Questo è un mio scheletro nell’armadio…

Oggi vi voglio parlare un po di me… ho sempre evitato di dare troppi dettagli che possano ricondurre a me, ho voluto questo blog in forma anonima proprio per poter dire il mio vero pensiero, senza che questo potesse interferire con la mia vita, o comunque con la facciata che mi sono costruita…

Ma ora voglio confessarmi, in questo periodo sono triste, stanno tornando a galla molte cose, e mi sento messa alla prova…

Soffro di Alopecia Areata ormai da parecchi anni, per chi non lo sapesse questa patologia porta alla perdita di capelli a chiazze, nella maggior parte dei casi si  presenta come una piccola chiazzetta senza capelli o senza barba, che nel giro di qualche mese regredisce e ricrescono per mai più ripresentasi… ma a me no, io non sono una di quei fortunati, le mie chiazze sono di grosse dimensioni e spesso diventa difficile nasconderle… al mia vera paura è che si trasformi in AA universale lasciandomi totalmente glabra e mai più ricrescere…

Questa patologia mi ha condizionato molto la vita, la prima volta che mi si è presentata ero un adolescente, mi dissero che era causata da strss e con una cura, mi ricrescerono in un breve periodo… io credevo non mi si sarebbe più presentata e invece, qualche anno dopo tornò, all’epoca stavo con il mio primo moroso, tornai dal dermatologo e rifeci la cura, che non funzionò, le macchie continuavano d aumentare, mi prescrissero altri esami e un altra cura che sembrò funzionare, un anno dopo però mi ci imbattei nuovamente… questa volta però nessuna cura sembrava funzionare, io ero molto triste, mi mandarono in cura da uno psicanalista e mi diedero pure dei farmaci leggeri, dato che secondo il dermatologo era lo stress la causa principale, nel frattempo io soffrivo, il mio ex moroso non migliorava la mia situazione, io mi sentivo brutta e non mi accettavo, non era semplice rapportarsi con me perchè ero sempre nervosa, lui però non mi aiutava ad accettarmi, non faceva nulla per farmi capire che mi amava anche così, che potevo essere donna lo stesso…

Intanto i capelli continuavano a cadere, ricordo ancora quel pomeriggio che andai nel negozio di parrucche accompagnata da mia zia, e decisi, gli dissi -“rasa tutto”, alla domanda sei sicura risposi -“si” ma le lacrime scendevano e il magone saliva, paradossalmente mi fece stare meglio l’essere a testa rasata che il continuare a vedere i capelli cadere, ma il mio ex moroso non accettava la cosa, ne la mia ex titolare, nei i miei ex amici… tutti mi volevano vedere solo con la parrucca su… Smisi di fare cure, mi stavano solo intossicando fisicamente e psicologicamente… la gente mi diceva hai provato quella cura? e quell’altra? non capendo che così mi facevano più male che bene…ne frattempo cominciai a cambiare amici, a circondarmi anche da amicizie superficiali ma persone  che  non mi facevano pesare il fatto di non avere più capelli… lasciai anche la psicoterapia dato che non aveva effetti positivi (e a detta sua stavo benissimo, ero solo ovviamente triste per quel che mi stava accadendo, ma che comunque era normale lo fossi)… la storia  con il mio ex era via via peggiorata, ma continuava perchè a tenerci uniti c’era solo l’amore… continuavo a tagliare i rami secchi, lasciai il lavoro perchè mi angosciava andare tutti i giorni in un posto in cui venivo trattata male… e alla fine lasciai anche il mio ragazzo…

La mia vita doveva cambiare, cominciavo a chiudere la parrucca nel cassetto e a sostituirla con una bandana o addirittura andavo a zonzo così a testa nuda… anche se speravo sempre mi ricrescessero avevo cominciato ad accettarmi anche così… ebbi pure un corteggiatore, in quel momento in cui tutto andava a rotoli fu come un ancora per me (lo chiamerò I, da idiota, quello che poi si è rivelato essere, ma è un altra storia) I mi faceva sentire bella, donna, a lui non importava se mi mancavano i capelli, era molto più grande di me, e sebbene fossero tutti contrari ci siamo messi insieme… nel frattempo lavoricchiavo, ho avuto anche un ruolo di responsabilità, andai a convivere, e sebbene queste cose mi riempissero di stress e ansia i capelli ricominciarono a crescere, ho avuto la conferma che non era lo stress a farli cadere… dopo un anno I mi lasciò, io soffrii di depressione, ma la maggior parte dei miei capelli rimanevano appiccati alla testa …e da qua la conferma che lo stress non centrava, nel frattempo mi sono documentata, e ho scoperto che se ne dicono molte in merito, ma l’AA in realtà è una , malattia autoimmune e le cure sono tutte sperimentali…

Sono riuscita in maniera sorprendente a superare la depressione,  e con molte paure cercavo di rimettere in sesto la mia vita,  tra un lavoro precario e l’altro… una sera seduta su uno scalino vidi P, una visione, trovai il coraggio di andarci a parlare… praticamente un colpo di fulmine, una paio di settimane dopo mi invitò ad uscire, era un pò come se ci conoscessimo da sempre…il primo anno della nostra storia è stato travagliato, entrambi dovevamo chiudere con il nostro passato, l’anno successivo è stato a dir poco eccezionale,  anche se lavorando in maniera precaria cercavo di capire quale direzione doveva prendere la mia vita…

Mentre scrivo mi sale il magone , la malinconia, mi chiedo come farò ad affrontare la mia vita ora, perchè ho paura, perchè non voglio ricadere in quel turbinio di emozioni negative, perchè mi chiedo se P il mio moroso sia in grado di affrontare tutto questo, se avrà le spalle abbastanza forti da sorreggere entrambi, se riuscirà a sopportare la mia negatività… perchè… i miei capelli hanno ricominciato a cadere, e io in realtà mi sento triste, perchè so che questo significherà perdere il lavoro, molte paure stanno ricominciando a far parte di me… e il mio pensiero fisso è -” vi prego smettete di cadere, vi prego ricrescete”… sono triste perchè sento un disperato bisogno di serenità… vorrei prendere in mano la macchinetta e rasarmi i capelli perchè vederli cadere fa male, ogni capello che trovo sulla giacca, sulla spazzola, sul cuscino fa un enorme tonfo nel mio cuore…

 

 

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18 comments

  1. Marta Vitali · aprile 18, 2016

    A me piace questo sfogo, perché raccontando la tua tristezza nascondi un filo di speranza.
    Lasci trasparire che non hai smesso di crederci, che le cose belle accadono anche a chi in questo momento è triste come te (P, sembra essere una cosa bella che ti è capitata in un momento triste).
    A me piace pensare che così come in passato, anche dopo questo momento triste ne arriverà un altro felice e brillante.
    A me piace pensare che anche tu non vuoi smettere di crederci

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    • Hadley · aprile 18, 2016

      Si, hai ragione. .. so che la felicità non arriva da sola…per questo lotto per ottenerla

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      • Marta Vitali · aprile 18, 2016

        Ricordati che non sei sola, anche io lotto per ottenere la mia, anche io come tutti ho degli scheletri nell’armadio e altri da “appendere”, ma ci provo, ci proviamo…

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        • Hadley · aprile 18, 2016

          È vero, ma quando ci capita qualcosa si tende a non pensare più agli altri e a chiedersi…”perché proprio a me”

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  2. Gintoki · aprile 18, 2016

    Vorrei poter dire qualcosa di significativo, risolutivo o che altro, mi sento solo di mandare un abbraccio. Credo faccia bene lo sfogo, è anche un modo per esorcizzare i propri demoni, come se nel passaggio dai pensieri allo scritto in qualche modo si staccassero da noi…

    Non smettere di lottare.

    Se posso permettermi un consiglio, non incerottarti prima del tempo: cioè, non farti carico anche dell`eventuale problema che ti poni sul moroso, se lui sarà in grado di affrontare ecc…non addossarti anche questo. L`amore è credere negli altri, credi in lui e nella sua forza.

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    • Hadley · aprile 18, 2016

      Ti ringrazio, questo post per me ha voluto essere proprio uno sfogo, non un cercare confronto… perché in questo momento non solo le parole chei possono aiutare a stare bene…
      E hai ragione. ..tendo ad anticipare i problemi prima che si creino, come se il sapere che potrebbe accadere mi possa aiutare a fare uno scudo

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      • Gintoki · aprile 18, 2016

        E a volte è giusto essere preparati, però non deve essere un`autoflagellazione, sennò ci si rovina il presente…un abbraccio 🙂

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  3. Cose da V · aprile 18, 2016

    Ho messo mi piace per il coraggio di parlarne così apertamente, non è da tutti, anzi. Io spero che la persona che hai ora accanto sia una persona con le palle, ma non una che ti compatisca, ma che ti stia vicino, che ti aiuti a ridere delle tue paure, che te le mostri una dopo l’altra, le dovrete guardare assieme, analizzarle e alla fine ridicolizzarle, annientandole. Purtroppo è facile dare consigli o dire prova questo prova quello quando noi siamo al sicuro e l’altra persona invece si trova in una situazione spiacevole, io dal tuo articolo vedo che tu non rimani ferma, nonostante le delusioni amorose non ti sei bloccata, hai continuato a muoverti, a cercare e questa credo sia la tua forza. Per la superficialità della gente, si fottessero tutti! Avranno tutti sempre e comunque qualcosa da ridire, su un capello, sul peso, su ogni dettaglio. Poi c’è chi invece non si ferma, prende quel dettaglio e lo apprezza e io ti auguro di trovare solo persone così, che apprezzino i dettagli fuori posto. Come ho detto: gli altri possono fottersi 😉

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  4. Erik · aprile 18, 2016

    Trovare parole che possano essere un aiuto non è semplice, storie come quelle che hai appena raccontato mi convincono e spronano ancora di più ad investire le mie energie da padre nell’educazione dei miei figli.
    Questo perchè trovo assurdo ma veramente assurdo che un problema come quello che ti trovi ad affrontare tu sia vissuto da chi ti sta vicino in una maniera così viscida e ignorante… Non riesco a concepire come questa difficoltà possa essere accentuata e incentivata dai comportamenti delle persone invece che capita e in qualche modo combattuta assieme. Che si possa perdere il lavoro, l’amicizia, l’amore in nome di un problema per di più “estetico” è una cosa che definire grottesca è forse pure sottovalutarla.

    E’ mai possibile che le persone non capiscano che siano persone anche se ognuno con potenziali problemi?? il corpo è una parte della persona ma l’anima e la personalità, assieme alla storia di vita di ogni essere umano è un potenziale regalo per ognuno di noi. Il rispetto e la comprensione (che non è compassione) è il gesto fondamentale che ci permette di dare valore alla vita e ad ogni esistenza.

    Non posso dirti di non preoccuparti del tuo problema perchè di fatto quello che hai raccontato esiste e devi affrontarlo, allo stesso modo non posso dirti di fregartene perchè non vivo la tua realtà e non affronto i tuoi stessi problemi, ma una cosa posso senz’altro dirti, anche senza conoscerti bene:

    Tu sei molto di più di questo problema.

    Sei una persona, un anima, un essere umano…. sei viva e per quante persone potranno non capire, ti assicuro che attorno a te ci saranno anche persone migliori che riusciranno a vederti oltre il tuo problema, non posso e non voglio credere che non ci siano…

    Io credo sia fondamentale non smettere di credere a loro, non impedire loro di conoscerti per tutto quel di più che sei, perchè solo noi possiamo determinare ciò che gli altri vedono in noi, non in tutti ovviamente, ma purtroppo possiamo impedire a tutti di vedere i nostri lati migliori, questo ci riesce a volte troppo facilmente.

    Chiunque tu sia, sei di più del tuo problema, non metterlo tra te e il sole….

    un abbraccio..

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    • Hadley · aprile 18, 2016

      In tutta questa situazione posso dire di aver scoperto di avere anche dei Veri Amici, persone che ridevano e soffrivano con me di questa situazione pronte a riderci su e a offrire una spalla su cui piangere. ..ma devo dire che sono la minoranza. .. quelli che mi hanno deluso più di tutti sono gli adulti, quelli che ritenevo talmente importanti da chiamare zii sebbene non avessero legami di sangue. .. sono quelli che fanno parte del mondo del lavoro (titolari e clienti ) che se non hai una immagine prestabilita non puoi andare avanti…
      Per il mio ex moroso non provo rabbia, lui era ed è immaturo (sebbene abbia più di 30 anni) e non lo dico con cattoveria, non era in grado di affrontare la situazione era spavantato più di me… e in effetti mi rendo conto di essere stata anche odiosa…io cercavo di sfogarmi con lui perché non avevo molti altri con cui potrlo fare.. (mia madre mi accorgevo che soffriva) …
      Sono convinta di essere circondata da persone migliori ora, da Amiche Vere… il vero problema resta il mondo del lavoro. ..dovrei buttarmi e provare ad affrontarlo da sola…ma la paura di essere messa da parte é forte… mi resta anche la paura di non riuscire prima di tutto Io a piacermi lo stesso

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      • Erik · aprile 18, 2016

        sai, quello che posso dire io, per il mondo del lavoro è che ci vuole anche fortuna… forse un pò di coraggio ma anche le condizioni fortunate… anche per me il lavoro rappresenta forse l’unica nota problematica della mia vita, per ragioni sicuramente diverse, però di fatto è l’unica cosa che mi da dei pensieri… quindi boh.. ti auguro un pò di fortuna…per quel che vale..

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