felici, altre che non si creano troppi problemi e prendono ciò che viene, poi c’è chi è particolarmente fortunato…ma gli altri? sono destinati a essere infelici?

Mi dicono che sono una persona pessimista, io preferisco definirmi realista, forse perchè non sono fortunata e difficilmente le cose mi vanno per il verso giusto al primo tentativo e senza “aiutino”. Prima di prendere decisioni o compiere certi gesti ci penso sempre molto su, valuto i pro e i contro e cerco sempre di trovarmi una seconda possibilità nel caso in cui le cose non vadano per il verso da me sperato.

Alla domanda Sei felice? la mia risposta è : a volte. Ho imparato a costruirmi la felicità, a cercarla nelle piccole cose e a volte ad inventarla. Se lasciassi che sia la felicità a venire da me, sarei depressa per la maggior parte del tempo e anche quando arrivassero le ragioni per essere felice finirei ad essere troppo demotivata per accoglierla…

Tutta questa premessa serviva per descrivermi brevemente , nel post in questione dicevo che talvolta bisogna obbligarsi ad essere felici, perchè non sempre abbiamo ragioni per esserlo , bisogna sforzarsi a costruirla, ad esempio obbligandoci ad uscire per fare una passeggiata con il proprio cane anche se si è molto tristi e stanchi e si preferirebbe cacciarsi sotto le coperte a guardare una trasmissione noiosa o dormire. Da quella passeggiata se presa con lo spirito giusto ne può uscire qualcosa di piacevole.

A quel punto non abbiamo più proseguito con la nostra ” discussione ” perchè quella non era la sede giusta, infondo eravamo solo ospiti in quel blog.

Ma quelle parole, a seguito di tutto il discorso mi hanno fatto fermare un attimo a riflettere ancora, e chiedermi forse sbaglio? e allora come trovare la felicità? accettare di essere condannati a una vita di infelicità se non viene naturalmente?

Io credo che la felicità come tutte le emozioni  non essendo qualcosa che si può vedere o toccare ma solo provare siano difficili spesso da gestire, da controllare, e anche da capire, e che non esista una formula magica adatta a tutti per essere felici, perchè probabilmente ogni uno ha dei metodi diversi per raggiungere la felicità, e che quindi non esistano metodi giusti o sbagliati, ma solo metodi più adatti a noi.

Vittorio se hai voglia di continuare la nostra discussione quì ne sarei lieta, ovviamente solo come scambio di opinioni (se non si era capito mi piace il confronto).

Chiunque avrà voglia di dire la sua opinione in merito sarà ben accetto.

Ora è il caso che mi obblighi ad andare a letto, e in questo caso è proprio un obbligo perchè non ne ho nessuna voglia, sono purtroppo sveglissima e mi restano ancora poche ore per poter dormire e poi mi aspetta una luuuunga e pesante giornata… Buona notte, anche se probabilmente quando leggerete questo post sarà già giorno.

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11 comments

  1. Neogrigio · novembre 18, 2016

    ti capisco benissimo

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  2. Vittorio Tatti · novembre 18, 2016

    Pure io mi ritengo un realista, sebbene tutti mi considerino un pessimista.
    Si dice che occorra essere felici per trovare la felicità ma, se fosse così facile costruirla, allora non ci sarebbe nemmeno bisogno di cercarla.
    Io non sono un tipo moderato, uno che si accontenta: sono felice solo se ho una reale ragione per esserlo, e una ragione per esserlo è afferrare con le unghie e con i denti quello che ciò più desiderio al mondo, cioè l’amore.
    In mancanza di questo, perché dovrei obbligarmi a vedere la luce anche dove è più buio?
    Per la speranza?
    Per i sogni?
    La speranza si basa si una fiducia che manca, e i sogni sono fatti per essere realizzati (altrimenti diventano illusioni); ne consegue che, dal mio punto di vista, fingere di essere felici sia il modo peggiore di tradire se stessi.
    Indossare maschere con gli altri non mi piace (e infatti non lo faccio: evito chi mi sta sulle palle e non faccio nulla per nasconderlo), ma ancora più brutto è indossarla mentre ci si guarda allo specchio.
    Con questo non dico che non si possa ricavare piacere da tante piccole cose (a me, per esempio, piace leggere, scrivere, giocare con i miei gatti, andare nelle librerie, visitare musei e via dicendo), ma sono appunto fiammelle di una candela che si consuma troppo velocemente, e questa non può e non dev’essere considerata felicità; le cose sopra elencate mi piacciono, ma sono sbiadite perché non le posso condividere con una persona da poter amare e dalla quale poter essere amato.
    Essendo estremista mi aspetto che la felicità, come tutte le altre cose, mi faccia bruciare letteralmente di passione, gioia ed entusiasmo, non che mi strappi un mezzo sorriso anemico di tanto in tanto.
    Questo, ovviamente, è solo il mio personale punto di vista.

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    • Hadley · novembre 18, 2016

      Preparati a una luuunga risposta…
      Inanzitutto ti ringrazio per avermi risposto ed aver accettato il confronto!
      Secondo me la frase “bisogna essere felici per trovare la felicità” in parte è vera, anche se c’è una dose di fortuna (chiamalo destino se preferisci) il cui il nostro modo d’agire non ha influenza, una parte invece in cui possiamo avere un ruolo, ad esempio se stiamo chiusi in casa e in noi stessi non scopriremmo mai le nostre passioni o propensioni, oppure se ci poniamo “con il muso”, difficilmente le persone ci staranno intorno, nel caso in cui stiamo cercando l’amore questo ci scapperà, perchè quale persona inizierebbe a frequentare qualcuno che non gli trasmette lo stare bene (è un discorso generico, non mi riferisco a te).
      Già il fatto che tu sappia cosa manca alla tua felicità è positivo, diverso chi è infelice e si lascia travolgere dagli eventi. Quindi io suppongo che tu non sia infelice, ma solo non completo, il discorso cambia nell’esempio della ragazza di ieri, lei non sa il motivo per cui è così, ha paura di affrontare le novità, si lascia travolgere dagli eventi ed è per questo che secondo me dovrebbe cominciare a costruirsi la felicità, non è questione di pessimismo ma di apatia.
      Concordo che in certe situazioni non si possa riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel; mi viene in mente una persona che nel giro di pochi anni ha perso: l’amore, gli amici, i nonni, il padre e ora ha la madre gravemente malata, e neppure il lavoro gli va bene… è ovvio che sia infelice, sarebbe stupido pensare che debba cercare la felicità… però nella vita di questa persona sebbene la sfiga ci abbia messo del suo completando l’opera lui non ha fatto nulla (quando le cose andavano bene) per coltivare l’amore e gli amici.
      Io sono dell’idea che chi vive sperando muore c…. (scusa la mancanza di finezza) per questo bisogna coltivare ciò che si ha …
      Concordo anche sul fatto che i sogni si debbano realizzare (anche se non tutti altrimenti sarebbero certezze) ma non bisogna neppure sognare troppo in grande …
      Per quel che riguarda le maschere talvolta bisogna indossarle sopratutto se si fanno certi lavori o per tutelare qualcuno, però in altre occasioni bisogna saperle togliere.
      Io comunque non credo si debba essere persone false ostentando la felicità inesistente, ma neppure andare in giro a lamentarci che tutto ci va male e pensare che mai nulla migliorerà, perchè se prestiamo bene attenzione alle nostre vite ne troveremo molte di quelle piccole gioie da te chiamate fiammelle che messe insieme formano la fiamma di un braciere che se non lo alimentiamo è destinato a spegnersi…

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      • Vittorio Tatti · novembre 18, 2016

        Diciamo che non credo nel destino, ma solo nel caso (quando gli eventi non dipendono da noi) e nella volontà (quando dipendono da noi).
        La volontà, però, dev’essere sorretta da qualcosa di consistente, altrimenti si diventa sfiduciati, depressi, pessimisti e negativi.
        Sapere cosa occorre avere per essere felici, purtroppo, non è sufficiente a raggiungere tale obiettivo, perché entrano in gioco tanti fattori, primo tra tutti un’altra persona interessata a te e che condivida la tua visione dell’amore.
        Su C. concordo, e vedremo se saprà sfruttare la fortuna a proprio vantaggio.

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        • Hadley · novembre 18, 2016

          Alla fine pure avendo una visione diversa ci siamo trovati a concordare su molto. ..
          Ps. L’amore io credo che sia una obbiettivo realizzabile (pur faticando a credere all’amore eterno ci spero sempre di averlo “beccato”)

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          • Vittorio Tatti · novembre 18, 2016

            L’amore si può anche trovare, a sapersi accontentare delle briciole; io, non mi accontento mai, soprattutto in amore.

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  3. Marta Vitali · novembre 18, 2016

    Oggi è il secondo post che incontro relativo all’argomento felicità.
    L’approccio è diverso. Nel primo viene consigliato un libro, questo libro (Kurt Vonnegut – QUANDO SIETE FELICI, FATECI CASO).
    Insomma, la cosa che ho notato è che alcuni parlano della felicità mettendola in contrapposizione con i momenti no. Altri invece sottolineano un momento felice per evidenziarlo ed imprimerlo nella mente.
    Mi piace pensare a questa cosa.
    Mi piace vedere come ognuno di noi parla dello stesso argomento partendo da punti di vista diametralmente opposti.

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  4. massimolegnani · novembre 20, 2016

    di solito della felicità ci si accorge quando è già passata. Nel momento in cui si è felici quasi non ce se ne accorge e soprattutto non ci si interroga. La cosa fondamentale penso sia non pretendere l’impossibile, come puntare a uno stato di perenne beatitudine, occorre volare più bassi, godere “qui e ora”. E non circoscriverei l’obbiettivo alla’amore ma a tutto ciò che ci può portare a uno stato di benessere fisico e psichico.
    ml

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    • Hadley · novembre 20, 2016

      Concordo, infatti secondo me bisogna saper apprezzare anche le piccole gioie, poi ci sta’ anche sentire la mancanza di qualche cosa per sentirsi completi… è vero anche che l’obbiettivo che ci prefissiamo non deve diventare una fissa e rovinarci l’esistenza. .. mi viene in mente il mio ex (l’idiota ) che a tutti i costi voleva un figlio, e pur di averlo lo ha avuto con una quasi sconosciuta. .. seconda me questo è patologico

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