Il magico potere del riordino : ecco cosa ne penso.

Mi sono finalmente decisa ad andare in biblioteca e ricominciare a leggere. Cercavo un romanzo poco impegnativo, adatto al mio riavvicinarmi alla lettura che potesse tenermi compagnia nella calde sere estive accoccolata  su uno sdraio in giardino.

Nella biblioteca del mio paese hanno un piccolo espositore dedicato alle novità ed ai libri consigliati a cui do sempre un occhio, la mia attenzione si è soffermata su un manuale di un autrice giapponese, che prometteva di insegnare un metodo per imparare a riordinare casa in modo definitivo, e questo ci avrebbe fatto migliorare come persone.

Dato che sto cercando di dare una svolta alla mia vita e nell’ultimo anno  sto lavorando su me stessa per migliorarmi, ed imparare ad apprezzare ciò che ho ed essere una persona più felice (ed è il motivo per cui vi tormento con i #100happyday ), inoltre sono una disordinata cronica, anche se grazie alla convivenza (finita disastrosamente) ho imparato ad organizzare meglio gli spazi e a fare più spesso pulizie profonde della casa. “Il magico potere del riordino” sembrava il libro adatto a me!

Io non amo le prefazioni, e questa in particolare mi fa passare la voglia di leggerlo perchè è lenta. Del libro mi hanno colpito la diversità della vita dei giapponesi rispetto alla nostra, come le normalità nel frequentare corsi per imparare a indossare il kimono, oppure che i bambini frequentino a scuola delle lezioni di economia domestica che secondo me sarebbe utile anche in Italia perchè sopratutto le nuove generazioni sono molto carenti in merito. Avrei dovuto capire che già da questa diversità culturale ciò che può andare bene per un giapponese non può essere adattata per un europeo… comunque dubito che tutti siano come l’autrice del libro… è evidente che abbia qualche problema o mania,  il manuale è pieno di aneddoti che la vedono come protagonista, e dalle sue parole si evince che fin da piccina aveva manie per il riordino.

Spoiler:  La tecnica suggerita per tenere tutto in ordine è gettare la maggior parte di cose, compresi i libri e i documenti. Praticamente se non hai nulla è ovvio che non puoi avere disordine… Ci fa notare l’importanza del buttare e del non regalare ad altri per impedire di far trovare qualcun altro nella stessa situazione… io sono la classica persona che non getta quasi nulla, se posso regalare i vestiti vecchi ad associazioni benefiche lo faccio e quelli ridotti peggio diventano stracci per pulire o coperte per i cani. I libri non li compro proprio per non trovarmi con pile di libri a prendere polvere, e comunque quei pochi che ho comperato e poi ho deciso che non avrei più riletto, li ho donati alla biblioteca. Dei documenti me ne libererei volentieri, peccato che certi debbano essere conservati per una quantità di anni… nel libro viene raccontato che ci sono persone che gettano oltre a 30\40 sacchi di cose, io non credo di avere abbastanza cose da riempire così tanti sacchi, neppure se mettessi insieme tutte le mie cose… e comunque lo trovo un sacrilegio, ciò che non può esse donato almeno che venga riciclato nel giusto bidone, eppure io non ho uno spirito così tanto ecologista ma penso all’ambiente prima di gettare a così tanta roba…

Il top però lo raggiunge quando dice che gli indumenti nel armadio dialogano, ed è vietato “appallottolare” i calzini nei cassetti perchè non si risposano… i miei calzini sono  tutti conservati a coppie ripiegati insieme rigirando l’elastico per evitare si possano separare, rischierei di sprecare troppo tempo al mattino nel ricercare i calzini, e finire per andare al lavoro con i calzini spaiati… ma voi, come li riponete i calzini?

Vi confesso che ho letto solo metà libro, non ci sono proprio riuscita a finirlo…

Voi siete ordinati o disordinati? Avete letto questo libro?

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4 comments

  1. Luca · luglio 14, 2016

    Ciao, ho questo libro in ebook, ma non l’ho ancora letto. Non mi reputo disordinato; non troppo, perlomeno. Certo, la concezione di ordine giapponese sarà divresa da quella occidentale… Non ti nascondo che talvolta ho l’impulso di gettare via qualcosa, a cominciare da libri che non mi interessano più. Beh, in realtà questi li darei più ad un booksharing, o roba del genere, così da continuare a farli circolare; una cosa che a volte (spesso) ho la tentazione di buttare dalla finestra è il mio computer; ci sono momenti che raggiungo il livello massimo di saturazione!
    Ti auguro un meraviglioso pomeriggio!❤

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  2. The Fireflies' garden · luglio 14, 2016

    Sono d’accordo con te in tutto e per tutto. Comunque sono curiosa. Mi piacerebbe leggerlo 🙂
    Buon pomeriggio.
    S

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    • Hadley · luglio 14, 2016

      Se uno lo legge senza troppe pretese può valerne la pena, se non sbaglio si trova facilmente l’ebook gratuito …

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  3. The Fireflies' garden · luglio 14, 2016

    Bene…Grazie 🙂

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